{"id":20497,"date":"2022-12-27T16:45:00","date_gmt":"2022-12-27T14:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=20497"},"modified":"2022-12-27T11:01:46","modified_gmt":"2022-12-27T09:01:46","slug":"con-cuore-aperto-sulle-orme-del-redentore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/12\/con-cuore-aperto-sulle-orme-del-redentore\/","title":{"rendered":"Con cuore aperto sulle orme del Redentore"},"content":{"rendered":"\n<h5>Intervista a p. Rog\u00e9rio Gomes CSsR nel numero di dicembre di &#8220;In Cammino con San Gerardo&#8221;.<\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Sommario:&nbsp;<\/strong><em>\u00c8 in corso una ristrutturazione nell\u2019organizzazione della nostra Famiglia Redentorista. Un processo di&nbsp;rinnovamento nella vita apostolica della Congregazione del Santissimo Redentore&nbsp;che&nbsp;implicher\u00e0 un cambio di strutture, con l\u2019unione di (vice) province e la fusione e federazione delle province stesse, e di metodi missionari. In particolare, a partire dal gennaio del 2024, un\u2019unica Provincia sostituir\u00e0 quelle di Napoli, Roma, Madrid, Lisbona e Francia. Abbiamo chiesto al neo eletto Superiore Generale della Congregazione padre Rog\u00e9rio Gomes di illustrarci le motivazioni di questo cambiamento&nbsp;e gli auspici che ne derivano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Caro padre Rog\u00e9rio, il 27 settembre, giorno della sua elezione a Superiore Generale, nel suo primo messaggio alla Congregazione l\u2019ha esortata \u201ca non temere la fedelt\u00e0 creativa che ci rende fedeli allo Spirito, il quale ci permette di re-immaginare cose nuove e di intuire nuove vie di evangelizzazione\u201d. \u00c8 stata questa \u201cfedelt\u00e0 creativa\u201d a far intuire la via della ristrutturazione della Congregazione?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla sua fondazione avvenuta a Scala il 9 novembre del 1732 e fino ad oggi, la Congregazione del Santissimo Redentore ha subito diverse trasformazioni. Si \u00e8 passati dal semplice cambio di denominazione (da Santissimo Salvatore a Santissimo Redentore) all\u2019espansione al di fuori dell\u2019Italia con le (vice)province, le regioni e le missioni e, nel corso del tempo, con le fusioni delle province. Del resto, la nostra Costituzione all\u2019articolo 96 recita:&nbsp;<em>\u201cLa Congregazione, conservando sempre il proprio carisma, deve adattare le sue strutture e istituzioni alle esigenze del ministero apostolico e a quelle peculiari di ogni missione\u201d<\/em>. Lo stesso fondatore della Congregazione Alfonso Maria de Liguori ha dovuto modificare profondamente il suo stile di vita per potersi dedicare agli abbandonati del suo tempo. Alfonso ha rinunciato alle sue comodit\u00e0 e ha compiuto un profondo&nbsp;<em>distacco<\/em>, sperimentando in prima persona la dimensione della&nbsp;<em>kenosi<\/em>&nbsp;del Redentore.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha definito la ristrutturazione della Congregazione come il \u201cnostro vino nuovo alle nozze di Cana\u201d. Fuor di metafora, questa nuova strada quale cammino prospetta alla Famiglia Redentorista?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutta la Congregazione partecipa a questo lavoro di ristrutturazione che coinvolge&nbsp;<em>cuore e mentalit\u00e0<\/em>, \u00e8 iniziato trent\u2019anni fa ed \u00e8 stato sempre approfondito e confermato dagli ultimi capitoli generali. Inoltre, non \u00e8 neanche circoscritto alla nostra Congregazione, perch\u00e9 esprime una tendenza, ben definita e condivisa dallo stesso Papa Francesco, all\u2019interno della vita consacrata e della Chiesa stessa. La prospettiva \u00e8 quella di rinnovare le strutture e, quindi, i nostri metodi missionari per compiere il meglio possibile quello che lo Spirito ci chiama a fare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale impatto avr\u00e0 la ristrutturazione nelle comunit\u00e0 frequentate dai nostri lettori, qui nella Provincia Napoletana dove tutto \u00e8 nato?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto pi\u00f9 evidente sar\u00e0 vedere nuovi volti redentoristi e diversi stili di annuncio del Vangelo. Le decisioni della nuova Provincia saranno quindi assunte per il bene del Popolo di Dio e della missione redentorista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La ristrutturazione traccia un cammino comunitario di respiro europeo. Un percorso, peraltro, perfettamente in sintonia con la via tracciata da papa Francesco nei giorni scorsi con l\u2019annuncio della fase continentale del Sinodo. Ma come armonizzare le legittime differenze per riuscire ad ascoltarsi, a dialogare e ad arricchirsi reciprocamente a livello europeo?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ristrutturazione traccia un cammino comunitario di respiro non solo europeo, ma che coinvolge la Congregazione nel mondo. Credo fermamente che questo respiro provenga dal vento dello Spirito che soffia dove vuole (cf. Gv 3,8). Papa Francesco, nell\u2019udienza privata ai Superiori Generali del 26 novembre, ha detto che lo Spirito provoca il disordine per arrivare all\u2019armonia. Nel libro della Genesi (cfr. Gen 11,1-9), quando gli uomini volevano rendere tutto uniforme, un\u2019unica lingua, Dio \u201cscese dal cielo\u201d e li confuse. L\u2019opposto avviene a Pentecoste, quando potevano parlare in lingue diverse e venivano capiti (cf. At 2,1-12). Pertanto, l\u2019armonizzazione avviene quando mettiamo al primo posto il Vangelo e non le nostre convinzioni o visioni del mondo.&nbsp;Se il Vangelo \u00e8 in primo piano, \u00e8 possibile ascoltare profondamente l\u2019altro, nonch\u00e9 dialogare e comprendere i diversi contesti personali e culturali e, infine, discernere. E per discernimento intendo quel profondo lavoro di artigianato, grazie al quale diversi frammenti, ben disposti, formano un bellissimo mosaico con la sua bellezza e ricchezza. La cultura europea \u00e8 molto ricca e ora, in questo processo, \u00e8 chiamata a discernere con altri compagni di viaggio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come per i discepoli sulla via di Emmaus (Lc 24, 13-43), ci spetta comprendere e diffondere la speranza che, in questo momento di incertezza, nasce dalla consapevolezza di essere accompagnati da Dio attraverso lo Spirito Santo. In questo senso, quali strade suggerisce di prendere fin d\u2019ora con coraggio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per me la strada \u00e8 mettersi in cammino con il nostro compagno di viaggio, il Redentore, senza paura e con tre bussole molto importanti: le Scritture, le nostre Costituzioni e la lettura dei segni dei tempi. Nel nostro bagaglio c\u2019\u00e8, poi, la spiritualit\u00e0 redentorista con i suoi capisaldi e la sua ricchezza: Incarnazione, Croce, Eucaristia e Maria, che ci portano alla preghiera e alla comunit\u00e0 e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Redentore quale compagno di viaggio, le bussole e un prezioso bagaglio: ma tutto questo per andare dove?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per dirigerci verso la nostra destinazione: gli abbandonati, quelli che vivono l\u2019incertezza sulla loro pelle ed ogni giorno della loro storia! Credo che il motto del XXVI Capitolo Generale:&nbsp;<em>Missionari della speranza, sulle orme del Redentore<\/em>, ci inviti a fare questa esperienza nel tempo che Dio ci ha donato.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di lei dice: \u201cpreferisco sbagliare piuttosto che rimanere in una situazione stagnante che, a poco a poco, marcisce e muore. Dobbiamo abbandonare la comfort zone!\u201d Una vera e propria sfida la sua che, come abbiamo raccontato nello scorso numero di questa nostra rivista, \u00e8 stata subito rilanciata da papa Francesco. In questo senso, quali risposte auspica di ricevere, da subito, dalla sua Famiglia Redentorista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una prima risposta che vorrei ricevere da ogni Redentorista \u00e8 quella di&nbsp;valorizzare la propria consacrazione come atto sublime di consegna della propria vita al Redentore e alla Congregazione, partendo dalla semplicit\u00e0 della vita quotidiana. Questa semplicit\u00e0 ci insegna a non rendere le cose difficili, ma a dar loro un nome, a cercare la via delle sfide. Gran parte dei conflitti comunitari e delle difficolt\u00e0 nel portare avanti i progetti missionari sono dovuti alla nostra incapacit\u00e0 di semplificare le cose, di vedere le cose da un unico punto di vista quando dobbiamo discernere e prendere delle decisioni. Valorizzare la propria consacrazione non significa chiudersi in se stessi, ma rendersi disponibili, come recita la nostra Costituzione, a dedicarsi alla missione di Cristo nel mondo a servizio degli altri e per la comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali altre risposte auspica?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Auspico anche che i confratelli non abbiano&nbsp;paura di quella fedelt\u00e0 creativa che ci rende fedeli allo Spirito e ci permette di reimmaginare cose nuove, intuire nuovi percorsi di evangelizzazione, cos\u00ec come anche portarci a sbagliare ma poi ad imparare dai nostri errori e, quindi, a non rimanere pietrificati. Non dimentichiamolo mai: lo stesso Spirito che ha unto Ges\u00f9, Alfonso e i nostri santi, martiri, beati e venerabili, \u00e8 qui ad amarci senza paura e ad accompagnarci, a provocarci e ad aiutarci in questo tempo di ristrutturazione! C\u2019\u00e8, infine, una terza risposta che aspetto: la determinazione nel&nbsp;non perdere l\u2019orizzonte del sogno e la capacit\u00e0 di rinnovarsi! La capacit\u00e0 di sognare stimola la creativit\u00e0 e se la vita consacrata perde questo orizzonte si irrigidisce.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono oggi le peculiarit\u00e0 dell\u2019Identit\u00e0 Redentorista e della nostra Missione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il fondamento, il centro di tutto, \u00e8 il Redentore. Io non vedo l\u2019identit\u00e0 redentorista e la nostra missione al di fuori dell\u2019identificazione personale con il Redentore e con il progetto del suo Padre. Possiamo fare tutte le discussioni che vogliamo, ma il nucleo \u00e8 l\u00ec. Non a caso la nostra Costituzione all\u2019articolo 20 recita: \u201c<em>forti nella fede, lieti nella speranza, ferventi nella carit\u00e0, ardenti nello zelo, coscienti della propria debolezza, perseveranti nella preghiera, i Redentoristi, a uomini apostolici e veri figli di Sant\u2019Alfonso, seguendo con gioia il Salvatore Ges\u00f9, partecipano al suo mistero, lo annunziano con semplicit\u00e0 evangelica di vita e di parola e, rinnegando se stessi, sono sempre pronti ad affrontare ogni prova per portare agli uomini l\u2019a abbondanza della Redenzione<\/em>\u201d. Andare oltre, credo, significa perdersi nelle parole e perdere il denso significato e l\u2019impegno che ne deriva!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci ha rammentato che lo Spirito diede ad Alfonso, fin dalle origini, l\u2019ispirazione di fondare una Congregazione con due polmoni (cfr Lc 4,16-18): i chierici e i fratelli. E i laici, invece, quale parte rappresentano di questo corpo missionario chiamato a portare speranza sulle orme del Redentore esprimendo una rinnovata vitalit\u00e0 a favore dei pi\u00f9 poveri e abbandonati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore, dal quale ricevono una missione per la Chiesa e per il mondo. [&#8230;] La vocazione dei fedeli laici alla santit\u00e0 comporta che la vita secondo lo Spirito si esprima in modo peculiare nel loro inserimento nelle realt\u00e0 temporali e nella loro partecipazione alle attivit\u00e0 terrene\u201d: cos\u00ec recita&nbsp;l\u2019Esortazione Apostolica&nbsp;<em>Christifideles laici<\/em>&nbsp;(al n. 2,17), che ci d\u00e0&nbsp;una buona indicazione sulla missione dei laici all\u2019interno della Chiesa e anche della Congregazione. In questo senso, sempre pi\u00f9 il carisma va condiviso con loro. E non in modo passivo, ma come una ricchezza che d\u00e0 senso alla loro missione e alla nostra e che, allo stesso tempo, li motiva e li impegna a partecipare a questa opera missionaria che \u00e8 la Congregazione. Il Concilio Vaticano II ci rammenta che la Chiesa \u00e8 s\u00ec carismatica, ma non \u00e8 proprietaria dei doni dello Spirito, che come tali vengono dati a ogni battezzato. Pertanto, il cammino missionario viene fatto tutti insieme: persone consacrate, membri battezzati che rispondono alla vocazione laicale e professi redentoristi. Questo vivifica il carisma e lo arricchisce!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel giorno in cui abbiamo celebrato la Festa del Fratello Gerardo, ci ha rammentato che il grande miracolo del nostro Santo fu quello di essere profondamente umano e, quindi, di santificarsi alla scuola della preghiera e della vita. Che cosa rende cos\u00ec attuale e affascinante il suo stile di vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per me Gerardo \u00e8 stato un uomo semplice, profondamente libero e affettuoso. Un uomo pratico che utilizzava al meglio gli strumenti in suo possesso per affrontare le sfide che gli si presentavano. Da questo punto di vista, il grande \u201cstrumento\u201d di Gerardo era quello di saper ascoltare profondamente le persone e di trasmettere loro lo sguardo di Dio. La santit\u00e0 \u00e8 il risultato di un processo di ascolto profondo di noi stessi, dell\u2019altro e di Dio, e si realizza nella carne umana, in questo mondo, con la grazia di Dio. Gerardo ha saputo ascoltare e ci insegna che Dio \u00e8 presente nelle cose giornaliere, anche in quelle che riteniamo insignificanti. Infine, la sua vita esemplare ci rammenta che la santit\u00e0 non \u00e8 per gli eletti, ma che tutti siamo eletti da Dio, ed anche con le nostre profonde contraddizioni!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gianluca Marsullo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.redentoristinapoletani.it\/la-nostra-rivista\/\">&#8220;In Cammino con San Gerardo&#8221; \u00e8 il mensile della Famiglia Redentorista<\/a>, pubblicato dai Redentoristi della Provincia Napoletana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a p. Rog\u00e9rio Gomes CSsR nel numero di dicembre di &#8220;In Cammino con San Gerardo&#8221;. Sommario:&nbsp;\u00c8 in corso una ristrutturazione nell\u2019organizzazione della nostra Famiglia Redentorista. 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