{"id":23625,"date":"2023-11-23T08:20:00","date_gmt":"2023-11-23T06:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=23625"},"modified":"2023-11-23T09:58:37","modified_gmt":"2023-11-23T07:58:37","slug":"cosa-costituisce-unetica-cristiana-di-pace-e-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/11\/cosa-costituisce-unetica-cristiana-di-pace-e-conflitto\/","title":{"rendered":"Cosa costituisce un\u2019etica cristiana di pace e conflitto?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n\n\n\n<p>Coloro che nella fede cristiana si impegnano per una riflessione equilibrata sulla pace e sui conflitti armati si trovano ad affrontare la sfida, sempre incompleta, di consentire alla moralit\u00e0 di essere ragionevole. In altre parole, lui o lei deve stare attento a non scegliere n\u00e9 la strada sbagliata della <em>mortalit\u00e0<\/em> n\u00e9 quella <em>dell\u2019illusione<\/em>; cio\u00e8 n\u00e9 la gestione dell\u2019ingiustizia e della sofferenza n\u00e9 l\u2019accecamento di questi eventi. Questa esigenza deve essere soddisfatta anche dagli approcci scientifici e teologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una visione equilibrata della pace e dei conflitti armati dal punto di vista dell\u2019etica teologica significa considerare la pace come principio guida e obiettivo di atteggiamento e azione, nonch\u00e9 non ignorare l\u2019esistenza del conflitto armato e descrivere l\u2019uso della forza come legittimo in alcuni casi. casi estremi secondo criteri rigorosi. \u00c8 una questione \u2013 per nulla simmetrica! \u2013 di un\u2019inevitabile interrelazione tra etica della pace ed etica del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il <em>proprium<\/em> dell\u2019etica teologica \u2013 cio\u00e8 ci\u00f2 che costituisce la sua specificit\u00e0 ed emerge dallo spazio pensiero-costitutivo della comunit\u00e0 dei credenti \u2013 entra in gioco pi\u00f9 fortemente nell\u2019etica della pace che in quella del conflitto, perch\u00e9, riguardo la pace, l\u2019etica consiste nello sviluppo di \u201cparametri di orientamento\u201d e richiede una \u201criconcettualizzazione\u201d guidata dalla saggezza, mentre in relazione al conflitto armato si tratta pi\u00f9 dell\u2019elaborazione di \u201cparametri di prova\u201d e richiede una \u201criflessione dei criteri\u201d guidata dalla saggezza. .<\/p>\n\n\n\n<p>A mio avviso, l\u2019aspetto pi\u00f9 importante dell\u2019etica teologica della pace e del conflitto \u00e8, tra molti altri, attraverso la dimensione escatologica in essa inerente, quella che evita sempre le minacciose trincee laterali dell\u2019esagerazione demiurgica e della disperazione senza speranza. Soprattutto oggi il compito di percorrere questa stretta via \u00e8 diventato ancora una volta molto comprensibile per noi.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, l\u2019etica teologica della pace e del conflitto \u00e8 allo stesso tempo permeata da atteggiamenti di <em>umilt\u00e0<\/em> e di <em>sobria speranza<\/em>. Pensare e lavorare in questo modo significa riuscire a coniugare due cose in modo complementare. <em>Da un lato<\/em>, accettare con realismo ci\u00f2 che supera le proprie possibilit\u00e0, per non esagerare con il presunto \u201cgrande salto\u201d, ma limitarsi a piccole e sicure tappe. <em>D\u2019altro canto<\/em>, non arrendersi a ci\u00f2 che \u00e8 possibile qui e ora, significa non ridursi alla mera \u201cminimizzazione del deficit\u201d, ma piuttosto restare concentrati su ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 sempre oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questa base \u00e8 poi possibile lavorare in modo affermativo e costruttivo con la struttura graduale e dinamica della <em>pace negativa e positiva.<\/em> Questo \u00e8 \u2013 in senso piuttosto figurato \u2013 saldamente ancorato alle sue fondamenta e rivolto verso l\u2019alto per promuovere la crescita e in questo modo rende pi\u00f9 giustizia alla vita umana e alla convivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto minimalista di<em> pace negativa <\/em>significa che non esiste n\u00e9 guerra n\u00e9 minaccia di guerra, che le persone non sperimentano direttamente o temono concretamente la violenza fisica. Il concetto pi\u00f9 ampio di <em>pace positiva<\/em>, al contrario, implica la riduzione delle difficolt\u00e0, l\u2019evitamento della violenza e la mitigazione della mancanza di libert\u00e0 e, significativamente, diritti di difesa e di partecipazione pi\u00f9 estesi.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche se, nella centralit\u00e0 ultima dell\u2019essere umano, una pace positiva in ambito interno e internazionale \u00e8 una delle condizioni indispensabili affinch\u00e9 individui e comunit\u00e0 possano svilupparsi al meglio, in molti luoghi del nostro mondo occorre un <em>adeguato impegno<\/em> riguardano innanzitutto la pace del tutto negativa, che sembra essere cos\u00ec scarsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che non ci sia guerra e non ci sia minaccia di guerra, che le persone non sperimentano o temono concretamente la violenza fisica diretta, richiede, in caso di aggressione palese, innanzitutto, di tendere responsabilmente il braccio dell&#8217;aggressore e di sostenerlo con uguale prudenza chi lo fa \u2013 con umilt\u00e0 e sobria speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco H. Schrage Comencini,<br>professore invitato dell&#8217;Accademia Alfonsiana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Coloro che nella fede cristiana si impegnano per una riflessione equilibrata sulla pace e sui conflitti armati si trovano ad affrontare la sfida, sempre incompleta, di consentire alla moralit\u00e0 di essere ragionevole. 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