{"id":22066,"date":"2023-06-17T11:02:00","date_gmt":"2023-06-17T09:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=22066"},"modified":"2023-06-19T09:10:48","modified_gmt":"2023-06-19T07:10:48","slug":"nativi-digitali-e-immigrati-digitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/06\/nativi-digitali-e-immigrati-digitali\/","title":{"rendered":"Nativi digitali e immigrati digitali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste un divario generazionale tra le persone nate nella nuova cultura digitale (nativi digitali) e le generazioni pi\u00f9 anziane (immigrati digitali). Un documento interno della Congregazione Redentorista afferma che i loro giovani candidati \u201channo un diverso tipo di esperienza, un altro modo di concepire il mondo, di riflettere, pensare e lavorare; usano nuove tecnologie e nuovi linguaggi. Questa tensione, in molti casi, crea due gruppi isolati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I nativi digitali hanno acquisito un nuovo modo di esprimersi e di percepire la realt\u00e0. Quando arrivano alla vita consacrata sono gi\u00e0 abituati all&#8217;uso delle nuove tecnologie e alle dinamiche comunicative che esse generano. La comunit\u00e0 religiosa deve fare uno sforzo per capire come questi giovani si relazionano con gli altri e affrontano la vita reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Al loro fianco, gli immigrati digitali stanno cercando di imparare la nuova lingua, ma \u201cconserveranno sempre, in una certa misura, il loro &#8216;accento&#8217;, cio\u00e8 il loro piede nel passato\u201d poich\u00e9 non l&#8217;hanno imparata durante l&#8217;infanzia. \u201cParlano una lingua superata\u201d. Inoltre, hanno spesso una visione dualistica dell&#8217;online\/offline. Per loro la comunicazione online \u00e8 virtuale, irreale, effimera, fallace. Pertanto, dovrebbe essere evitato il pi\u00f9 possibile, al fine di facilitare l&#8217;autentica vita religiosa. Anche qui occorre uno sforzo per accogliere la nuova cultura digitale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;indebolimento del principio di autorit\u00e0<\/strong><br>Secondo M. Benasayag e G. Schmit, una delle grandi sfide educative per gli immigrati digitali (genitori, educatori e insegnanti) \u00e8 l&#8217;indebolimento del principio di autorit\u00e0. I giovani dimenticano il &#8220;perch\u00e9&#8221; devono obbedire e il loro educatore cerca di evitare qualsiasi conflitto. Consapevole di aver perso la stima reverenziale dei nativi digitali, l&#8217;educatore li disprezza, lasciandoli \u201ca loro agio\u201d, oppure cercando di convincerli con tecniche di seduzione tratte dalla sfera commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando questa strategia non funziona, pu\u00f2 reagire male, cadere nell&#8217;autoritarismo e generare gravi conflitti. I giovani, da parte loro, riempiono il vuoto di autorit\u00e0 ricorrendo a sostituti mediatici che li spingono a curare il proprio aspetto piuttosto che sviluppare la propria personalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comprendere e accogliere i nativi digitali<\/strong><br>Gli immigrati digitali devono cercare di capire e accogliere i nativi digitali, che spesso manifestano un diverso modo di vedere se stessi e di affrontare la vita. Secondo alcuni autori, la morale dell&#8217;abnegazione \u00e8 stata sostituita dalla morale dell&#8217;autorealizzazione. Mentre la prima promuoveva virt\u00f9 sociali e valori universali \u2013 sincerit\u00e0, lealt\u00e0, sacrificio, responsabilit\u00e0, fedelt\u00e0 al gruppo sociale \u2013 la nuova moralit\u00e0 si concentra sui valori psicologici. Invece dell&#8217;autocontrollo e della disciplina per sottomettere i propri impulsi, la nuova moralit\u00e0 presuppone che la felicit\u00e0 dipenda dall&#8217;autorealizzazione e dall&#8217;essere fedeli a se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo nuovo contesto, il punto di partenza per genitori, educatori e formatori deve essere questo desiderio di autorealizzazione che \u00e8 radicato nei giovani. Il formatore deve cercare di incanalarlo adeguatamente, perch\u00e9 i giovani si sentano spinti a dare un contributo attivo e generoso nell&#8217;ambiente sociale in cui vivono: la famiglia, il centro educativo, la societ\u00e0. Piuttosto che insistere su ci\u00f2 che devono o non devono fare, l&#8217;educatore deve aiutarli a vedere l&#8217;orizzonte verso il quale devono muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusione<\/strong><br>I giovani possono conoscere meglio le dimensioni tecniche della comunicazione, ma hanno bisogno di modelli di identificazione; cio\u00e8 persone che possono aiutarli con la loro esperienza e la loro visione della vita. Urge, quindi, che genitori ed educatori riprendano il loro ruolo di formazione e di accompagnamento, aiutando i nativi digitali a trovare senso e direzione tra i tanti stimoli e pretese che la societ\u00e0-rete offre loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">P. Mart\u00edn Carbajo Nu\u00f1ez, OFM<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Esiste un divario generazionale tra le persone nate nella nuova cultura digitale (nativi digitali) e le generazioni pi\u00f9 anziane (immigrati digitali). 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