{"id":31765,"date":"2025-12-15T17:04:00","date_gmt":"2025-12-15T15:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=31765"},"modified":"2025-12-19T20:59:57","modified_gmt":"2025-12-19T18:59:57","slug":"mater-populi-fidelis-alcune-chiavi-di-lettura-precisazioni-e-unintroduzione-alla-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2025\/12\/mater-populi-fidelis-alcune-chiavi-di-lettura-precisazioni-e-unintroduzione-alla-lettura\/","title":{"rendered":"&#8220;Mater Populi fidelis&#8221;: alcune chiavi di lettura, precisazioni e un\u2019introduzione alla lettura"},"content":{"rendered":"\n<p>P. Vincenzo M. La Mendola C.Ss.R. propone una lettura guidata della &#8220;Mater Populi fidelis&#8221;, nota dottrinale emanata dal Dicastero per la Dottrina della Fede, con l\u2019obiettivo di offrire chiarezza e strumenti di discernimento sul ruolo di Maria nella storia della salvezza. Il contributo dell\u2019autore consiste nel fornire chiavi di lettura e precisazioni che aiutano a collocare i titoli mariani nella loro giusta prospettiva teologica, valorizzando il dialogo e la crescita nella fede.<\/p>\n\n\n\n<p>P. La Mendola si riferisce ad alcune voci polemiche, che si sono sentite, e cerca di spiegare, che\u00a0La nota non definisce nuovi dogmi, ma orienta teologicamente l\u2019uso di termini come \u201cCorredentrice\u201d e \u201cMediatrice\u201d, suggerendo di preferire espressioni che evitino fraintendimenti e ribadendo che la cooperazione di Maria \u00e8 unica ma subordinata a Cristo. I titoli non vengono aboliti, ma se ne sconsiglia l\u2019uso liturgico e pastorale, promuovendo una riflessione pi\u00f9 chiara e fedele alla tradizione della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>A proposito della&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;dottrinale, emanata dal Dicastero per la Dottrina della Fede<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_ddf_doc_20251104_mater-populi-fidelis_it.html\">Mater Populi fidelis<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Alcune chiavi di lettura, precisazioni e un\u2019introduzione alla lettura<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una premessa necessaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 ottobre 2025 \u00e8 stata firmata da papa Leone XIV la&nbsp;<em>Mater Populi fidelis<\/em>,&nbsp;<em>Nota dottrinale su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all\u2019opera della salvezza<\/em>, emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e resa pubblica il 4 novembre scorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia, diffusa in tempo reale, ha suscitato reazioni diverse. \u00c8 indubbiamente un segno di vitalit\u00e0 ecclesiale. Tutti abbiamo a cuore che il ruolo di Maria nella storia della salvezza non venga diminuito o messo in discussione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si ha l\u2019impressione, scorrendo alcune pagine sui social e leggendo i relativi commenti, che&nbsp;<strong>pochi hanno letto integralmente&nbsp;<\/strong>il testo della&nbsp;<em>Nota<\/em>.&nbsp;<strong>Pochissimi hanno studiato<\/strong>&nbsp;e riflettuto,&nbsp;<em>seriamente<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>serenamente<\/em>, senza prevenzioni o pregiudizi di sorta, che, in alcuni casi potrebbero sfiorare l\u2019ideologia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte ad un documento del Magistero della Chiesa, non ci viene chiesto di&nbsp;<em>disputare<\/em>, perch\u00e9 non tutti abbiamo gli strumenti per farlo correttamente, rimanendo nei limiti di un dibattito scientifico, e perch\u00e9 non \u00e8 sempre necessario farlo. Ma sicuramente ci viene chiesto di&nbsp;<em>interrogarci<\/em>, nella ricerca comune della Verit\u00e0.&nbsp;<strong>Disputare senza aver compreso<\/strong>&nbsp;non \u00e8 indice di onest\u00e0 intellettuale. I primi a doverci illuminare su tale complesso argomento sono i mariologi. \u00c8 per\u00f2 altrettanto lecito che anche chi non \u00e8 addentro a questa disciplina possa fare le proprie considerazioni sul documento. Ma la differenza la fa&nbsp;<em>il modo&nbsp;<\/em>come ci si pone. Abbiamo le credenziali giuste per ergerci a suoi&nbsp;<em>esaminatori, censori, giudici<\/em>, o desideriamo comprenderne i contenuti? Soltanto dopo aver compreso e interiorizzato, possiamo proporre le nostre riflessioni e avviare un dibattito costruttivo, motivato dalla ricerca della Verit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono altrettanto convinto che nessuno pu\u00f2 diminuire o aumentare il valore della funzione di Maria nella storia della salvezza, che ha la sua oggettiva validit\u00e0 e la sua efficacia, a prescindere dai ragionamenti umani. La Chiesa, maestra della Verit\u00e0, vuole salvaguardare questa verit\u00e0 e trasmetterla agli uomini, come \u00e8 suo compito. E in questo mandato, ricevuto da Cristo, \u00e8 assistita dallo Spirito Santo e agisce con l\u2019autorit\u00e0 di Cristo. Senza queste convinzioni ci si pone fuori dalla comunione ecclesiale. I battezzati non sono i giudici dell\u2019insegnamento della Chiesa \u2013&nbsp;<em>loro Madre<\/em>&nbsp;\u2013 ma figli \u2013 che ascoltano, vogliono comprendere e crescere nella conoscenza della fede e dei suoi singoli contenuti. La Chiesa \u00e8 al servizio dell\u2019uomo e della Verit\u00e0. Ed \u00e8 in questo orizzonte che agisce quando esercita il suo&nbsp;<em>munus docendi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolata in 80 numeri, la&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;consta di una&nbsp;<em>Introduzione<\/em>&nbsp;e quattro capitoli, dedicati ai titoli mariani:&nbsp;<em>Corredentrice<\/em>,&nbsp;<em>Mediatrice<\/em>,&nbsp;<em>Madre dei credenti<\/em>,&nbsp;<em>Madre della grazia<\/em>. Il titolo&nbsp;<em>Mater Populi fidelis<\/em>&nbsp;\u00e8 tratto da sant\u2019Agostino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argomento centrale \u00e8 la corretta associazione di Maria all\u2019opera salvifica di Cristo, alla luce del principio della \u201cgerarchia delle verit\u00e0\u201d, indicato dal Concilio Vaticano II: al fine di \u00abmantenere il necessario equilibrio che, all\u2019interno dei misteri cristiani, deve stabilirsi tra l\u2019unica mediazione di Cristo e la cooperazione di Maria all\u2019opera della salvezza, e desidera mostrare anche come questa si esprime in diversi titoli mariani\u00bb (n. 3).<\/p>\n\n\n\n<p>Il criterio circa la&nbsp;<em>hierarchia veritatum<\/em>&nbsp;\u2014 inserito nello schema&nbsp;<em>de oecumenismo<\/em>, divenuto poi decreto conciliare&nbsp;<em>Unitatis redintegratio<\/em>&nbsp;\u2014 venne dall\u2019intervento di monsignor Andrea Pangrazio, vescovo di Gorizia-Gradisca, il 25 novembre 1963, dove egli distingueva: \u00abCi sono alcune verit\u00e0 che appartengono all\u2019ordine di&nbsp;<em>fine<\/em>: per esempio il mistero della Santissima Trinit\u00e0, dell\u2019Incarnazione del Verbo e della Redenzione [\u2026]. Ci sono poi altre verit\u00e0 che riguardano l\u2019ordine dei&nbsp;<em>mezzi<\/em>&nbsp;di salvezza, per esempio le verit\u00e0 circa il numero settenario dei sacramenti [\u2026]\u00bb2.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo della Vergine Maria nell\u2019economia della salvezza \u00e8 stato sviluppato da Concilio ed \u00e8 chiaro circa la sua funzione nell\u2019ordine dei mezzi: \u00abElla cooper\u00f2 in modo tutto speciale all\u2019opera del Salvatore, con l\u2019obbedienza, la fede, la speranza e l\u2019ardente carit\u00e0, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo ella \u00e8 diventata per noi madre nell\u2019ordine della grazia\u00bb (<em>LG<\/em>&nbsp;61).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poste queste premesse, utili a chi si appresta alla lettura del testo, facciamo notare che la&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;presenta un elemento di novit\u00e0: Maria presentata come \u201ctestimone privilegiato\u201d dei fatti attestati dai Vangeli: \u00abFra questi testimoni oculari risalta Maria, protagonista diretta del concepimento, della nascita e dell\u2019infanzia del Signore Ges\u00f9\u00bb (n. 7), della passione e della Pentecoste. Si tratta di un aspetto perlopi\u00f9 trascurato dall\u2019esegesi neotestamentaria, che finora ha esitato a riconoscere l\u2019effettivo valore di Maria tra i testimoni pi\u00f9 rilevanti della narrazione evangelica, in particolar modo lucana e che la riflessione teologica in oggetto evidenzia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alcune precisazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Occorre chiarire alcuni aspetti, altrettanto propedeutici alla lettura del testo e utili a sgombrare il terreno da possibili equivoci.<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>La&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;non \u00e8 una definizione dogmatica ma una&nbsp;<strong>riflessione teologica<\/strong>&nbsp;che vuole esprimere un servizio alla fede del popolo di Dio. Non vieta, n\u00e9 definisce, ma&nbsp;<em>orienta<\/em>.&nbsp;<em>Non impone<\/em>&nbsp;ma suggerisce una via prudenziale.<\/li><li>La riflessione teologica proposta in essa&nbsp;<strong>non nega i titoli mariani menzionati<\/strong>&nbsp;ma li ricolloca nella loro corretta prospettiva teologica. Il contributo della Beata Vergine Maria all\u2019opera della Redenzione, infatti, non pu\u00f2 essere compreso nel suo senso autentico, se privato del suo legame con Cristo, unico Redentore e unico Mediatore della nuova ed eterna alleanza. Il documento&nbsp;<strong>non intende introdurre nuove definizioni, n\u00e9 negarne alcune,<\/strong>tra quelle gi\u00e0 in uso. Non vi sono in esso divieti n\u00e9 nuovi sviluppi dottrinali, in merito alla verit\u00e0 rivelata.&nbsp;<\/li><li><strong>La&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;non intende respingere, n\u00e9 proibire le espressioni della piet\u00e0 dei fedeli<\/strong>&nbsp;&#8211; peraltro valorizzate in diversi passaggi del testo &#8211; ma riportarle al loro corretto valore teologico, affinch\u00e9 la figura e l\u2019opera di Maria sia compresa integralmente, inserita nella storia della salvezza. Si corre infatti il rischio \u2013 da non sottovalutare \u2013 che la cooperazione della Beata Vergine Maria all\u2019opera della Redenzione sia&nbsp;<em>deformata<\/em>&nbsp;da eccessi interpretativi e non compresa nel suo senso autentico, quando a prevalere non \u00e8 la verit\u00e0 rivelata ma l\u2019eccessivo \u201cdevozionalismo\u201d, spesso di matrice sentimentale e poco fondato teologicamente.<\/li><li><strong>La riflessione indicata nel documento verte sul linguaggio mariano<\/strong>, sul suo significato e sul suo uso, oggi. E ribadisce, qualora non fosse chiaro, che esso deve sempre rimanere agganciato alla dimensione cristologica e trinitaria, orizzonti nei quali \u00e8 inscritta la partecipazione di Maria alla Redenzione. Tutti i titoli che la piet\u00e0 dei fedeli attribuisce alla Madre di Dio, infatti, devono essere in piena armonia con l\u2019economia della salvezza e devono esprimere chiaramente la sua partecipazione al mistero di Cristo. Ella, da parte sua, vi ha aderito con il suo libero assenso e vi ha partecipato in modo singolare e personale. Questa \u00e8 la&nbsp;<em>sostanza<\/em>. Il linguaggio \u00e8 la&nbsp;<em>forma&nbsp;<\/em>che esprime questa verit\u00e0, la quale non pu\u00f2 essere affrontata in modo a s\u00e9 stante, ma necessita di un approfondimento pi\u00f9 ampio, proposto nella&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;in oggetto.<\/li><li><strong>Quanto esposto nella Nota non \u00e8 definitivo<\/strong>&nbsp;e non chiude la questione, ma&nbsp;<strong>chiarificatore<\/strong>, segnando un passo nel dibattito teologico &#8211;&nbsp;<em>che rimane aperto<\/em>&nbsp;&#8211; sul ruolo e la partecipazione della Vergine al mistero della Redenzione.&nbsp;<\/li><li>La&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;non definisce \u201cerrato\u201d l\u2019uso che alcuni santi, autori spirituali, teologi e pontefici, hanno fatto del titolo di \u201ccorredentrice\u201d, ma fa osservare che \u00e8 stato usato senza essere spiegato, come nel caso di S. Giovanni Paolo II.<strong>&nbsp;<\/strong><strong>Il Concilio vaticano II \u2013 fa notare il testo &#8211; evit\u00f2 di impiegare il titolo di Corredentrice per ragioni dogmatiche, pastorali ed ecumeniche\u00bb<\/strong>&nbsp;(n. 18).<\/li><li>.&nbsp;&nbsp;La riflessione ben motivata invece verte sulla \u201cinadeguatezza\u201d che questo lemma pu\u00f2 avere nel contesto attuale. Dunque, non viene emesso nessun giudizio dottrinale in merito, ma viene proposta una considerazione sulla&nbsp;<em>validit\u00e0 del termine<\/em>, in uso nel passato, dove la sua comprensione non era compromessa, ma non pi\u00f9 adeguato nel contesto comunicativo odierno.&nbsp;<strong>Non si afferma che il termine sia falso<\/strong>&nbsp;ma si fa osservare che si pu\u00f2 prestare a fraintendimenti.<\/li><li>Il termine \u201ccorredentrice\u201d infatti, nel linguaggio attuale, potrebbe indicare una&nbsp;<em>doppia redenzione<\/em>, o potrebbe lasciare intendere che&nbsp;<strong>l\u2019Opera della Redenzione abbia due attori<\/strong>, e quindi far passare il messaggio \u2013 teologicamente errato \u2013 che Maria \u00e8 stata&nbsp;<em>co-autrice<\/em>&nbsp;della Redenzione, insieme al Figlio. La&nbsp;<em>Nota<\/em>, citando sant\u2019Agostino, san Bernardo e altri autori, propone in alternativa l\u2019uso dei termini \u201ccooperazione\u201d e \u201ccollaborazione\u201d, i quali esprimono chiaramente l\u2019azione di Maria, unita a Cristo, quanto la sua subordinazione a Lui (n. 9) e sono altrettanto validi e utilizzati fin dall\u2019antichit\u00e0. Non si nega la partecipazione di Maria, la quale ha un fondamento esplicito nella Sacra Scrittura (n. 5), ma si vuole proteggere da fraintendimenti, custodendo il suo significato autentico.<\/li><li><strong>Sconsigliare l\u2019uso di una parola non vuol dire negare la verit\u00e0 che finora ha espresso<\/strong>, ma trovare altre parole \u2013 pi\u00f9 appropriate e pi\u00f9 consone \u2013 per esprimere la stessa verit\u00e0. Il testo riflette sulla \u201cnon opportunit\u00e0\u201d o \u201cnon convenienza\u201d dell\u2019uso di un termine. \u00c8 noto che il linguaggio ha un\u2019evoluzione e che una parola pu\u00f2 essere utilizzata in modi diversi nel corso del tempo. La riflessione teologica indica che si pu\u00f2&nbsp;<strong>riformulare&nbsp;<\/strong>il modo in cui dire la verit\u00e0 in oggetto, non per diminuirne la portata, ma per renderne pi\u00f9 intelligibile il significato autentico.<\/li><li>Non si nega la \u201ccorredenzione\u201d \u2013 ma si disciplina l\u2019uso del termine, nella ricerca di un linguaggio pi\u00f9 limpido, che non abbia bisogno di essere continuamente spiegato.&nbsp;<strong>La dottrina, dunque, resta invariata<\/strong>&nbsp;\u2013 e non potrebbe essere altrimenti \u2013 perch\u00e9 il Magistero della Chiesa non pu\u00f2 contraddirsi.&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019uso dei titoli di \u201cCorredentrice\u201d e \u201cMediatrice\u201d&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche le parole possono diventare \u201cfragili\u201d e perdere, in parte, la forza di icasticit\u00e0 e di immediatezza che avevano nel passato. Il linguaggio umano \u00e8 in continua evoluzione, come l\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I due titoli nella tradizione cristiana nascono e vengono utilizzati per indicare la cooperazione della Beata Vergine Maria alla Redenzione. Il loro uso, se non esplicitato correttamente, pu\u00f2 generare ambiguit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"a\"><li>\u201cCorredentrice\u201d, ad esempio, potrebbe lasciare intendere che Maria redima insieme con Cristo, poich\u00e9 il \u201cco\u201d nel linguaggio corrente indica uguaglianza (vedi ad es.&nbsp;<em>co-inquilino<\/em>,&nbsp;<em>co-parroco<\/em>,&nbsp;<em>co-estensore<\/em>, ecc..). Nel caso di Maria non c\u2019\u00e8 e non ci pu\u00f2 essere uguaglianza con Cristo, ma partecipazione libera e consapevole alla sua missione salvifica. La Vergine Maria non pu\u00f2 redimere, perch\u00e9 non \u00e8 Dio, ma pu\u00f2 partecipare alla Redenzione con la sua libera adesione e con la forza della sua carit\u00e0, in quanto madre del Salvatore. Nessuno accetterebbe di definire la Vergine Maria \u201ccon-salvatrice\u201d, perch\u00e9 il Salvatore \u00e8 uno. Salvatore e Redentore non esprimono aspetti complementari della stessa verit\u00e0? La posta in gioco \u00e8 alta.&nbsp;<br>La Beata Vergine Maria&nbsp;<em>\u00e8 associata<\/em>&nbsp;da Ges\u00f9 alla sua missione, ed ella stessa, con libero assenso,&nbsp;<em>si associa<\/em>&nbsp;a Ges\u00f9, essendo \u201ccorredentrice\u201d&nbsp;<strong>in senso partecipato e subordinato<\/strong>, mai in senso assoluto e\/o come&nbsp;<em>attrice&nbsp;<\/em>(= colei che attua) della Redenzione. La sua azione importante e unica non deve oscurare o diminuire l\u2019unicit\u00e0 del Redentore e del Mediatore, unico&nbsp;<em>attore<\/em>&nbsp;della Redenzione.&nbsp;<strong>La cooperazione di Maria \u00e8 reale, ha un grande valore, ma non \u00e8 indipendente<\/strong>. Ella, infatti, \u00e8 \u201cla prima redenta\u201d beneficiando previamente, nella sua Immacolata Concezione della Redenzione, \u201cin vista dei meriti di suo figlio\u201d. Se ella \u00e8 stata redenta, come potrebbe redimere? Per questi motivi \u2013 affermava l\u2019allora cardinale Ratzinger \u2013&nbsp;<em>Il titolo di corredentrice pu\u00f2 essere devoto, ma \u00e8 teologicamente inappropriato<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>se non si premette la precisazione necessaria che Cristo \u00e8 l\u2019unico Redentore.&nbsp;<br>Da queste considerazioni \u00e8 facile comprendere che, quando una parola per essere compresa, richieda continue spiegazioni e continue chiarificazioni, e non ha pi\u00f9 la forza immediata di espressione che aveva in precedenza, non \u00e8 pi\u00f9 adeguata ad esprimere la verit\u00e0 che aveva espresso finora. Il suo uso, generico e devozionale, non contribuisce ad esaltare Maria e non esprime pi\u00f9 immediatamente ci\u00f2 che Ella fu ed \u00e8: la prima e la pi\u00f9 grande collaboratrice dell\u2019Opera della Redenzione del Figlio suo.&nbsp;<\/li><li>La stessa riflessione viene proposta per il titolo di \u201cMediatrice\u201d che esprime la funzione di Maria nei confronti della Chiesa e del mondo, riferendosi alla sua intercessione materna. E per questo dotata di una singolare efficacia. Ella, infatti, non \u00e8 la fonte della Grazia, ma lo strumento, il mezzo, il canale,&nbsp;<em>l\u2019acquedotto<\/em>&nbsp;\u2013 per usare un\u2019immagine cara alla tradizione orientale \u2013 attraverso cui la Grazia di Cristo giunge all\u2019uomo. La&nbsp;<em>Nota&nbsp;<\/em>ribadisce che la sua mediazione materna \u201c\u00e8 tutta in Cristo e per Cristo\u201d, e non pu\u00f2 essere sganciata dal Figlio. \u00c8&nbsp;<strong>mediazione partecipata<\/strong>, e trae la sua efficacia dall\u2019unica mediazione di Cristo, come recita uno dei prefazi mariani. Anche nella \u201cmediazione\u201d vi \u00e8&nbsp;<em>subordinazione<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>partecipazione<\/em>. La Vergine non pu\u00f2 avere una funzione attiva, parallela a quella del Figlio, che \u00e8 unica, come ribadisce la Sacra Scrittura, ma partecipata. Anche i fedeli cristiani, infatti in modo diverso, partecipano alla Redenzione del mondo, con la loro unione a Cristo, la preghiera e l\u2019offerta di s\u00e9 stessi.&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>In conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I due titoli non vengono \u201caboliti\u201d ma ne viene sconsigliato l\u2019uso liturgico e pastorale. La verit\u00e0, finora espressa da queste due parole, \u00e8 e resta una verit\u00e0 di fede, anche se non oggetto di un dogma, e pu\u00f2 essere espressa, in modo pi\u00f9 esplicito, comprensibile e teologicamente corretto, da altre parole, che non lascino intendere una grandezza autonoma di Maria ma che esprimano chiaramente la sua stretta collaborazione all\u2019Opera del Figlio. Ella non \u00e8 semplicemente posta accanto al Figlio, ma \u00e8&nbsp;<em>in Lui<\/em>, come la \u201cprima redenta\u201d, \u201cla prima discepola\u201d, \u201cla prima collaboratrice\u201d della sua missione salvifica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La conoscenza della&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;\u00e8 un\u2019occasione di arricchimento e un\u2019opportunit\u00e0 per riflettere su un tema assolutamente caro a tutti i cristiani e specialmente a coloro che manifestano particolare devozione verso la Santa Madre di Dio e intendono glorificarla, come ha fatto e continua a fare la Chiesa, nella sua bimillenaria tradizione teologica, eucologica e iconografica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>P. Vincenzo M. La Mendola C.Ss.R.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>P. Vincenzo M. 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