{"id":27182,"date":"2024-10-30T19:42:00","date_gmt":"2024-10-30T17:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=27182"},"modified":"2024-10-31T19:56:17","modified_gmt":"2024-10-31T17:56:17","slug":"il-debito-dei-paesi-poveri-non-solo-questione-di-soldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2024\/10\/il-debito-dei-paesi-poveri-non-solo-questione-di-soldi\/","title":{"rendered":"Il debito dei Paesi poveri: non solo questione di soldi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019articolo del prof. Leonardo Salutati, publicato sul <a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/blog\">Blog dell\u2019Accademia Alfonsiana<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/june\/documents\/20240605-incontro-pas.html\">discorso del 5 giugno scorso ai partecipanti all&#8217;incontro&nbsp;<em>&#8220;Debt Crisis in the Global South&#8221;<\/em><\/a>, promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze, approfittando dell\u2019occasione dell\u2019Anno Santo del 2025 che sta per iniziare, Papa Francesco ha affrontato la questione della nuova grande crisi del debito che colpisce soprattutto i Paesi del Sud del mondo che, come sempre, genera miseria e angoscia, privando milioni di persone della possibilit\u00e0 di un futuro dignitoso. Richiamandosi alla tradizione biblica della remissione dei debiti nell\u2019anno giubilare (cf. Dt 15 e Lev 25) e a quanto ricordava&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/audiences\/1999\/documents\/hf_jp-ii_aud_03111999.html\">S. Giovanni Paolo II in occasione del Grande Giubileo del 2000<\/a>&nbsp;riguardo al debito estero, che \u00abnon \u00e8 solamente di carattere economico, ma investe i principi etici fondamentali e deve trovare spazio nel diritto internazionale\u00bb, Papa Francesco esorta ad approfittare del prossimo Giubileo come occasione per gesti di buona volont\u00e0, per condonare i debiti o almeno ridurli in funzione del bene comune, invitando a non dimenticare \u00abche siamo solo custodi e amministratori, e non padroni\u00bb dei beni in nostro possesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Consapevole della complessit\u00e0 della situazione Francesco invita anche a elaborare \u00abuna nuova architettura finanziaria internazionale che sia audace e creativa [\u2026] un meccanismo multinazionale, basato sulla solidariet\u00e0 e sull\u2019armonia tra i popoli, che tenga conto del significato globale del problema e delle sue implicazioni economiche, finanziarie e sociali\u00bb. Per cui non sarebbe sufficiente \u00abun finanziamento qualsiasi, ma quello che implica una responsabilit\u00e0 condivisa tra chi lo riceve e chi lo concede. Il beneficio che questo pu\u00f2 apportare a una societ\u00e0 dipende dalle sue condizioni, da come viene usato e dagli ambiti in cui si risolvono le crisi dei debiti che possono prodursi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questa affermazione il Papa richiama implicitamente due aspetti mai affrontati adeguatamente nella lunga storia del debito dei paesi in via di sviluppo: quello dell\u2019efficacia e della sostenibilit\u00e0 dei condoni e dei finanziamenti del debito fin qui concessi dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali (in particolare Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) e quello della responsabilit\u00e0 nella gestione dei finanziamenti ricevuti da parte dei governanti dei paesi debitori, entrambi riconducibili al tema della condotta morale dei vari responsabili nella gestione del debito.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo al primo aspetto molti economisti, a cominciare da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/libri\/autori\/susan-george?srsltid=AfmBOoqYA-yvg3YrIb0s58ajLpX8m1aMXf5xG803BGXrP08KLrqwoArG\">Susan George<\/a>, considerata a livello mondiale una delle studiose pi\u00f9 importanti della questione della fame nel Terzo mondo e del debito estero, concordano sul fatto che gli interventi susseguitisi nel tempo per risolvere la crisi debitoria, scoppiata la prima volta nel 1982 con la dichiarazione di insolvenza del Messico, siano stati inadeguati perch\u00e9 basati su valutazioni errate. Infatti, si ritenne che ci si trovasse nel pieno di una crisi di liquidit\u00e0 e non di insolvenza, che port\u00f2 a predisporre quei \u201cpiani di aggiustamento strutturale\u201d che, di fatto, non sono stati la soluzione del problema del debito, rivelandosi piuttosto una modalit\u00e0 per effettuare riforme strutturali dei paesi debitori che hanno favorito una nuova forma di colonialismo di carattere finanziario.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il secondo aspetto,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.utopie.it\/mondialita\/debito_estero.htm\">\u00e8 accertato<\/a>&nbsp;che buona parte dei prestiti ricevuti sono andati a finire nei conti privati (in Svizzera o in altri Paesi del Nord del mondo) di governanti e politici di quei Paesi che hanno ricevuto il prestito, molti dei quali governati da vere e proprie dittature. Inoltre, buona parte dei prestiti sono stati usati per acquistare armi e per pagare l\u2019esercito in modo da garantire il potere. A questo si aggiunga che parte dei prestiti ricevuti, \u00e8 stata usata per costruzioni inutili, che servivano pi\u00f9 a dare lavoro alle imprese del Nord che non a creare sviluppo nel Sud, tanto che una volta ultimati i lavori, molte di queste costruzioni e impianti non sono mai stati operativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali situazioni hanno recentemente provocato&nbsp;<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/le-rivolte-della-generazione-z-in-kenya-uganda-e-nigeria\">importanti proteste da parte dei giovani del Kenya e della Nigeria<\/a>, sostenuti dai rispettivi Vescovi di Kenia e Nigeria, che contestano una situazione comune alla maggior parte, se non a tutti, gli Stati del continente africano, tra l\u2019altro gi\u00e0 denunciata nel 2019 dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.africarivista.it\/appello-dei-vescovi-in-kenya-uniti-contro-la-corruzione\/148452\/?srsltid=AfmBOooGUDXhzw6uOQ4A-Jx6o0EBbNfMTuFjggxRoVRgiYirbae8spq8\">appello dei Vescovi del Kenia<\/a>&nbsp;di unire le forze contro la corruzione. I movimenti dei giovani, di quella che viene chiamata \u201cGenerazione Z\u201d, slegati da aggregazioni tribali e da politici tradizionali, protestano contro le politiche di austerity dei loro governi imposte dai \u201cprogrammi di aggiustamento strutturale\u201d del Fondo Monetario Internazionale, rivendicano maggior partecipazione democratica, pi\u00f9 giustizia ed equit\u00e0 sociale, meno tasse e pi\u00f9 lavoro. Denunciano la corruzione che dilapida miliardi e li priva del futuro, ben consapevoli che gli Stati africani non hanno bisogno di denaro, ma di utilizzare bene le immense risorse naturali di cui dispongono e di non sprecare il loro capitale pi\u00f9 prezioso costituito da una popolazione in gran parte giovane.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce della complessa e, per molti, drammatica situazione debitoria di tanti paesi, tornano alla mente le parole di Leone XIII nel lontano 1901 quando nella&nbsp;<em>Graves de communi<\/em>, trattando della \u201cquestione sociale\u201d ricordava: \u00abAlcuni pensano essere la cosiddetta questione sociale soltanto di carattere economico; al contrario con certezza essa \u00e8 principalmente morale e religiosa, e che perci\u00f2 bisogna scioglierla secondo le leggi morali e religiose\u00bb. Considerazione che riechegger\u00e0 pi\u00f9 volte nel Magistero sociale della Chiesa. Cos\u00ec Pio XI quando, all\u2019indomani della \u201cgrande crisi\u201d finanziaria del 1929, \u00abdopo una accurata disamina dell\u2019economia moderna per scoprire la radice del presente disagio sociale\u00bb, indica come via di uscita \u00abla cristiana riforma dei costumi\u00bb (<em>Quadragesimo anno<\/em>&nbsp;15). Il Concilio Vaticano II quando ricorda che \u00abla creatura senza il Creatore svanisce\u00bb (<em>Gaudium et spes<\/em>&nbsp;36); Paolo VI che ribadisce: \u00abSenza dubbio l\u2019uomo pu\u00f2 organizzare la terra senza Dio, ma \u201csenza Dio egli non pu\u00f2 alla fine che organizzarla contro l\u2019uomo\u201d\u00bb (<em>Populorum progressio<\/em>&nbsp; 2); Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, fino all\u2019attuale Pontefice che, invitando a \u00abripensare alla questione del potere umano, al suo significato e ai suoi limiti\u00bb (<em>Laudato si\u2019<\/em>&nbsp;28), di nuovo sottolinea che \u00abun essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per s\u00e9 stesso\u00bb (<em>Laudato si\u2019<\/em>&nbsp;73).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fonte: https:\/\/www.ilmantellodellagiustizia.it\/2024\/il-debito-dei-paesi-poveri-non-solo-questione-di-soldi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo del prof. 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