{"id":27212,"date":"2024-11-04T17:19:51","date_gmt":"2024-11-04T15:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=27212"},"modified":"2024-11-04T17:19:51","modified_gmt":"2024-11-04T15:19:51","slug":"quando-le-periferie-diventano-centrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2024\/11\/quando-le-periferie-diventano-centrali\/","title":{"rendered":"Quando le periferie diventano centrali"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019articolo del prof. Antonio G. Fidalgo CSsR, publicato sul <a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/blog\">Blog dell\u2019Accademia Alfonsiana<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019apprendimento storico degli esseri umani \u00e8 difficile. Sono cos\u00ec inclini a fissare centri e a voler raggiungere la cima delle piramidi pi\u00f9 alte del potere e della rilevanza storica. Quasi sempre in competizione tra loro per vedere chi riesce a raggiungere meglio la cima<\/strong>. Sembra essere lo sport mondiale per eccellenza. E anche se in parte pu\u00f2 stimolare la crescita e la partecipazione, genera comunque competizioni infinite, che alla lunga sono terribilmente disumanizzanti. Ci si scontra con maggiore o minore rivalit\u00e0, tra frivolezze e cimiteri sanguinanti di umanit\u00e0 distrutta, tra lotte che non hanno altra deprecabile motivazione che la ferocia maschilista e patriarcale elevata all\u2019ennesima potenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna sconfitta e nessuna distruzione schiacciante dell\u2019umano, del territoriale e dell\u2019ecosistema pu\u00f2 essere celebrata n\u00e9 umanamente n\u00e9 cristianamente.&nbsp;<strong>Le vittorie di chi vince non sono mai una vittoria, n\u00e9 una sconfitta di nessuno, ma solo la fantasia di ogni tipo di supremazia che lascia dietro di s\u00e9 una storia di reale fallimento umano, un\u2019evidente impotenza a superare livelli di disumanit\u00e0. Gli attacchi non possono essere celebrati, n\u00e9 la vendetta pu\u00f2 essere benedetta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In questo senso, la ricorrenza dello scorso 7 ottobre potrebbe sintetizzare il fallimento di tutte le cosiddette vittorie della storia, che hanno sempre lasciato dietro di s\u00e9 una scia di morte e di future vendette. Il fallimento di tutti gli estremismi, di qualsiasi colore essi siano, il trionfo delle ostinazioni pi\u00f9 cieche e disumane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi assi di violenza e di guerra, che pullulano nella nostra realt\u00e0 storica attuale (all\u2019incirca pi\u00f9 di 30), di cui sembra che per una certa parte del mondo i pi\u00f9 evidenti siano quelli della Russia e dell\u2019Ucraina e di Israele e della Palestina,&nbsp;<strong>eventi che, in mezzo al caos disarmante, producono l\u2019evidenza dell\u2019esistenza di certe periferie geografiche e umane, mostrano come molti luoghi non siano solitamente considerati nelle agende quotidiane internazionali e nazionali. Essi nascondono volti che non si vogliono vedere, poveri e ingiustizie che vengono nascoste o minimizzate<\/strong>, dietro la macchina del progresso arbitrario e assurdo di un mondo che pretende di lanciarsi verso traguardi supertecnologici e avanzati, quando l\u2019umanit\u00e0 stessa, nella sua crudele e lacerante maggioranza, vive nella marginalit\u00e0 sistemica pi\u00f9 oppressiva e falsa che l\u2019umanit\u00e0 abbia potuto concepire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta solo delle lotte tra democrazie (fragili, contraddittorie e insufficienti, almeno per come le ha realizzate l\u2019Occidente) e teocrazie, che \u00e8 gi\u00e0 molto imparare a convivere con sistemi differenti e addirittura diversi; si tratta piuttosto delle lotte di potere sempre pi\u00f9 disumanizzanti, lucrative e indifferenti.&nbsp;<strong>Ecco perch\u00e9, con le periferie che si fanno evidenti e diventano il centro dell\u2019occupazione (innanzitutto \u201cmediatiche\u201d), forse \u00e8 il caso di mettere al centro delle agende ci\u00f2 che finora \u00e8 stato ai margini (considerate secondari o \u201ccollaterali\u201d); forse \u00e8 il momento di cercare davvero delle vie d\u2019uscita dal vero rovescio della storia. Dalle vittime umane, geografiche ed ecosistemiche. Questo \u00e8 un compito essenziale per una prospettiva veramente umana, socioculturale, politica, diplomatica e quindi anche morale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei concludere con le parole di un grande essere umano dell\u2019integrazione (in tutti i sensi), per ricordarle e suggerire di rileggerle, perch\u00e9 seppur scritte in un altro tempo storico, mi sembra che possano continuare ad essere attuali. Sto parlando di Raimon Panikkar (1918-2010) che tra altre cose aveva proposto di poter raggiungere livelli di pace mediante almeno due cose: il \u00abdisarmo culturale\u00bb<a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/#_edn1\">[1]<\/a>&nbsp;e un reale sforzo di \u00abinterculturalit\u00e0\u00bb. Come mostrano queste sue parole: \u00abSe un nemico ci aggredisce dobbiamo difenderci, ma la miglior difesa \u00e8 riconquistare la sua fiducia \u2013 il che \u00e8 possibile solo se si ama. L\u2019amore per il nemico non \u00e8 un consiglio per pochi \u201cperfetti\u201d; \u00e8 una necessit\u00e0 per la sopravvivenza\u00bb<a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/#_edn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/#_ednref1\">[1]<\/a>&nbsp;R. Panikkar&nbsp;<em>et al<\/em>.,&nbsp;<em>Pace e disarmo culturale<\/em>, a cura dell\u2019Amministrazione culturale Comunale di Citt\u00e0 di Castello, Citt\u00e0 di Castello (PG) 1987; \u00abLa vittoria non porta mai alla pace\u00bb, 5-24; \u00abLa pace \u00e8 un mito\u00bb, 205-222.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/alfonsiana.org\/#_ednref2\">[2]<\/a>&nbsp;R. Panikkar,&nbsp;<em>Pace e Interculturalit\u00e0. Una riflessione filosofica<\/em>, Jaca Book, Milano 2002, 110.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo del prof. Antonio G. Fidalgo CSsR, publicato sul Blog dell\u2019Accademia Alfonsiana L\u2019apprendimento storico degli esseri umani \u00e8 difficile. 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