{"id":22955,"date":"2023-09-15T11:19:05","date_gmt":"2023-09-15T09:19:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=22955"},"modified":"2023-09-18T12:57:42","modified_gmt":"2023-09-18T10:57:42","slug":"messaggio-di-apertura-e-meditazione-per-la-terza-fase-del-xxvi-capitolo-generale-in-polonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/09\/messaggio-di-apertura-e-meditazione-per-la-terza-fase-del-xxvi-capitolo-generale-in-polonia\/","title":{"rendered":"Messaggio di apertura e meditazione per la terza fase del XXVI Capitolo generale in Polonia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>MISSIONARI DELLA SPERANZA SULLE ORME DEL REDENTORE<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Anno dedicato alla vita comunitaria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Cost. 21-75; EG 026-049; Lc 6,12-16<\/p>\n\n\n\n<p>Cari Confratelli e laici associati alla nostra missione,<\/p>\n\n\n\n<p>1. Oggi iniziamo la terza fase del Capitolo Generale, il modo Redentorista di celebrare la sinodalit\u00e0 nella nostra Congregazione. Vorrei ricordarvi lo scopo di questa fase: \u201cA livello di Conferenza, la Fase di Attuazione avr\u00e0 luogo entro e non oltre dodici mesi dopo la Fase Canonica del Capitolo Generale. (DC, 809). Il compito principale della Fase di Attuazione sar\u00e0 quello di comunicare il messaggio e l&#8217;orientamento stabiliti dalla Fase Canonica del Capitolo Generale in ordine alla missione della Congregazione all&#8217;interno della Conferenza. Per facilitare tale esecuzione si potranno organizzare alcuni eventi opportuni, come seminari, ritiri, ecc. (DC, 810)\u201d. Non \u00e8 quindi il momento di discutere le decisioni o le ragioni per cui sono state prese, ma di studiare il modo migliore per metterle in pratica secondo il nostro Carisma.<\/p>\n\n\n\n<p>2. In questo modo, <em>siamo in Capitolo, discernendo insieme per ascoltare lo Spirito, trovare la volont\u00e0 di Dio e il modo migliore per applicare le decisioni, che ci portano ad animare la nostra vita apostolica nella Congregazione. Abbiamo una missione importante: incoraggiare, indicare percorsi e coinvolgere i Confratelli nelle decisioni capitolari. I Capitoli e le Assemblee Generali e (vice)Provinciali sono organismi importanti all&#8217;interno della vita consacrata. Con tutti i loro limiti, cercano di ascoltare e discernere come una singola unit\u00e0.<\/em> Forse le decisioni prese dal Capitolo non sono state quelle che ci aspettavamo, ma quella \u00e8 stata l&#8217;eredit\u00e0 della fase canonica. Ora, nello spirito di collegialit\u00e0, dobbiamo usare le nostre migliori energie e creativit\u00e0 per metterle in pratica nel contesto della Conferenza e partire da qui con un Piano strategico semplice, audace ed efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>3. All&#8217;inizio di questa terza fase, vorrei proporre alla nostra riflessione il testo della Pentecoste (At 2,1-14). Quella che stiamo celebrando \u00e8 per noi una Pentecoste! Se non crediamo questo, seguiremo un mero protocollo canonico che col tempo diventa vuoto e non risuona nel cuore dei Confratelli, tanto meno in quello dei nostri laici. Se faremo di questo momento un tempo in cui lo Spirito si apre e parla al nostro cuore e alla nostra mente e ci provoca ad abbracciare il futuro con speranza, potremo fare nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5). Lo Spirito Santo ci sorprende!<\/p>\n\n\n\n<p>4. Dice il testo degli Atti degli Apostoli: \u00abTerminato il giorno di Pentecoste, erano tutti riuniti nello stesso luogo\u00bb. Dire \u201cnello stesso luogo\u201d pu\u00f2 significare cose diverse, come: comunit\u00e0, comunione, protezione, chiusura, staticit\u00e0 e mancanza di dinamismo. Dalla morte di Ges\u00f9 conosciamo la crisi dei discepoli e della comunit\u00e0: crisi di progetto, crisi nella rielaborazione del progetto di Ges\u00f9 fino a raggiungere una comprensione profonda di cosa abbia significato la sua vita, morte e risurrezione. La comunit\u00e0 dei discepoli ha vissuto la crisi di liminalit\u00e0 e ha attraversato il setaccio del tempo per sviluppare la propria identit\u00e0 e da l\u00ec muovere passi verso il futuro. <em>Quali sono le nostre crisi personali? Quali sono le nostre crisi provinciali? Quali sono le nostre crisi come Congregazione? Cosa ci mette in crisi? Cosa ci spaventa del futuro?<\/em> Tuttavia, la crisi \u00e8 la possibilit\u00e0 che abbiamo di ricostruirci. Se siamo qui \u00e8 perch\u00e9 abbiamo attraversato la crisi dell&#8217;espulsione dal grembo materno. Se la crisi ci purifica, la stagnazione \u00e8 ci\u00f2 che ci seppellisce, perch\u00e9 non ci rende n\u00e9 freddi n\u00e9 caldi (cfr Ap 3,15-16). <em>Il marasma \u00e8 l\u2019attacco lento e degenerativo alla nostra creativit\u00e0 e alla nostra capacit\u00e0 di pensare al futuro. Indurisce il cuore e uccide l&#8217;anima. Di conseguenza, arriva il pessimismo e uno sguardo retro-attualit\u00e0 che ci riporta a sicurezze del passato che non possiamo pi\u00f9 toccare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>5. La comunit\u00e0 dei discepoli, riunita, affronta le sue crisi, purifica l&#8217;immagine di s\u00e9 e di Ges\u00f9. Da l\u00ec, vedi le alternative oltre le porte chiuse, i muri e il restare nello stesso posto. Trova e scopri altre lingue. <em>Quali porte chiuse abbiamo nella Congregazione, nelle Conferenze, nelle nostre (vice) Province, nelle nostre Comunit\u00e0? Quali muri dobbiamo superare? I muri ci danno un falso senso di sicurezza e, col tempo, ci portano fuori dalla realt\u00e0 perch\u00e9 perdiamo il contatto con la concretezza della vita. Quali muri ci invita a superare il precedente Capitolo Generale in questo XXVI Capitolo Generale? Quali finestre ci invita ad aprire? Quali paure ci invita a superare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6. &nbsp;Il XXVI Capitolo Generale ci ha lasciato cinque chiavi importanti per superare i muri e aprire nuove porte: identit\u00e0, missione, vita consacrata, formazione e leadership, insieme al motto del sessennio: Missionari della speranza sulle orme del Redentore. <em>A quale nuovo linguaggio ci ispirano questi temi e il motto del Capitolo? Che significato diamo alle cinque chiavi in questa esperienza di Pentecoste della terza fase e per il sessennio? Ci crediamo o <\/em><em>\u00e8<\/em><em> solo retorica? Come risuona questo dentro il mio cuore redentorista, come persona consacrata e come missionario che anima la vita dei Confratelli in un ruolo di leadership, e come laico associato alla missione redentorista?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>7. Il Capitolo ci chiama ad essere <em>Missionari della Speranza camminando sulle orme del Redentore<\/em>. Ci ricorda la nostra essenza. Siamo missionari. Siamo uomini apostolici. Viviamo in comune unione, costituiamo un unico corpo missionario mediante la nostra professione religiosa, siamo collaboratori, compagni e ministri di Ges\u00f9 Cristo nell&#8217;opera della Redenzione. Siamo forti nella fede, gioiosi nella speranza, ferventi nella carit\u00e0, infiammati di zelo, umili e sempre dediti alla preghiera. Siamo autentici discepoli di sant&#8217;Alfonso, seguiamo con gioia Cristo Redentore, partecipiamo al suo ministero, annunciamo con semplicit\u00e0 di vita e di linguaggio e con costante disponibilit\u00e0 alle cose pi\u00f9 difficili per portare agli uomini un&#8217;abbondante redenzione (cfr Cost. 2. e 20). In queste due Costituzioni \u00e8 ci\u00f2 che siamo! Certamente la chiamata costante per noi \u00e8 la <em>disponibilit\u00e0 alle cose pi\u00f9 dure e difficili. Non dobbiamo mai dimenticarlo come missionari redentoristi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>8. La parola missione viene da <em>mittere<\/em>, invio, <em>missus<\/em>. Inviare o essere inviato per esercitare un mestiere, per svolgere un compito specifico, quasi sempre di una certa importanza. Inviare \u00e8 affidare, dare una mano, aiutare. Chi \u00e8 inviato riceve un mandato, riceve la fiducia di qualcuno o della comunit\u00e0. Non \u00e8 da solo. La missione si compie nel nome di Ges\u00f9, che \u00e8 stato inviato dal Padre e nel suo nome ha compiuto la sua missione fino alla fine. Non in nome di se stesso (cfr Gv 3,16-18). La scena della tentazione \u00e8 stata il momento in cui Ges\u00f9 si \u00e8 trovato di fronte a proclamare se stesso e non il Padre (cfr Mt 4,3-11). In questo senso, <em>il nostro mandato missionario viene da Cristo Redentore in quanto siamo chiamati da Lui a condividere la missione del Padre e della Congregazione come realt\u00e0 ecclesiale che condivide un carisma ricevuto dallo Spirito e lo mette a servizio della missione insieme al Popolo di Dio.<\/em> Un missionario redentorista <em>inviato<\/em> in un luogo dove non pu\u00f2 identificarsi, nemmeno da solo, \u00e8 in comunit\u00e0 e in missione perch\u00e9 <em>\u00e8 stato inviato nel nome di Cristo<\/em>. Non corre da solo. E la sua presenza l\u00ec \u00e8 missionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>9. La speranza che proclamiamo non \u00e8 l&#8217;ingenua speranza che tutto si risolva magicamente e abbia un lieto fine. Ges\u00f9 non \u00e8 finito cos\u00ec. Gli stessi Vangeli ci portano oltre, nella prospettiva che c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa di nuovo oltre il fallimento, oltre il sepolcro vuoto, oltre la paura, oltre il desiderio di abbandonare, che fa ricominciare tutto, che ci guarisce, ci proietta verso il futuro, verso un orizzonte di trascendenza. Il detto popolare \u201cla speranza \u00e8 l&#8217;ultima cosa che muore\u201d ci fa riflettere&#8230; Pertanto, il mandato che abbiamo ricevuto come Congregazione per questo sessennio \u00e8 quello di essere <em>Missionari della Speranza, sulle orme del Redentore<\/em>. Ci \u00e8 stato cos\u00ec dato il mandato e la strada da seguire.<\/p>\n\n\n\n<p>10. Quale speranza proclamiamo? Mentre meditavo e pregavo su questo argomento, mi sono venute in mente quattro dimensioni della speranza, che dovrebbero essere nella nostra riflessione, nel contesto del mondo bello, ferito e mutevole in cui viviamo. Sono speranza teologale, speranza antropologica, speranza nel mondo e nella Congregazione.<\/p>\n\n\n\n<p>a) <em>Speranza teologale<\/em>. Cristo Ges\u00f9, il Redentore, \u00e8 la nostra speranza (cfr 1 Tm 1,1). Questo aspetto della speranza \u00e8 il motivo per cui abbiamo deciso di scegliere la persona di Cristo come centro della nostra vita. Ci identifichiamo con lui e lo seguiamo. Professiamo la nostra fede in Lui e in Lui si concentra la nostra azione missionaria. Ci\u00f2 d\u00e0 senso alla nostra consacrazione battesimale e al nostro essere religiosi. <em>Spe salvi<\/em> ci dice: \u00abnella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24). Secondo la fede cristiana la \u201credenzione\u201d, la salvezza, non \u00e8 semplicemente un dato di fatto. La salvezza ci viene offerta nel senso che ci \u00e8 stata donata una speranza, una speranza affidabile, grazie alla quale possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche se \u00e8 un presente faticoso, pu\u00f2 essere vissuto e accettato se porta verso una meta, se possiamo essere sicuri di questa meta e se questa meta \u00e8 cos\u00ec grande da giustificare la fatica del cammino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>b) <em>Speranza antropologica<\/em>. \u00c8 la capacit\u00e0 di credere in noi stessi, e soprattutto negli altri diversi da me, di accettarli, di rispettarli, amarli e prendersi cura di essi. Si tratta di credere nell&#8217;essere umano, pur con i suoi limiti e le sue contraddizioni, ma che \u00e8 sempre capace di conversione e di nuovo inizio. In questo senso, la speranza antropologica ci mette in sintonia con il nostro dovere evangelico di essere vicini ai pi\u00f9 poveri e abbandonati e di aiutarli ad avere la forza necessaria per andare avanti con la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>c) <em>Speranza nel mondo<\/em>: Da quando abbiamo iniziato le consultazioni per questo Capitolo, la percezione dei Confratelli riguardo al mondo e ai suoi cambiamenti, cos\u00ec come alle insicurezze, alle sfide e ai valori che contiene, \u00e8 stata molto chiara. Questo \u00e8 il mondo in cui viviamo. Questa \u00e8 la storia che dobbiamo costruire adesso. \u00c8 il nostro momento. \u00c8 in questo mondo e in questa storia che siamo salvati. Vale la pena ricordare il grande teologo Edward Schillebeeckx: \u00abIl mondo e la storia degli uomini, in cui Dio vuole realizzare la salvezza, sono il fondamento di ogni realt\u00e0 salvifica: in essi la salvezza si realizza principalmente&#8230; o viene rifiutata o si compie la non salvezza. In questo senso, <em>&#8216;vale extra mundum nulla salus&#8217;<\/em>, fuori del mondo degli uomini non c&#8217;\u00e8 salvezza.&#8221; <a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> In questa prospettiva siamo chiamati, come missionari della speranza, ad abbracciare con speranza questo mondo come realt\u00e0 creata da Dio e il luogo in cui ci realizziamo come creature da Lui amate.<\/p>\n\n\n\n<p>d) <em>Speranza nella Congregazione<\/em>. Infine, la speranza nella Congregazione. <em>Se come professi non abbiamo pi\u00f9 speranza nella Congregazione, abbiamo gi\u00e0 perso l\u2019ardore vocazionale e missionario, non troviamo speranza nel processo di ristrutturazione, non vediamo speranza per la Chiesa e per la Vita Consacrata, allora andiamo verso vuoto e morte lenta e agonia del nostro futuro, perch\u00e9 stiamo perdendo la capacit\u00e0 di comunicare il carisma e di appassionare le nuove generazioni e i nostri laici.<\/em> La Congregazione non \u00e8 solo un&#8217;opera umana, intuita da Sant&#8217;Alfonso, continuata da altri e che \u00e8 arrivata fino a noi e ora la trasmettiamo come eredit\u00e0 ricevuta. \u00c8 l&#8217;opera dello Spirito che fa affidamento sull&#8217;umanit\u00e0 per compiere la missione nella realt\u00e0 umana. Se abbiamo perso la speranza nella Congregazione come opera missionaria, il senso di appartenenza e la realizzazione della nostra vocazione battesimale e di servizio agli altri, che senso ha essere qui? \u00c8 questa speranza nella Congregazione ci\u00f2 che ci fa essere qui, insieme, come corpo missionario, con le nostre paure, incertezze, con le nostre gioie, sogni, visioni di futuro per dare il meglio di noi stessi e poter comunicare il carisma, non come eredit\u00e0, ma come mandato ricevuto dallo Spirito da condividere con i Congregati, i laici associati alla nostra missione e con l&#8217;intero Popolo di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>11. &nbsp;Il Capitolo ci ha chiarito quale strada percorriamo, quella del Redentore. \u00abIo sono la Via, la Verit\u00e0 e la Vita\u00bb (Gv 14,6). Seguiamo le sue orme, cerchiamo di seguire, con le nostre forze e debolezze, le strade che Lui ci indica, conducendoci verso la sua missione. La missione che svolgiamo non \u00e8 nostra. Siamo \u00abDiscepoli e missionari di Ges\u00f9 Cristo, affinch\u00e9 in Lui il nostro popolo abbia vita\u00bb, ci ricorda il V CELAM (Aparecida, 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>12. Vorrei concludere esortandovi: siamo missionari della speranza, sulle orme del Redentore. Con questo auspicio, celebrando questa Pentecoste, metteremo in pratica le decisioni del XXVI Capitolo Generale. Non abbiamo paura. Abbiamo il cuore sereno, aperto al dialogo, cercando insieme il bene della realt\u00e0 evangelizzatrice della Congregazione del Santissimo Redentore, preparandoci ai 300 anni della sua storia. Gran parte del successo della nostra storia risiede nelle decisioni che prendiamo qui. Pertanto, lo ribadisco, non abbiamo paura di prendere le decisioni che vanno prese, anche di eliminare ci\u00f2 che non \u00e8 necessario. Lo Spirito \u00e8 con noi, illuminandoci e donandoci nuovi modi di parlare affinch\u00e9 la Congregazione rimanga fedele al suo carisma lungo il cammino fino al suo termine ultimo, quando Dio ci chiama a S\u00e9 avendo concluso la nostra missione su questa terra.<\/p>\n\n\n\n<p>13. Vorrei concludere questa sezione con questo pensiero di Moltmann: \u00abLa forza vitale della speranza orienta i nostri sensi verso la vita che si realizza. Attendiamo con ansia esperienze di vita finora sconosciute. Apriamo i nostri sensi a ci\u00f2 che ci viene incontro. Grazie alla speranza non ci abbandoniamo al potere della morte, della delusione o dell&#8217;umiliazione. \u201cLa speranza \u00e8 la pienezza della vita che ogni mattina risveglia i nostri sensi.\u201d <a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>14. Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, ci dia il coraggio di perseverare, soprattutto nei momenti di disperazione e i nostri santi, beati, martiri e venerabili ci ispirino audacia missionaria. Amen!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PER LA MEDIATAZIONE PERSONALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>Letture<\/strong>: Atti 2, 1-14; Mc 2,22; Ap 21:5; Eb 10,23-24; Cost. 10,20,43. Il XXVI Capitolo Generale ci ha lasciato cinque chiavi importanti per superare i muri e aprire nuove porte: identit\u00e0, missione, vita consacrata, formazione e leadership, insieme al motto del sessennio: <em>Missionari della speranza sulle orme del Redentore<\/em>. <strong>A quale nuovo linguaggio ci ispirano questi temi e il motto del Capitolo? Che significato diamo alle cinque chiavi in questa esperienza di Pentecoste della terza fase e per il sessennio? Ci crediamo o <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> solo retorica? Come risuona questo dentro il mio cuore redentorista, come persona consacrata e come missionario che anima la vita dei Confratelli in un ruolo di leadership, e come laico associato alla missione redentorista?<\/strong> <em>Quale vita consacrata redentorista vogliamo per noi stessi e per la Chiesa? <\/em>Quello che fugge dal mondo? Quella che si nasconde nei suoi castelli, nei suoi bellissimi templi, nelle sacrestie e nelle sue vesti? Quella frammentata da progetti personali o da lotte interne alla ricerca del potere? Quella che si trova nelle zone di comfort? Oppure quella che riconosce il mondo, ne percepisce le bellezze e le ambivalenze, che corre il rischio di camminare con il Redentore e di ferirsi e far sanguinare i piedi? <em>Quale vita consacrata redentorista vogliamo per noi stessi e per la Chiesa? <\/em>Una vita consacrata redentorista che riconosce il Redentore con i suoi occhi, si identifica con Lui, che sia un corpo missionario e valorizza ogni confratello e i laici? Oppure quella frammentata che sente la voce degli idoli, ne resta abbagliata e poi viene abbandonata lungo il cammino. Il Signore \u00e8 fedele. Gli idoli ci incantano, ci fanno innamorare e poi ci abbandonano. <em>Quale vita consacrata redentorista vogliamo per noi stessi e per la Chiesa?<\/em> Non la vita consacrata pura, intoccabile, senza peccato, lontana dalla realt\u00e0, ma la vita consacrata umana, con le sue contraddizioni, con le sue ferite, senza paura, ma che d\u00e0 il meglio di s\u00e9 ogni giorno, si converte e si rinnova, \u00e8 nel mondo come una luce che danza, resistendo al vento e che si consuma con un cuore semplice, fedele al Signore e ai pi\u00f9 abbandonati. Queste domande ci aiutano a discernere personalmente e comunitariamente quale stile di vita consacrata vogliamo per il futuro. Le sfide che abbiamo davanti sono numerose e diverse. Tuttavia non dobbiamo scoraggiarci. Siamo missionari di speranza che camminano sulle orme del Redentore. Se questo \u00e8 vero, non possiamo decretare la nostra morte prematura. <em>Dobbiamo tenere gli occhi aperti sulla realt\u00e0 e fare la nostra autocritica istituzionale e personale, ma non possiamo rinunciare a ci\u00f2 che ci spaventa, ai problemi derivati dalle nostre infedelt<\/em><em>\u00e0<\/em><em> e alle sfide del mondo di oggi<\/em>. Una parte della Chiesa vive un momento complesso, con tanti contrasti interni, perdita di credibilit\u00e0 e allontanamento dal Vangelo. Nel corso della storia, nei momenti controversi della vita ecclesiale, la vita consacrata \u00e8 sempre stata un segno. Cos\u00ec, <em>in un contesto di tante divisioni, siamo chiamati ad essere segno di unit\u00e0 e ad annunciare la redenzione con coraggio ed entusiasmo. Il nostro carisma \u00e8 vivo e ci rafforza nella missione e, per questo, siamo chiamati ad essere luce per le nazioni.<\/em> Infine qualche parola sulla ristrutturazione. Durante questi 30 anni sono stati adottati diversi approcci per illuminarci: a livello teologico, spirituale e strutturale. Sono stati tutti molto importanti e ci hanno aiutato ad arrivare fin qui. \u00c8 fondamentale ricordare la <em>kenosis<\/em> di Ges\u00f9, il <em>distacco<\/em> alfonsiano per aiutarci a rifletterlo. Non possiamo dimenticare l&#8217;ispirazione che viene dai pi\u00f9 abbandonati. Devono ristrutturarsi ogni giorno per sopravvivere. L&#8217;esperienza degli emigranti che lasciano la propria terra solo con la certezza dei propri sogni e dei poveri che devono reinventarsi ogni giorno, ci fanno riflettere. La precariet\u00e0 degli abbandonati ci fa riflettere sulla nostra disponibilit\u00e0. Ovunque andiamo, la Congregazione ci sostiene negli oltre 80 Paesi in cui siamo presenti. Abbiamo una struttura che ci protegge. Con la ristrutturazione nessuno rimarr\u00e0 senza tutela. Se in questi 30 anni continuiamo ad avere difficolt\u00e0 \u00e8 perch\u00e9 forse non abbiamo imparato dai pi\u00f9 abbandonati e forse siamo troppo lontani dalla loro vita. L\u2019appello per noi: \u201cvino nuovo in otri nuovi!\u201d (cfr Mc 2,22). <em>La ristrutturazione \u00e8 una chiamata dello Spirito Santo all&#8217;intera Congregazione a rimanere fedele al carisma e rispondere ai segni dei tempi con un nuovo slancio missionario e un rinnovamento della nostra vita apostolica<\/em><em>.<\/em><a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> &nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> SCHILLEBEECKX, Edward. <em>Hist\u00f3ria humana revela\u00e7\u00e3o de Deus<\/em>. S\u00e3o Paulo: Paulus, 1994, p. 29-30.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> MOLTMANN, J\u00fcrgen.<em>Hope in these troubled times. <\/em>Translated by Margaret Kohl and Brian McNeil. Geneva: World Council of Churches, 2019, p. 118.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a><em> <\/em>Mensaje a la Vida Consagrada Redentorista. Encuentro online Fiesta de la Presentaci\u00f3n del Se\u00f1or. Roma, 02 de febrero de 2023, n. 8-9.13.<\/p>\n\n\n\n<p><em>P. Rog\u00e9rio Gomes, C.Ss.R<\/em><br>Superiore generale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MISSIONARI DELLA SPERANZA SULLE ORME DEL REDENTORE Anno dedicato alla vita comunitaria Cost. 21-75; EG 026-049; Lc 6,12-16 Cari Confratelli e laici associati alla nostra missione, 1. Oggi iniziamo la terza fase del Capitolo Generale, il modo Redentorista di celebrare la sinodalit\u00e0 nella nostra Congregazione. 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