Dal 13 al 22 maggio 2026, trenta delegate da tutto il mondo riunite in Polonia sotto il motto “Missionarie dell’Amore Incarnato”
Nel 295° anniversario della fondazione dell’Ordine, si è aperta il 13 maggio 2026 a Tuchów, in Polonia, la VI Assemblea Generale delle Monache Redentoriste. Trenta delegate provenienti da monasteri di ogni continente si sono riunite presso la casa religiosa dei Redentoristi, accanto al santuario della Madonna di cui essi sono custodi, per dieci giorni di lavoro, preghiera e discernimento comune.
L’Assemblea
Una volta ogni 7-10 anni, le delegate dei monasteri autonomi si riuniscono per riesaminare le Costituzioni dell’Ordine, consultarsi su questioni di rilievo e rafforzare la visione comune del carisma e l’unità. Questa VI Assemblea Generale, in programma dal 13 al 22 maggio 2026, ha all’ordine del giorno la revisione delle Costituzioni con l’obiettivo di adeguarle alle più recenti linee guida della Santa Sede sulla vita contemplativa. Le suore si occuperanno inoltre delle norme interne relative alla formazione delle monache e della situazione attuale delle tre Federazioni dell’Ordine, con quaranta monasteri sparsi nel mondo.
Le partecipanti
L’Assemblea riunisce delegate provenienti da Italia, Irlanda, Ucraina, Kazakistan, Slovacchia, Austria, Giappone, Filippine, Thailandia, Brasile, Perù, Canada, Haiti, Angola, Burkina Faso e Polonia. Le monache, vestite con l’abito di colore rosso scuro — segno dell’amore di Dio e della Redenzione — lavorano sotto la guida del Superiore Generale della Congregazione dei Redentoristi, p. Rogério Gomes. Il motto scelto per questa Assemblea è “Missionarie dell’Amore Incarnato”.
Il primo giorno: il ritiro spirituale
Il primo giorno dell’Assemblea era dedicato al ritiro spirituale. Al mattino, la riflessione è stata guidata da p. Piotr Chyla CSsR, che ha presentato la vita contemplativa dell’Ordine del Santissimo Redentore come un’autentica missione radicata nel mistero dell’Incarnazione. Ha sottolineato che l’amore incarnato di Dio in Cristo è il fondamento di ogni missione redentorista, sia attiva che contemplativa.
La Santa Messa dell’apertura
Nel corso della mattinata, p. Rogério Gomes, Superiore Generale della Congregazione dei Redentoristi, ha presieduto la Santa Messa di apertura dell’Assemblea Generale. Nella sua omelia, ha posto al centro la figura dello Spirito Santo, richiamando la prossima solennità di Pentecoste: così come allora lo Spirito trasformò il gruppo dei discepoli in una comunità capace di annunciare al mondo “le opere del Signore”, anche oggi Egli riunisce donne provenienti da ogni parte del mondo per rinnovare il dono del carisma contemplativo redentorista.
P. Rogério ha sottolineato che questa Assemblea non è semplicemente una sessione di lavoro, ma anzitutto un tempo di ascolto:
“Questa Assemblea non è semplicemente una sessione di lavoro per il rinnovamento delle Costituzioni, della Ratio Formationis e delle Norme procedurali. È soprattutto un tempo di ascolto: ascolto della Parola, ascolto della realtà, ascolto delle Suore, ascolto delle esperienze delle Federazioni e, soprattutto, ascolto dello Spirito.”
Il Padre Generale ha riconosciuto la diversità delle situazioni vissute dalle comunità presenti — dalla secolarizzazione alla povertà, dalla guerra all’instabilità sociale, dalle comunità giovani a quelle che affrontano il calo delle vocazioni — sottolineando come lo Spirito Santo sappia unire tutte queste realtà in un’unica ricerca comune: come vivere oggi, con fedeltà e speranza, la vocazione contemplativa come Missionarie dell’Amore Incarnato.
Ha infine ricordato che il mondo ha profondo bisogno della testimonianza della vita contemplativa, chiamata a essere annuncio profetico che Dio rimane la realtà essenziale. La sfida più grande, ha concluso, non è quella di cambiare le strutture, ma di mantenere vivo il fuoco del primo amore, la gioia della vocazione, la bellezza della vita fraterna e la centralità di Cristo Redentore.
L’Ordine: cenni storici
L’Ordine delle Suore Redentoriste è nato nel Sud Italia nel 1731, fondato dalla beata Madre Maria Celeste Crostarosa, che già nel 1725 aveva ricevuto da Dio la rivelazione di nuove regole. È il ramo femminile e contemplativo di un doppio istituto, insieme all’Ordine dei Redentoristi, e conta oggi oltre 300 suore con professione perpetua distribuite in quaranta monasteri nel mondo.
Sant’Alfonso Maria de Liguori, futuro fondatore dei Redentoristi, incaricato di verificare l’autenticità delle rivelazioni della Crostarosa, vi riconobbe l’opera di Dio e contribuì all’approvazione delle regole. I due rami condividono la stessa missione: mentre i Redentoristi sono missionari e annunciano la redenzione abbondante ai più bisognosi, le Redentoriste rimangono in clausura per irradiare nel mondo l’amore e la preghiera.
p. Mariusz Mazurkiewicz CSsR, www.redemptor.pl / Scala News ed.
Omelia di P. Rogério Gomes CSsR, Superiore Generale, in occasione dell’Assemblea Generale dell’OSSR
Care Sorelle, cari Confratelli, Novizi e Studenti,
1. È con gioia che diamo inizio alla nostra Assemblea Generale con questo ritiro e questa celebrazione eucaristica, in un momento davvero speciale della vita dell’Ordine. Siete giunti da diversi paesi, culture, lingue e realtà. Alcuni hanno percorso molti chilometri per arrivare qui, lasciandosi alle spalle le proprie comunità, i propri monasteri, i propri ritmi di preghiera e di silenzio. Eppure tutti voi siete venuti portando con voi qualcosa in comune: il desiderio di ascoltare lo Spirito Santo e di camminare insieme come famiglia redentorista contemplativa.
2. Durante la sua meditazione, P. Piotr Chyła ci ha presentato la vita contemplativa dell’Ordine del Santissimo Redentore come un’autentica missione radicata nel mistero dell’Incarnazione. Partendo dall’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso, è stato sottolineato che l’amore incarnato di Dio in Cristo è il fondamento di ogni missione redentorista, sia attiva che contemplativa. Il chiostro non è presentato come una fuga dal mondo, ma come un luogo di profonda fecondità missionaria, dove la preghiera, l’intercessione e l’offerta della propria vita diventano un silenzioso annuncio dell’abbondante redenzione di Dio, specialmente per i poveri e gli abbandonati.
3. Nella sua riflessione, ha insistito sul fatto che il contemplativo di clausura partecipa al cuore stesso della missione della Chiesa, testimoniando che Dio esiste, che Dio è sufficiente e che la dignità umana non dipende dalla produttività. Allo stesso tempo, riconoscendo le sfide odierne, come il calo delle vocazioni e la necessità di una maggiore integrazione tra la dimensione attiva e quella contemplativa della Congregazione, ha proposto un rinnovamento teologico, spirituale e comunitario che valorizzi la saggezza contemplativa come dono essenziale per l’intera famiglia redentorista. Maria appare come il modello perfetto di questa unione tra contemplazione e missione, mostrando che l’amore vissuto concretamente è la vera missione della Chiesa.
4. Cosa desideriamo contemplare in questi giorni? Quali frutti scaturiranno dalla nostra contemplazione? Qual è la verità che stiamo cercando insieme attraverso il discernimento? Ciò sarà possibile solo se lasciamo che lo Spirito parli ai nostri cuori e se mettiamo da parte le nostre paure per guardare il mondo e la realtà dei nostri monasteri con lo sguardo contemplativo di Dio. E lo sguardo contemplativo diventa possibile solo quando lo Spirito parla nei nostri cuori e nelle nostre menti. Cosa ci sta dicendo lo Spirito? Quale verità ci sta mostrando che non vogliamo sentire? Provenendo da diverse parti del mondo, con culture e lingue diverse, lo Spirito ci chiama, in questa Assemblea, a vivere una vera esperienza di Pentecoste.
5. A Pentecoste, i discepoli erano riuniti nello stesso luogo, «perseveranti e concordi nella preghiera» (cfr. At 1,14), portando con sé paure, domande, aspettative e speranze. E lo Spirito Santo trasformò quel gruppo in una comunità capace di parlare ogni lingua e di proclamare «grandi opere di Dio» (At 2,11) a tutti i popoli. Anche oggi, qui, lo Spirito riunisce donne provenienti da molte parti del mondo per rinnovare il dono del carisma contemplativo redentorista e per essere una memoria vivente del Redentore per il mondo.
6. Il Vangelo (cfr. Gv 16,12-15) ci porta una bellissima promessa di Gesù: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità».
7. Gesù sa che i discepoli ancora non comprendono tutto. Sono in cammino. Anche noi siamo in cammino. La Chiesa è in cammino. La vita consacrata è in cammino. E lo stesso Ordine prosegue il suo cammino di discernimento, fedeltà e rinnovamento. Quando non riusciamo a rinnovarci, rischiamo di morire lentamente, chiusi in noi stessi. Il rinnovamento nasce sempre dalla capacità di sognare. Chi perde la capacità di sognare perde anche la capacità di vedere nuovi orizzonti e nuove vie. E quando smettiamo di guardare avanti, possiamo cadere in una contemplazione narcisistica di noi stessi e in un’inerzia paralizzante che impedisce il cambiamento e ci intrappola nella falsa sicurezza delle nostre zone di comfort. Lo Spirito Santo, invece, apre le porte, smuove il cuore e ci spinge a camminare con coraggio e speranza alla ricerca della verità che agita i nostri cuori.
8. La verità di cui parla Gesù non è semplicemente un insieme di idee o di regole. La pienezza della verità è Cristo stesso. Pertanto, questa Assemblea non è semplicemente una sessione di lavoro per il rinnovamento delle Costituzioni, della Ratio Formationis e delle Norme procedurali. È soprattutto un tempo di ascolto: ascolto della Parola, ascolto della realtà, ascolto delle Suore, ascolto delle esperienze delle Federazioni e, soprattutto, ascolto dello Spirito.
9. Nella prima lettura (Atti 17,15.22-18,1), vediamo San Paolo ad Atene. Egli giunge in un ambiente diverso e plurale, pieno di interrogativi e di visioni diverse. Paolo non inizia condannando o chiudendo le porte. Prima osserva, ascolta, cerca di capire, e solo allora proclama il Dio sconosciuto che i cuori umani già cercavano.
10. Anche voi, care Sorelle, provenite da contesti molto diversi: luoghi segnati dalla secolarizzazione, situazioni di povertà e guerra, comunità giovani, comunità che invecchiano e vocazioni in declino, contesti di violenza o instabilità sociale, nonché nuove sfide culturali e tecnologiche. Eppure lo Spirito Santo unisce tutte queste realtà in un’unica ricerca comune: come possiamo vivere oggi, con fedeltà e speranza, la vocazione contemplativa come Missionarie dell’Amore Incarnato?
11. Forse non ci sono risposte pronte per tutto. E questo non deve spaventarci. Gesù stesso disse ai discepoli: «Ho ancora molte cose da dirvi, ma ora non potete sopportarle». La vita spirituale è un cammino. Il discernimento richiede pazienza, umiltà, apertura e conversione quotidiana.
12. Lo Spirito guida lentamente, non attraverso la violenza e la paura, ma con fedeltà e fiducia. Per questo motivo, questa Assemblea deve essere vissuta con profonda libertà interiore. Libertà di parlare, di ascoltare, di riconoscere le debolezze, e anche di rendere grazie per i tanti segni di vita, i germogli verdi e rigogliosi presenti nell’Ordine.
13. Il mondo di oggi ha profondamente bisogno della testimonianza della vita contemplativa. In una società segnata dal rumore, dalla velocità, dalla superficialità e dall’esaurimento interiore, la vita contemplativa diventa un annuncio profetico che Dio continua ad essere la realtà essenziale.
14. I monasteri sono chiamati ad essere luoghi dove l’amore incarnato di Dio rimane vivo, dove la preghiera sostiene silenziosamente la missione della Chiesa e dove i più abbandonati sono portati davanti al Signore.
15. Care Sorelle, lo Spirito Santo non conduce l’Ordine all’indietro, ma in avanti. Egli ci chiama alla fedeltà carismatica, ma anche ad avere il coraggio di discernere i nuovi sentieri che Dio vi sta aprendo nella nuova realtà dell’Ordine, specialmente attraverso le Federazioni. La sfida più grande non è il cambiamento delle strutture, ma mantenere vivo il fuoco del primo amore, la gioia della vocazione, la bellezza della vita fraterna e la centralità di Cristo Redentore. Con questa fiamma viva diventa possibile trovare la luce necessaria per cambiare le strutture e attraversare la notte delle crisi.
16. L’esperienza di Pentecoste non ha eliminato le differenze tra i discepoli. Lo Spirito non ha creato uniformità, ma armonia e comunione. E armonia non significa pensare esattamente allo stesso modo, ma camminare insieme ascoltando lo stesso Spirito, che è il Maestro di questa sinfonia carismatica e melodiosa che unisce doni, culture, sensibilità ed esperienze diverse in un unico cammino di fede e missione.
17. Chiediamo oggi questa grazia: che lo Spirito di verità guidi questa Assemblea. Che ci conceda saggezza nella riflessione, serenità nelle decisioni e speranza di fronte alle sfide. E che Maria, nostra Madre del Perpetuo Soccorso, donna di silenzio e di ascolto, insieme alla Beata Conchita, accompagni ciascuno di noi in questa Assemblea. Maria è rimasta con i discepoli nel Cenacolo, in attesa dello Spirito. Possa lei rimanere anche in mezzo a questa Assemblea, aiutandoci a riconoscere la voce dello Spirito e a rinnovare, con gioia, la vocazione contemplativa redentorista per il bene della Chiesa e dei più abbandonati.
Originale inglese











