{"id":20354,"date":"2022-12-17T11:13:00","date_gmt":"2022-12-17T09:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=20354"},"modified":"2022-12-14T11:17:46","modified_gmt":"2022-12-14T09:17:46","slug":"comprendere-con-empatia-chi-ci-ha-offeso-alla-luce-delle-neuroscienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/12\/comprendere-con-empatia-chi-ci-ha-offeso-alla-luce-delle-neuroscienze\/","title":{"rendered":"Comprendere con empatia chi ci ha offeso alla luce delle neuroscienze"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019icona del giubileo della misericordia (2015-16) ci aiuta a sentire meglio l\u2019empatia di Ges\u00f9 verso di noi, attraverso il suo sguardo che si confonde con quello dell\u2019uomo ferito. In tal senso, il modello psico-spirituale di Monbourquette, presentato nel nostro ultimo <a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog\/2022\/11\/11\/comprendere-con-empatia-chi-ci-ha-offeso-da-una-prospettiva-etica-e-psico-spirituale-1-2\/\">post del 11 novembre 2022<\/a>, evidenzia come l\u2019empatia pu\u00f2 facilitare il perdono, permettendo alla persona ferita di cogliere la prospettiva e le emozioni dell\u2019offensore<a href=\"#_edn1\">[1]<\/a>, per poi, con la grazia di Dio, adottare atteggiamenti di compassione e di misericordia sull\u2019esempio di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, comprendere empaticamente chi ci ha offeso pu\u00f2 anche aiutarci a vivere questo passaggio esigente del vangelo di Luca dove Ges\u00f9 dice: \u00abAmate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. [\u2026] E come volete che gli uomini facciano a voi, cos\u00ec anche voi fate a loro. [\u2026] Perdonate e sarete perdonati\u00bb (<em>Lc<\/em> 6,27-28.37).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019invito di Ges\u00f9 ad adottare un atteggiamento caritatevole, spirituale, empatico e misericordioso nei confronti dei nemici, pu\u00f2 anche, a livello neurologico, aiutarci a superare l\u2019offesa, le emozioni negative e, pertanto, contribuire alla guarigione delle nostre ferite. Studi scientifici, come quello nell\u2019universit\u00e0 di Pisa<a href=\"#_edn2\">[2]<\/a>, rivelano, secondo il neuroscienziato Pietro Pietrini, che le emozioni negative come il rancore, la rabbia, il risentimento secernono, \u00abin termine biochimici, ormoni dannosi per l\u2019omeostasi cerebrale e per le funzioni nervose\u00bb<a href=\"#_edn3\">[3]<\/a>. Infatti, molti studi suggeriscono che \u00abla ruminazione produce emozioni negative che attivano associazioni nelle reti neurali, stimolando cognizioni, motivazioni e comportamenti tipici del rancore\u00bb<a href=\"#_edn4\">[4]<\/a>. Inoltre, \u00abrimuginare sull\u2019offesa senza verbalizzarla o essere costretti a subirla passivamente per lungo tempo possono trasformare la rabbia, la paura e il dolore in tossine che alimentano il rancore e il desiderio di vendetta\u00bb<a href=\"#_edn5\">[5]<\/a>. Il risentimento verso l\u2019offensore pu\u00f2 dunque avere una incidenza negativa sulla corteccia prefrontale dorsolaterale e ventromediale<a href=\"#_edn6\">[6]<\/a> (implicata nella regolazione e nel controllo cognitivo ed emotivo) e quindi sul giudizio morale, provocando atteggiamenti come ostilit\u00e0, vendetta, crudelt\u00e0 fisica, psicologica, morale, abuso di potere, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversamente, il perdono favorisce l\u2019omeostasi biochimica del cervello e, quindi, pu\u00f2 influire positivamente sul giudizio morale. Poich\u00e9 grazie alla comprensione caritatevole, empatica dell\u2019offensore e alla neuroplasticit\u00e0 cerebrale, \u00abil perdono \u00e8 un meccanismo che permette di \u201cby-passare\u201d, di superare e di andare oltre l\u2019offesa\u00bb<a href=\"#_edn7\">[7]<\/a>, sviluppando altri circuiti neuronali che ci consentono di aggirare questa esperienza dolorosa e traumatica. E cos\u00ec, il perdono empatico favorisce la secrezione di ormoni e di neurotrasmettitori (come serotonina, acetilcolina, endorfina) che possono farci sentire pi\u00f9 sereni nei confronti di chi ci ha offeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il professore di neuroscienze Sanguineti, \u00abl\u2019armonia nel cervello va conquistata attraverso il bilanciamento tra \u201cvita spirituale\u201d ed \u201cequilibrio omeostatico cerebrale\u201d associate alle propriet\u00e0 chimico-fisiche del corpo. Pertanto, le neuroscienze confermano che il perdono introduce un equilibrio a livello della sinergia cerebrale che si percuote sulla vita psichica\u00bb<a href=\"#_edn8\">[8]<\/a>. In questo senso, secondo Pietrini, la loro ricerca ha evidenziato che il perdono \u00absi configura come un processo cognitivo articolato che pu\u00f2 consentire all\u2019individuo di superare stati emotivi negativi tramite la rivalutazione in termini positivi di un evento negativo\u00bb<a href=\"#_edn9\">[9]<\/a>. Inoltre, a livello neurologico, l\u2019attivazione della corteccia parietale inferiore, implicata nel vissuto dell\u2019empatia e nella capacit\u00e0 di \u201cmettersi nei panni dell\u2019altro\u201d, suggerisce che un passo importante per perdonare sia comprendere che ci ha offeso. Tutti questi dati delle neuroscienze vengono quindi a sostenere la teoria psicologica del perdono empatico di Monbouquette.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, possiamo dire che l\u2019invito di Monbourquette a comprendere con empatia chi ci ha offeso, e quello di Ges\u00f9 ad amare, a fare del bene, a benedire, a pregare, a non giudicare, a non condannare e a perdonare i nostri nemici (cf. <em>Lc<\/em> 6,27-28.37), ci consentono: 1) di liberarci ai livelli cognitivo, neurologico ed emotivo dall\u2019oppressione di coloro che ci fanno soffrire; 2) con la fede e la grazia, di favorire la neuroplasticit\u00e0 del nostro cervello per \u201cby-passare\u201d e superare le offese, le nostre ferite ed esperienze traumatiche; 3) e infine, di realizzare giudizi morali pieni di empatia, di carit\u00e0, di compassione e di misericordia con gli altri e anche con coloro che ci hanno offeso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Mario Boies, C.Ss.R., M.Ps.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref1\">[1]<\/a> Cf. J. Monbourquette, <em>L&#8217;arte di perdonare: guida pratica per imparare a perdonare e guarire<\/em>, Paoline, Milano 2015<sup>13<\/sup>, 154-163.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref2\">[2]<\/a> Cf. E. Riccardi \u2013 P. Pietrini<em> et al.<\/em>, \u00abHow the brain heals emotional wounds: the functional neuroanatomy of forgiveness\u00bb, in <em>Frontiers in Human Neuroscience<\/em> 7\/December (2013), in https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fnhum.2013.00839\/full [Accesso: 15.11.22].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref3\">[3]<\/a> B. Carfagna, <em>Speciale TG1 &#8211; Super Cervello: Intervista con Pietro Pietrini, Neuroscienzato dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa<\/em>, 2014, in https:\/\/youtu.be\/xxFOKG3IwZI, [Accesso: 15.11.2022].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref4\">[4]<\/a> E. Giusti \u2013 B. Corte, <em>La terapia del per-dono: dal risentimento alla riconciliazione<\/em>, (Psicoterapie &amp; Counseling, 73), Sovera Edizioni, Roma 2009, 94.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref5\">[5]<\/a> <em>Ibid.<\/em>, 92.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref6\">[6]<\/a> Cf. P. Pietrini, \u00abCosa succede nel cervello quando perdoniamo\u00bb, in <em>Unipinwes<\/em> 22 novembre (2013), in https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fnhum.2013.00839\/full [Accesso: 15.11.2022].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref7\">[7]<\/a> B. Carfagna, <em>Speciale TG1 &#8211; Super Cervello: Intervista con Pietro Pietrini<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref8\">[8]<\/a> B. Carfagna, <em>Speciale TG1 &#8211; Super Cervello: Intervista con il Professore Juan-Jos\u00e9 Sanguineti dell&#8217;Universit\u00e0 Santa Croce<\/em>, 2014, in https:\/\/youtu.be\/xxFOKG3IwZI, [Accesso: 15.11.2022].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref9\">[9]<\/a> P. Pietrini, \u00abCosa succede nel cervello quando perdoniamo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Quest\u2019icona del giubileo della misericordia (2015-16) ci aiuta a sentire meglio l\u2019empatia di Ges\u00f9 verso di noi, attraverso il suo sguardo che si confonde con quello dell\u2019uomo ferito. 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