{"id":22519,"date":"2023-08-01T09:53:00","date_gmt":"2023-08-01T07:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=22519"},"modified":"2023-08-02T10:00:43","modified_gmt":"2023-08-02T08:00:43","slug":"il-legame-di-santalfonso-compatrono-con-agrigento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/08\/il-legame-di-santalfonso-compatrono-con-agrigento\/","title":{"rendered":"Il legame di Sant\u2019Alfonso (compatrono) con Agrigento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Sono tante le notizie sui festeggiamenti della festa di Sant&#8217;Alfonso, Scala News presenta una nota interessante<\/em> <em>pubblicata su &#8220;L&#8217;Amico del Popolo&#8221; settimanale cattolico agrigentino:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La memoria liturgica di Sant\u2019Alfonso Maria de Liguori (1 agosto), vescovo, dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del SS. Redentore, patrono dei moralisti e dei confessori, evoca antichi legami con Agrigento, che a ragione pu\u00f2 essere compresa tra le citt\u00e0 alfonsiane, e con il territorio dell\u2019Arcidiocesi, come documentato dalla sua storia, a partire dalla met\u00e0 del Settecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo testimoniano 151 lettere, indirizzate al Santo, dai vari paesi dell\u2019agrigentino, a partire dal 1755, anno che segna i preliminari per l\u2019apertura della prima casa dei Redentoristi nell\u2019Isola (1761), fino alla sua morte, avvenuta nel collegio di Pagani (SA), da cui egli benediceva una seconda fondazione siciliana, quella di Sciacca (1787), attigua alla chiesa del Collegio, gi\u00e0 dei Gesuiti. Per molti anni fu sede del noviziato della Congregazione, oltre che stazione missionaria, per la predicazione nelle diocesi di Agrigento, Trapani e Mazara del Vallo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il legame di sant\u2019Alfonso con la Sicilia non si esaurisce in una parte considerevole del suo carteggio. La storia della sua beatificazione e canonizzazione \u00e8 legata ad Agrigento in diversi modi. Il postulatore della sua causa di beatificazione, il menfitano p. Vincenzo Giattini (1752-1827). Il Rettore Maggiore Pietro Paolo Blasucci (1729-1817), gi\u00e0 primo superiore della casa agrigentina, lo destin\u00f2 a Roma e lo invest\u00ec dell\u2019ufficio di Postulatore. Il 6 settembre 1816 scrisse la Vita del Beato Alfonso. Pio VII gli assegn\u00f2 per residenza la casa di S. Maria in Monterone. Predic\u00f2 spesso in Vaticano. Fu caro al Pontefice che lo chiamava confidenzialmente \u00abil mio don Vincenzo\u00bb. Nella cattedrale di Girgenti, inoltre, fu celebrato uno dei pi\u00f9 solenni e sontuosi funerali all\u2019illustre defunto, come testimonia l\u2019orazione panegirica, recitata per quell\u2019occasione dal Blasucci, e stampata nel 1987, dallo storico redentorista p. Salvatore Giammusso (1908-1995). Un altro filo rosso che collega il fondatore dei Redentorista alla citt\u00e0 \u00e8 la monumentale chiesa a lui intitolata, la prima nel mondo ad essere dedicata al novello santo (consacrata da monsignor Domenico M. Lo Jacono il 2 agosto 1854), centro di irradiazione delle missioni popolari nell\u2019Isola e luogo di culto strategico da cui si diffuse la devozione al santo vescovo napoletano. In diverse chiese della Diocesi, e non solo, si trovano tele o statue del santo, che attestano la sua venerazione, avvalorata dal suo nome, imposto a numerosi bambini, fino ad oggi, in citt\u00e0 ma anche nei paesi della Provincia. Non \u00e8 secondario rilevare che la Sicilia fu una delle regioni nelle quali vennero stampate un numero considerevoli di edizioni delle opere del santo dottore, che trovavano la loro naturale collocazione nelle biblioteche dei vescovi, dei religiosi e del clero locale, come \u00e8 facilmente riscontrabile dai fondi antichi di biblioteche parrocchiali e conventuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli agrigentini manifestarono il loro affetto a Sant\u2019Alfonso e ai suoi figli, in momenti difficili per la loro storia, durante le soppressioni e gli esili forzati (1860 e 1866) a cui furono costretti, per ostili vicende politiche. La casa fu rifondata dai Padri della Provincia romana nel 1914, con la ripresa della custodia della Biblioteca Lucchesiana, di cui i liguorini erano stati indicati custodi dal suo fondatore. Nel 1954 il vincolo spirituale con il santo trovava la sua conferma nell\u2019autorevole parola della Chiesa. Monsignor Giovanni Battista Peruzzo, dopo una capillare inchiesta, otteneva la proclamazione di sant\u2019Alfonso compatrono della citt\u00e0 e della diocesi. L\u2019intero movimento che aveva portato al felice esito era stato coordinato da p. Salvatore Giammusso. La Congregazione dei Redentoristi conta tra i suoi membri oltre un centinaio di agrigentini, tra cui un superiore generale, nella persona p. Vincenzo Trapanese (1801-1855), nativo di Aragona e di numerosi scrittori e predicatori, indice della vitalit\u00e0 pastorale dei liguorini, formatori di coscienze ed educatori della piet\u00e0 dei fedeli, sulle orme del loro fondatore definito in una memorabile lettera pastorale di monsignor Luigi Bommarito \u201cuomo del popolo\u201d, scritta in occasione del secondo centenario della morte (1987) di sant\u2019Alfonso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera delle missioni voluta da monsignor Lucchesi Palli e sostenuta dai suoi successori non fu l\u2019unica attivit\u00e0 che svolsero i \u201cPadri dell\u2019Itria\u201d, a servizio della Chiesa locale. La predicazione itinerante, l\u2019indefessa disponibilit\u00e0 al sacramento della riconciliazione e della direzione spirituale, l\u2019assistenza spirituale al Seminario, ai religiosi e al clero locale, sono soltanto alcuni degli ambiti in cui i figli del Santo Dottore profusero la loro robusta preparazione e manifestarono il loro zelo missionario. Non furono pochi i padri che si distinsero per santit\u00e0 e dottrina, lasciando un luminoso esempio di santit\u00e0, come testimoniano le relative inchieste per la beatificazione dei servi di Dio fratel Calogero Liotta (1811-1898), fratel Rosario Adduca (1793-1860), p. Isidoro Fiorini (1867-1956).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.lamicodelpopolo.it\/i-redentoristi-hanno-lasciato-agrigento-tra-gesti-di-riconoscenza-e-molta-emozione\/\">La recente chiusura della casa redentorista (2019)<\/a>, pur provocando un grande rammarico nei fedeli, non ha spezzato il legame tra sant\u2019Alfonso e gli agrigentini. La sua spiritualit\u00e0 ha segnato indelebilmente l\u2019identit\u00e0 e la mentalit\u00e0 religiosa dei suoi abitanti. Egli rimane pur sempre il loro compatrono, modello di una Chiesa in uscita, come lo ha definito Papa Francesco protector eorum in tempore tribulationis.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Vincenzo La Mendola \u2013\u00a0<\/em><\/strong><em>C.Ss.R.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-lamico-del-popolo-agrigento wp-block-embed-lamico-del-popolo-agrigento\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"wQvjnTefOD\"><a href=\"https:\/\/www.lamicodelpopolo.it\/il-legame-di-santalfonso-con-agrigento\/\">Il legame di Sant\u2019Alfonso (compatrono) con Agrigento<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Il legame di Sant\u2019Alfonso (compatrono) con Agrigento&#8221; &#8212; L&#039;Amico del Popolo Agrigento\" src=\"https:\/\/www.lamicodelpopolo.it\/il-legame-di-santalfonso-con-agrigento\/embed\/#?secret=ocuclMYjiw#?secret=wQvjnTefOD\" data-secret=\"wQvjnTefOD\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tante le notizie sui festeggiamenti della festa di Sant&#8217;Alfonso, Scala News presenta una nota interessante pubblicata su &#8220;L&#8217;Amico del Popolo&#8221; settimanale cattolico agrigentino: La memoria liturgica di Sant\u2019Alfonso Maria de Liguori (1 agosto), vescovo, dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del SS. 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