{"id":25647,"date":"2024-06-18T09:03:33","date_gmt":"2024-06-18T07:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=25647"},"modified":"2024-06-18T09:03:34","modified_gmt":"2024-06-18T07:03:34","slug":"la-denatalita-e-il-salario-familiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2024\/06\/la-denatalita-e-il-salario-familiare\/","title":{"rendered":"La denatalit\u00e0 e il \u201csalario familiare\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019articolo dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog\/\">Blog dell\u2019Accademia Alfonsiana<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il cronico problema della denatalit\u00e0 in Italia \u00e8 oggetto recentemente di numerosi studi che individuano molteplici fattori all\u2019origine di un&nbsp;<a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/102632\/rischi-di-unitalia-in-crisi-di-nascite\/\">livello di fecondit\u00e0 tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa<\/a>. La formazione di una famiglia, tuttavia, \u00e8 favorita da circostanze di pianificazione e stabilit\u00e0 economica e sociale, per questo l\u2019instabilit\u00e0 occupazionale (<a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/103976\/quanto-incide-il-contratto-di-lavoro-nelle-scelte-di-fecondita\/\">Brilli \u2013 Fanfani \u2013 Piazzalunga, 2024<\/a>), riveste un ruolo rilevante nell\u2019ostacolare le decisioni sulla fecondit\u00e0, in una situazione decisamente drammatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente due ricercatrici, utilizzando i dati sulla \u201cRilevazione forze lavoro italiane\u201d forniti da Eurostat per il periodo dal 2000 al 2020, hanno esaminato la correlazione tra instabilit\u00e0 lavorativa e probabilit\u00e0 di avere un primo o un ulteriore figlio in Italia (<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s10680-023-09680-5\">Scherer \u2013 Brilli<\/a>, 2024) e hanno rilevato che l\u2019instabilit\u00e0 occupazionale individuale, come il lavoro temporaneo o la disoccupazione, influenza negativamente la probabilit\u00e0 di avere un figlio sia per gli uomini che per le donne, indipendentemente dalle caratteristiche demografiche e socio-economiche. In particolare, sia la disoccupazione che i contratti a tempo determinato sono associati a probabilit\u00e0 nettamente inferiori di vedere una nascita, rispetto a chi ha un contratto a tempo indeterminato. L\u2019instabilit\u00e0 \u00e8 rilevante soprattutto per la prima nascita e in misura minore per le seconde, mentre la progressione verso ulteriori nascite \u00e8 meno sensibile alla situazione lavorativa.<\/p>\n\n\n\n<p>La fecondit\u00e0 \u00e8 di solito una decisione di coppia ed \u00e8 influenzata dalla situazione lavorativa di entrambi gli individui coinvolti, tuttavia dall\u2019analisi emergono due aspetti significativi.<\/p>\n\n\n\n<p>1) In un contesto di coppia la situazione lavorativa delle donne ha molta pi\u00f9 influenza per la nascita di un figlio rispetto a quella degli uomini, constatazione che porta a dedurre che la situazione lavorativa della donna non pu\u00f2 essere considerata semplicemente come una fonte di guadagno utile a integrare il budget familiare in cui la situazione lavorativa ed economica del partner maschile, come capofamiglia, \u00e8 la risorsa economica principale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2) L\u2019inattivit\u00e0 delle donne risulta confermarsi un importante fattore predittivo della maternit\u00e0; dato che contraddice l\u2019idea che l\u2019occupazione femminile sia oggi un prerequisito per la genitorialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di queste considerazioni restano quanto mai appropriati i richiami e le indicazioni del Magistero sociale della Chiesa riguardo al giusto salario che sono estensibili anche alla situazione di instabilit\u00e0 lavorativa perch\u00e9, alla fine, sempre di insufficienza reddituale si tratta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da&nbsp;<em>Rerum novarum<\/em>, dunque, viene contestata la corresponsione di un salario al lavoratore non corrispondente a criteri di giustizia e si denuncia la realt\u00e0 di un conflitto tra capitale e lavoro in cui \u00abi lavoratori mettevano le loro forze a disposizione del gruppo degli imprenditori che, guidato dal principio del massimo profitto della produzione, cercava di stabilire il salario pi\u00f9 basso possibile per il lavoro eseguito dagli operai\u00bb (<em>Laborem exercens<\/em>, n. 11), generando condizioni sociali svantaggiose per tutti. Per questo, si richiama al rispetto dei criteri di giustizia e alla corresponsione di un&nbsp;<em>salario familiare<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>Quadragesimo anno<\/em>, n. 72;&nbsp;<em>Laborem exercens<\/em>, n. 19) che, oltre a garantire l\u2019equa retribuzione della ricchezza prodotta, promuova il bene comune della societ\u00e0 che oggi, tra le altre cose, \u00e8 seriamente minacciato dall\u2019invecchiamento della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, non \u00e8 ritenuta equa la determinazione del salario quando si ricorra \u00aba un\u2019unica misura ben lontana dalla realt\u00e0\u00bb (<em>Quadragesimo anno<\/em>, n. 68; \u00abl\u2019unica misura\u00bb allude alla&nbsp;<em>legge della domanda e dell\u2019offerta<\/em>), \u00absfruttando gli operai, come semplici macchine, senza curarsi delle loro anime\u00bb in modo che se \u00abla materia inerte, esce nobilitata dalla fabbrica, le persone invece si corrompono e si avviliscono\u00bb (<em>ibid.<\/em>, n. 134). Infatti, non si pu\u00f2 valutare giustamente \u00abl\u2019umana attivit\u00e0 dove non si tenga conto della sua natura sociale e individuale\u00bb ovvero delle ricadute a favore del corpo sociale dove ogni componente dipende l\u2019uno dall\u2019altro venendo \u00abquasi a formare una cosa sola\u00bb (<em>ibid.<\/em>, n. 70).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondariamente, tenuta in debita considerazione la condizione economica dell\u2019azienda (<em>ibid.<\/em>, n. 73-74), \u00abda questo doppio carattere, insito nella natura stessa del lavoro umano\u00bb deriva in primo luogo che al dipendente \u00absi deve dare una mercede che basti al sostentamento di lui e della sua famiglia\u00bb (<em>ibid.<\/em>, n. 71-72). Infatti, pur essendo giusto che ogni componente della famiglia \u00abciascuno secondo le sue forze, contribuisca al comune sostentamento [\u2026] \u00e8 un pessimo disordine che le madri di famiglia, per la scarsezza del salario del padre, siano costrette ad esercitare un\u2019arte lucrativa [\u2026] trascurando cos\u00ec la cura e l\u2019educazione dei loro bambini\u00bb (<em>ibid.<\/em>, n. 72). Infatti, \u00abl\u2019abbandono forzato di tali impegni, per un guadagno retribuitivo fuori della casa, \u00e8 scorretto dal punto di vista del bene della societ\u00e0 e della famiglia, quando contraddica o renda difficili tali scopi primari della missione genitoriale\u00bb (<em>Laborem exercens<\/em>, n. 19).<\/p>\n\n\n\n<p>Infine non va scordato che \u00abla quantit\u00e0 del salario deve contemperarsi col pubblico bene economico\u00bb, sia nel senso di consentire al dipendente di accantonare parte del salario \u00abper giungere a poco a poco a un modesto patrimonio\u00bb, sia nel senso che \u00aba coloro i quali possono e vogliono lavorare, si dia opportunit\u00e0 di lavorare\u00bb, perch\u00e9 \u00ab\u00e8 contrario alla giustizia sociale che, per badare al proprio vantaggio senza aver riguardo al bene comune, il salario degli operai venga troppo abbassato o troppo innalzato\u00bb (<em>Quadragesimo anno<\/em>, n. 75), senza considerare, poi, la correlazione esistente tra livello salariale e formazione dei prezzi \u00aba cui si vendono i prodotti delle diverse arti quali l\u2019agricoltura, l\u2019industria e simili\u00bb (<em>ibid.<\/em>, n. 76).<\/p>\n\n\n\n<p>Indicazioni sulle quali meritava, e merita, riflettere per un autentico rilancio demografico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Leonardo Salutati<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fonte: https:\/\/www.ilmantellodellagiustizia.it\/2024\/la-denatalita-e-il-salario-familiare<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo dal\u00a0Blog dell\u2019Accademia Alfonsiana Il cronico problema della denatalit\u00e0 in Italia \u00e8 oggetto recentemente di numerosi studi che individuano molteplici fattori all\u2019origine di un&nbsp;livello di fecondit\u00e0 tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa. 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