{"id":23263,"date":"2023-10-16T07:23:00","date_gmt":"2023-10-16T05:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=23263"},"modified":"2023-10-19T07:43:48","modified_gmt":"2023-10-19T05:43:48","slug":"il-dualismo-e-un-alleato-della-polarizzazione-perche-la-genera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/10\/il-dualismo-e-un-alleato-della-polarizzazione-perche-la-genera\/","title":{"rendered":"Il dualismo \u00e8 un alleato della polarizzazione, perch\u00e9 la genera\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>80\u00b0 anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma (16-10-1943)<\/strong><\/em><br><em>Ottanta anni fa il &#8216;sabato nero&#8217;, una delle pagine pi\u00f9 buie della storia italiana: all&#8217;alba del 16 ottobre del 1943 i nazisti iniziarono il rastrellamento del Ghetto di Roma. Non furono risparmiati neanche altri quartieri della Capitale, da Trastevere a Testaccio, da Monteverde al Salario. In 1259 &#8211; 689 donne, 363 uomini e 207 bambini &#8211; furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni, a lasciarsi alle spalle tutte le cose e i ricordi di una vita. Le SS scelsero quella data appositamente: era il giorno del riposo per gli ebrei che celebravano anche la festa del Sukkot. In questo modo, i soldati nazisti erano sicuri di trovarli in casa. La maggior parte delle persone fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Per le vittime di quella razzia fu un viaggio senza ritorno: solamente in 16 sopravvissero, 15 uomini e una donna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(del Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n\n\n\n<p>Il dualismo finisce per sostenere che tra due poli, uno sar\u00e0 sicuramente il pi\u00f9 importante e corretto. La polarizzazione fa il resto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra due poli <em>uno \u00e8 giusto<\/em> e <em>l\u2019altro sbagliato<\/em>, uno \u00e8 retto e l\u2019altro errato. Pertanto, uno \u00e8 <em>morale<\/em> e l\u2019altro <em>immorale<\/em>. Il polo corretto e morale cercher\u00e0 di mettere a tacere l\u2019altro, per cui abbonderanno cancellazioni e censure di ogni tipo, esplicitamente o implicitamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare questo, si ha bisogno di <em>etichette e fobie<\/em>, di luoghi e non luoghi, di centri (sicuri) e periferie (insicure). Quelli che sono con noi e quelli che sono contro di noi, vincitori e vinti. Cos\u00ec, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 interesse a sconfiggere la parte avversaria che a sostenere il benessere comune. Interessa solo il benessere della propria \u201ctrib\u00f9\u201d, ideologizzata e massificata, sebbene si creda paladina di ogni libert\u00e0 e rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo, si utilizza <em>la strategia della paura<\/em>: l\u2019altro diverso sar\u00e0 sempre un nemico, un aggressore delle nostre \u201csicurezze\u201d. Indignati per una tale \u201cinvasione\u201d, si attacca \u201cper legittima difesa\u201d. Cos\u00ec, le aggressioni si alimentano e si intensificano a vicenda. Le opinioni si irrigidiscono e diventano estreme. Si arriva a spaventare tutti poich\u00e9 siano davvero arrabbiati. Si giunge cos\u00ec alla conclusione logica: <em>con questi \u201caltri\u201d non si pu\u00f2 parlare<\/em>. Pertanto, non devono parlare neanche loro, vengono censurati e si vieta quasi la loro esistenza, la rilevanza personale e, soprattutto, sociale. Si pensi alla strategia di base della recente pandemia: si ha combinato l\u2019isolamento con la paura degli altri (una miscela sottile, ma con il peggiore dei veleni).<\/p>\n\n\n\n<p>La logica dualistica che alimenta la polarizzazione si nutre di questa sacrosanta convinzione: <em>facciamo fatica ad ascoltare e a dialogare. Perch\u00e9<\/em><em>? \u00c8 molto chiaro, perch\u00e9 \u201cl\u2019altro\u201d non vuole capire che \u201cio ho ragione\u201d, che \u201cnoi possediamo la verit\u00e0!\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, come dicevamo, <em>si alimentano le paure<\/em>, fino ad accendere l\u2019odio, e da l\u00ec alle mille forme di violenza e di guerra, \u00e8 solo questione di una scintilla. Si pensi al modo in cui \u2013attraverso la storia \u2013 si sono generati tutti gli odi \u201crazziali\u201d e \u201cdi classe\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella storia \u2013 dalla quale sembra sia difficile imparare \u2013 da questi orizzonti sono nati tutti i tipi di <em>totalitarismi <\/em>che fanno una cosa sola: <em>schiavizzare<\/em>, in tutte le forme strutturali e sistemiche inimmaginabili. \u00c8 <em>la creativit\u00e0 del male<\/em> portata alla sua massima prestazione (la logica \u201cdiabolica\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Verso un possibile superamento della logica dualistica che polarizza\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Queste non sono situazioni \u201cbestiali\u201d, poich\u00e9 le bestie in quanto tali non assomigliano nemmeno alle cose brutali e disumanizzanti che fanno gli esseri umani. Sono situazioni \u201cdiaboliche\u201d, nel senso pi\u00f9 etimologico. \u00c8 il regno della divisione instaurato attraverso la menzogna, la falsa propaganda che sfigura e bandisce la verit\u00e0<a href=\"#_edn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019installazione della logica dell\u2019odio: etnico, religioso e politico, come paradigma di \u201cconfronto\u201d. In questa dolorosa realt\u00e0, sembra difficile scommettere sull\u2019<em>utopia della pace<\/em>, continuare a puntare sull\u2019\u00abessere liberi e non avere paura\u00bb<a href=\"#_edn2\">[2]<\/a>, quando la realt\u00e0 \u00e8 che una terribile logica (\u201cdiabolica\u201d) ci stabilisce nell\u2019incubo del terrore e nella logica della vendetta illimitata. Per\u00f2, anche se a volte non \u00e8 immediatamente possibile, dobbiamo continuare a sperare di trovare in ogni \u201cnemico\/a\u201d un po\u2019 di umanit\u00e0, la stessa che se non la trovassimo negli \u201caltri\u201d, la perderemmo in ciascuno\/a, senza poter continuare a puntare su un mondo, non perfetto, ma che si sforza e si impegna a <em>vivere nella pace<\/em>, <em>nella dignit\u00e0 e nella libert\u00e0, nella comunione delle differenze, nelle differenze che danno origine alla comunione<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fulcro \u00e8 tra due realt\u00e0, non solo inevitabili, ma addirittura necessarie; tuttavia occorre evitare che siano contrapposte e polarizzate: quella personale (privata) e quella comune (pubblica). Partendo dal presupposto che il sistema ha gi\u00e0 polarizzato queste due realt\u00e0, possiamo \u2013 e, quindi, dobbiamo \u2013 cominciare a depolarizzare almeno uno dei poli, a dargli un altro orientamento, un\u2019altra logica, un\u2019altra strutturazione. Dalle basi, personalmente e inter-personalmente, generare e coltivare uno <em>stile di vita<\/em>, che nel nostro linguaggio chiameremo <em>comunionale<\/em>, <em>di non-violenza, di integrazione e di inclusione, di apertura e dialogo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di imparare a comunicare con rigore e autocritica, ma senza perdere l\u2019orizzonte, che non deve mai essere il trionfo di alcuni basato sull\u2019annientamento degli altri, ma piuttosto <em>l\u2019apprendimento di tutti, coltivando l\u2019arte dei disaccordi creativi e, in un certo senso, produttivi<\/em>. Si tratta, in sintesi, di assumere <em>un processo di apprendimento<\/em> che sappia combinare almeno <em>tre processi<\/em> che aiutino a superare il dualismo ed evitare polarizzazioni: <em>comunicazione non-violenta<\/em> + <em>dialogo\/scambio\/negoziazione creativo-integrativa<\/em> + <em>pensiero (auto)critico-olistico<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, ma non meno importante, non si pu\u00f2 dimenticare che <em>siamo esseri storici<\/em>, e come tali, le nostre costruzioni sono sempre pellegrine, non saranno mai perfette, ma possono essere perfezionate&#8230; quindi, <em>pazienza storica e apprendimento costante<\/em>, senza mai permettere alla rabbia e all\u2019indignazione \u2013 di per s\u00e9 naturali \u2013 di prevalere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>P. Antonio Gerardo Fidalgo C.Ss.R<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u201980\u00b0 anniversario rastrellamento di Roma (16-10-1943)<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref1\">[1]<\/a> Cf. Michele Serra (1954), <em>Editoriale <\/em>a Che Tempo Che Fa (15\/10\/2023); in <a href=\"https:\/\/youtu.be\/W6jdvMYk3ao?feature=shared\">https:\/\/youtu.be\/W6jdvMYk3ao?feature=shared<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref2\">[2]<\/a> Cf. Liliana Segre (1930); cf. A.G. Fidalgo, \u00abLa Senadora italiana Liliana Segre. Su testimonio de c\u00f3mo se puede pasar del horror al compromiso por la paz y la libertad (D\u00eda de la memoria 27-01-1945\/2023)\u00bb (27\/01\/2023), in <a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog\/2023\/01\/27\/la-senadora-italiana-liliana-segrei-su-testimonio-de-como-se-puede-pasar-del-horror-al-compromiso-por-la-paz-y-la-libertad-dia-de-la-memoria-27-01-1945-2023\/\">https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog\/2023\/01\/27\/la-senadora-italiana-liliana-segrei-su-testimonio-de-como-se-puede-pasar-del-horror-al-compromiso-por-la-paz-y-la-libertad-dia-de-la-memoria-27-01-1945-2023\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>80\u00b0 anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma (16-10-1943)Ottanta anni fa il &#8216;sabato nero&#8217;, una delle pagine pi\u00f9 buie della storia italiana: all&#8217;alba del 16 ottobre del 1943 i nazisti iniziarono il rastrellamento del Ghetto di Roma. 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