Italia: “Conformarsi a Cristo” — a Foggia il ricordo della beata Maria Celeste Crostarosa nel decennale della beatificazione

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Dieci anni dopo la storica cerimonia di beatificazione, Foggia è tornata a riunirsi attorno alla figura di Maria Celeste Crostarosa. Il 19 giugno 2026, nel Santuario della Madre di Dio (conosciuto come l’Incoronata) — lo stesso luogo che nel 2016 aveva accolto migliaia di fedeli per l’elevazione agli onori degli altari — la Chiesa locale ha celebrato con solennità questo anniversario con una Messa presieduta da mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino, concelebrata da oltre trenta sacerdoti e diaconi.

Alla celebrazione hanno preso parte le monache redentoriste di Foggia, Scala, Sant’Agata de’ Goti e alcune monache del Burkina Faso e Angola, insieme ai padri redentoristi, tra cui p. Serafino Fiore da Materdomini e p. Antonio Pupo da Roma, e al clero diocesano e numerosi fedeli.

Davanti alle reliquie della Beata, esposte sul presbiterio, mons. Ferretti ha ricordato il legame speciale che unisce la Crostarosa alla città di Foggia, dove, auspicio del presule, “la sua memoria deve essere mantenuta viva e fiorente. Non solo perché qui ha sepoltura il corpo della Beata, ma anche per tutta la grande storia della sua presenza a Foggia”.

“Conformarsi al Redentore”

Al centro dell’omelia di mons. Ferretti, le parole che la beata Crostarosa rivolgeva alle sue sorelle come insegnamento fondamentale: conformarsi a Cristo. Una chiamata che, ha sottolineato il presule, non conosce distinzioni di genere. «Nella santità, come dice san Paolo, non c’è uomo o donna. La santità è senza genere. Una donna, come nel caso della Crostarosa, può conformarsi a Cristo e farlo, paradossalmente, più di un uomo».

L’arcivescovo ha collocato la figura della Crostarosa nel contesto storico della Controriforma, riconoscendola come una delle donne che hanno saputo lasciare un segno profondo nella vita della Chiesa e di una società profondamente segnata dal maschilismo dell’epoca.

La sua spiritualità, ha spiegato mons. Ferretti, non propone una semplice devozione a Gesù, ma una vera identificazione con il suo stile di vita e con il Vangelo: «Che significa conformarsi al Signore Gesù? Primo: leggere il Vangelo, altrimenti ci conformiamo a una nostra idea di Gesù».

Da qui l’appello rivolto alle monache e a tutta la comunità: «Dateci questo esempio. Datecelo a Foggia, al mondo ovunque siete. Ne abbiamo bisogno tutti, di uomini e donne che ci mostrino che è possibile vivere il Vangelo».

L’omelia completa di mons. Giorgio Ferretti disponibile sul canale YouTube dell’Arcidiocedi si Foggia-Bovino

Verso la canonizzazione

Parole di ringraziamento e di gioia sono state espresse al termine della celebrazione dalle suore del monastero di Foggia, e dal loro cappellano don Alberto De Vita: “La celebrazione di oggi è stata preceduta da una visita delle parrocchie della nostra Arcidiocesi, programmata già ad ottobre 2025, su iniziativa dell’Arcivescovo, mia e delle monache. La visita aveva lo scopo di far conoscere la beata Crostarosa ed il suo legame con la nostra terra. Si pensi che il primo monastero era situato dove ora sorge il Municipio di Foggia”. Da questo nasce anche la speranza per il futuro: «Pur constatando che siamo solo al principio di un cammino che ci porterà alla canonizzazione della Crostarosa, siamo soddisfatti di quanto fatto in questi mesi di sensibilizzazione» ha detto.

Un anniversario di gioia e di unità

«Questo anniversario è per noi come una seconda beatificazione», ha detto sr. Grazyna (Grazia) Raszkiewicz, superiora del monastero di Foggia. «Mi ricordo quando ero ancora novizia e tutte aspettavano: ma quando sarà, quando sarà? Quando nel 2016 è arrivato quel momento, tutte erano strafelici. Questi dieci anni sono un anniversario di gioia e di ringraziamento, un vero Magnificat».

La superiora ha raccolto dall’omelia dell’arcivescovo in particolare il tema della conformità a Cristo, cuore della spiritualità crostarosiana: «Noi come comunità dobbiamo essere una memoria viva — non il semplice ricordo di qualcosa che ha fatto Gesù, ma rivivere in noi ciò che lui ha vissuto. Ognuna di noi, ogni comunità, deve rispecchiare Gesù agli altri».

Anche sr. Imma Di Stefano, la preside della Federazione della beata Maria Celeste Crostarosa, ha vissuto la giornata con profonda emozione: «Ero presente dieci anni fa in questa piazza, gremita di gente. Ritornare oggi, stessa emozione». Ma, ha aggiunto, molto resta ancora da fare: «Vorrei vederla un po’ più conosciuta, diffusa. La sua figura è ancora tutta da scoprire».

Sr. Di Stefano ha indicato come uno dei frutti più concreti degli ultimi dieci anni per l’Ordine del Santissimo Redentore la nascita delle federazioni: «È stato un input grande la beatificazione, perché poi dopo sono nate le federazioni e si è creata molta unità fra i monasteri. C’erano dei momenti di contatto, di unione, ma adesso è di più. Già la nostra presenza qui oggi, no? Come monasteri italiani, poi si sono trovate le sorelle del Burkina… questa è una grande novità che prima non c’era».

La giornata di preghiera si è conclusa con il concerto dell’Officina Musicale – Orchestra da Camera dell’Immacolata, che ha offerto ai numerosi fedeli presenti un programma di musica sacra e classica, a suggello di una giornata di memoria, gratitudine e rinnovato impegno nel segno della beata Maria Celeste Crostarosa.

Scala News