{"id":31982,"date":"2025-12-31T13:05:49","date_gmt":"2025-12-31T11:05:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=31982"},"modified":"2025-12-31T13:05:51","modified_gmt":"2025-12-31T11:05:51","slug":"messaggio-del-superiore-generale-per-la-giornata-mondiale-della-pace-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2025\/12\/messaggio-del-superiore-generale-per-la-giornata-mondiale-della-pace-2026\/","title":{"rendered":"Messaggio del Superiore Generale per la Giornata Mondiale della Pace 2026"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em><strong>\u201cIn un mondo segnato dalla guerra, dalle divisioni e dalla crisi ambientale, l&#8217;invito a essere operatori di pace non \u00e8 mai stato cos\u00ec urgente\u201d. In occasione della 59\u00aa Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, P. Rog\u00e9rio Gomes, CSsR, Superiore Generale dei Redentoristi, ci invita a \u201creinventare\u201d la nostra missione di testimoni di speranza e costruttori di una pace disarmata.<\/strong><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Padre Rog\u00e9rio Gomes scrive nel suo messaggio alla Famiglia Redentorista in occasione della Giornata Mondiale della Pace 2026: <em>non possiamo non pensare alla guerra che l\u2019Ucraina sta subendo in questo momento e che i nostri confratelli redentoristi vivono e patiscono in prima persona. Allo stesso modo, rivolgiamo il nostro sguardo ai popoli della Nigeria e dell\u2019Africa occidentale e centrale, dove i nostri confratelli sono ugualmente presenti e dove molte comunit\u00e0 continuano a essere minacciate nella loro vita e nella loro integrit\u00e0, sotto la costante paura dello sfollamento forzato. Le angosce e le preoccupazioni dei nostri confratelli e delle nostre comunit\u00e0 in questi territori segnati dalla violenza e dalla guerra sono un richiamo permanente al fatto che la nostra Congregazione partecipa pienamente alla missione di Cristo Redentore nel mondo (cfr. Cost. 52), il che ci chiama a essere costruttori, annunciatori e testimoni della sua pace. Il Redentore \u00e8 la nostra pace (cfr. Fil 4,7; Ef 2,14-16), e il nostro annuncio della redenzione e della vita abbondante include necessariamente l\u2019impegno ad annunciare e promuovere la pace<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leggi il messaggio completo del Superiore Generale qui di seguito.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Roma, 1\u00b0 gennaio 2026<br>Solennit\u00e0 di Maria Santissima, Madre di Dio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Missionari di speranza sulle orme del Redentore&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>ANNO DEDICATO ALLA MISSIONE<\/strong><br><em>Il Signore che ci invia come missionari e pellegrini di speranza in un mondo ferito<\/em><br>Lc 4,16-19; Mc 6,7-12; Lc 9,2-6; Sal. 130:7; Cost. 1-20, Stat. 01-020<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">MESSAGGIO DEL SUPERIORE GENERALE&nbsp;PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE&nbsp;&nbsp;2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La pace sia con tutti voi: verso una pace \u201cdisarmata e disarmante\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cari confratelli, formandi, famiglia redentorista e laici associati alla nostra missione,<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li><em>Il canto \u00abGloria a Dio nell&#8217;alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont\u00e0!\u00bb (Lc 2,14)\u00a0<\/em>continua a risuonare nei nostri cuori come annuncio della pace che sgorga dalla Notte Santa e illumina il cammino dell&#8217;umanit\u00e0. La contemplazione del mistero di Ges\u00f9 nella mangiatoia, insieme a Ges\u00f9 Eucaristia e Ges\u00f9 sulla croce, \u00e8 sempre stata uno dei punti principali della nostra spiritualit\u00e0 e missione. Pensare che il Bambino adagiato nella mangiatoia \u00e8 lo stesso Agnello innocente sacrificato sulla croce ci aiuta a riconoscere il volto del Redentore nel volto dei bambini che oggi subiscono le conseguenze della guerra.\u00a0<\/li><li>Secondo i recenti dati\u00a0<em>dell&#8217;Uppsala Conflict Data Program\u00a0<\/em>(UCDP)<a href=\"applewebdata:\/\/330BC25C-AD21-416A-9E70-6F099E59C319#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0e del\u00a0<em>Global Peace Index<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/330BC25C-AD21-416A-9E70-6F099E59C319#_ftn2\"><em><sup><strong><sup>[2]<\/sup><\/strong><\/sup><\/em><\/a>\u00a0, il mondo sta vivendo oggi uno dei periodi pi\u00f9 violenti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nel 2024 sono stati registrati 61 conflitti armati che hanno coinvolto almeno uno Stato, il numero pi\u00f9 alto dal 1946, dei quali 11 hanno raggiunto il livello di guerra. Sebbene il numero complessivo delle vittime abbia mostrato una lieve diminuzione rispetto al 2022, circa 160.000 persone sono morte a causa della violenza organizzata, rendendo il 2024 il quarto anno pi\u00f9 violento dal genocidio del Ruanda nel 1994. La guerra in Ucraina continua a essere il conflitto pi\u00f9 letale, mentre in Medio Oriente, in particolare a Gaza e in Libano, la violenza ha colpito in modo sproporzionato la popolazione civile. \u00c8 allarmante il significativo aumento della violenza contro i civili, cos\u00ec come l\u2019internazionalizzazione dei conflitti, con 92 Paesi coinvolti in guerre al di fuori dei propri confini. Parallelamente, secondo il\u00a0<em>Comitato Internazionale della Croce Rossa,<\/em>\u00a0si stima che attualmente esistano nel mondo pi\u00f9 di 120 focolai di conflitto armato, molti dei quali dimenticati dall\u2019attenzione internazionale, ma segnati da gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, che feriscono la dignit\u00e0 umana e i diritti fondamentali di milioni di persone.<\/li><li>Questo scenario mette in evidenza l\u2019urgenza di rafforzare la protezione dei civili, la costruzione della pace e l\u2019impegno globale a favore del dialogo e della giustizia.\u00a0<em>\u00c8 opportuno ricordare che, in molti di questi contesti di conflitto \u00e8 presente, la nostra missione redentorista, che condivide le sofferenze provocate dalla guerra e diventa, allo stesso tempo, sostegno e segno di speranza per gli innocenti che ne subiscono le conseguenze.<\/em><\/li><li>La Giornata Mondiale della Pace \u00e8 stata inaugurata su iniziativa di Papa Paolo VI che, nel 1967, due anni dopo la conclusione del Concilio Vaticano II e nel pieno della guerra del Vietnam, propose di iniziare l\u2019anno civile con desideri e aspirazioni di pace come forza motrice nella costruzione della storia umana. In un contesto di crescente polarizzazione, rimane necessario e attuale l\u2019invito a essere costruttori di pace, e dobbiamo riconoscerlo come un\u2019opportunit\u00e0 per \u00abreinventare\u00bb la nostra missione e la nostra identit\u00e0 religiosa nel mondo di oggi. Mentre il mondo continua a vivere profonde trasformazioni, ci sforziamo di interpretarle e di discernere il nostro ruolo come missionari di speranza e testimoni della vita abbondante nel Redentore. Il nostro ascolto del mondo, in ultima analisi, intende rispondere al grido dei popoli, specialmente dei pi\u00f9 poveri (Dt 9,1), e al grido della Terra stessa (LS 2; 49).<\/li><li>In questa 59\u00aa Giornata di preghiera per la pace, la Chiesa ci invita a concentrarci su\u00a0<em>una pace disarmata e disarmante. I conflitti bellici e la minaccia nucleare continuano a seminare paura in modo persistente e mettono alla prova la nostra speranza. Viviamo in un mondo multipolare in cui le grandi potenze cercano di mantenere il primato o, almeno, di essere protagoniste di un nuovo ordine mondiale percepito come fragile. Assistiamo oggi a guerre crudeli e fratricide che distruggono la vita, in particolare quella dei pi\u00f9 poveri.<\/em>\u00a0Sebbene gran parte della responsabilit\u00e0 di costruire la pace ricada sui leader mondiali, a partire dalla nostra fede e dal nostro carisma assumiamo anche noi la nostra parte nel compito comune di promuovere e costruire la pace. In questo senso, papa Leone XIV ci ha recentemente ricordato che il mondo di oggi ha bisogno di \u00abuna Chiesa che non ponga limiti all\u2019amore, che non conosca nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare\u00bb (DT, 120).\u00a0<\/li><li>\u00c8 profondamente simbolico che oggi, in una delle chiese di Betlemme, il presepe sia stato allestito su un cumulo di macerie, sul quale giace il Bambinello. Scene simili si sono viste anche nelle chiese del Nord America, dove la Sacra Famiglia appare immobile, separata o circondata da elementi che evocano paura e disperazione.<em>\u00a0<\/em>Nell\u2019attuale guerra in Ucraina, molti bambini sono stati separati con la forza dalle loro famiglie e dalla loro cultura; altri sono morti, sepolti sotto le macerie delle loro stesse case, distrutte da bombardamenti indiscriminati. Questo \u00e8 il mondo che il Redentore visita in questo Natale e nel quale risuona nuovamente l\u2019annuncio degli angeli: \u00abpace in terra\u00bb.\u00a0<\/li><li>Papa Francesco, da parte sua, senza ricorrere a sotterfugi, era solito parlare di una \u00abterza guerra mondiale a pezzi\u00bb per riferirsi alla realt\u00e0 dei numerosi conflitti localizzati che impiegano tattiche tanto convenzionali quanto ibride e che hanno profonde ripercussioni su gran parte della popolazione mondiale, comprese le nostre comunit\u00e0. In questo contesto, il Vangelo, come Buona Novella, ci spinge sempre ad agire come missionari della speranza.\u00a0<\/li><li><em>Come gi\u00e0 ricordato in precedenza, non possiamo non pensare alla guerra che l\u2019Ucraina sta subendo in questo momento e che i nostri confratelli redentoristi vivono e patiscono in prima persona. Allo stesso modo, rivolgiamo il nostro sguardo ai popoli della Nigeria e dell\u2019Africa occidentale e centrale, dove i nostri confratelli sono ugualmente presenti e dove molte comunit\u00e0 continuano a essere minacciate nella loro vita e nella loro integrit\u00e0, sotto la costante paura dello sfollamento forzato. Le angosce e le preoccupazioni dei nostri confratelli e delle nostre comunit\u00e0 in questi territori segnati dalla violenza e dalla guerra sono un richiamo permanente al fatto che la nostra Congregazione partecipa pienamente alla missione di Cristo Redentore nel mondo (cfr. Cost. 52), il che ci chiama a essere costruttori, annunciatori e testimoni della sua pace. Il Redentore \u00e8 la nostra pace (cfr. Fil 4,7; Ef 2,14-16), e il nostro annuncio della redenzione e della vita abbondante include necessariamente l\u2019impegno ad annunciare e promuovere la pace<\/em>.<\/li><li>Il Vangelo che predichiamo \u00e8, per sua stessa natura, un Vangelo di pace. Per questo la pace deve stare a cuore a tutti noi, non solo ai leader delle nazioni, ma anche a coloro che si professano discepoli missionari del Signore della pace (cfr. Is 9,6; 2 Ts 3,16). Il Redentore la offre (cfr. Gv 14,27) come dono, ma allo stesso tempo essa \u00e8 accolta come conquista e realizzazione umana. Per questo la pace si raggiunge solo unendo gli sforzi con i membri di altre religioni e con le istituzioni che, in molti modi, si impegnano, come noi, a promuovere la giustizia, la pace e la cura del creato. Purtroppo, le organizzazioni internazionali e la volont\u00e0 dei leader mondiali non sono pi\u00f9 sufficienti a garantire e salvaguardare la pace e la giustizia tra le nazioni. \u00c8 qui che il nostro ministero, i nostri \u00abpochi pani e pochi pesci\u00bb, anche se possono sembrare insignificanti, acquistano la loro vera rilevanza e possono diventare fermento di redenzione nel tessuto della societ\u00e0. Si tratta di un ministero che viene svolto in collaborazione con i nostri partner laici, nonch\u00e9 con istituzioni e con uomini e donne di buona volont\u00e0 che operano per questo bene comune che \u00e8 la pace.<\/li><li>Durante la sua visita a Beirut, Papa Leone ha lanciato un appello affinch\u00e9 tutti facciamo la propria parte, perch\u00e9 la nostra terra possa ritrovare il suo splendore: \u00abE c\u2019\u00e8 solo un modo per farlo: disarmiamo i nostri cuori, lasciamo cadere le armature delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all\u2019incontro reciproco\u00bb (Beirut, 2 dicembre 2025). In un mondo globalizzato e plurireligioso, non possiamo sottrarci alla responsabilit\u00e0 di incontrarci, dialogare e lavorare insieme per questo bene comune. Alcuni confratelli svolgono il loro ministero missionario proprio in contesti ostili; essi ci confortano con la loro testimonianza e con la loro creativit\u00e0 nel generare spazi di dialogo e di riconciliazione.<\/li><li>In questo orizzonte, \u00e8 illuminante il contributo del redentorista Bernhard H\u00e4ring (1912\u20131998), che, nella sua riflessione morale, ha insistito sull\u2019urgenza di formare una coscienza cristiana non violenta, sana e matura. Per lui, la pace non nasce da equilibri imposti n\u00e9 dalla semplice assenza di conflitti, ma da una profonda conversione interiore che libera le persone e le comunit\u00e0 dalla logica dello scontro, del risentimento e del dominio. A partire dalla centralit\u00e0 del Vangelo, H\u00e4ring ci ricorda che credere in Cristo, nostra pace, implica lasciarci trasformare dalle radici stesse della nostra esistenza, per partecipare attivamente alla sua non violenza e al suo amore riconciliatore e risanatore. Questa scelta evangelica, lontana da ogni passivit\u00e0, educa la coscienza a rifiutare ogni forma di sfruttamento, di odio e di vendetta, e ci impegna a costruire relazioni personali e sociali improntate alla verit\u00e0, alla giustizia e al perdono, come cammino concreto verso una pace autentica e duratura.<\/li><li><em>Vorrei cogliere questa occasione per sottolineare la pace con il creato come un altro degli aspetti che oggi interpellano con forza il nostro carisma. La distruzione dell\u2019ambiente pu\u00f2 essere considerata un\u2019ulteriore manifestazione della natura conflittuale dell\u2019essere umano e una realt\u00e0 che il nostro carisma \u00e8 chiamato ad affrontare.\u00a0<\/em>L\u2019enciclica Laudato Si\u2019 \u00e8 diventata una pietra miliare fondamentale della Dottrina Sociale della Chiesa, aiutandoci a comprendere meglio la profonda interconnessione tra la nostra fede nel Dio della vita e la cura del creato, tra la redenzione dell\u2019essere umano e la redenzione di tutto il creato. Per approfondire questo aspetto, da alcuni anni la Chiesa celebra ogni 1\u00b0 settembre la \u00abGiornata mondiale di preghiera per la cura del creato\u00bb e, sulla stessa linea, papa Leone ha promulgato il decreto del formulario della\u00a0<em>\u00abMessa per la cura del creato\u00bb (Missa pro custodia creationis)<\/em>, che ci ispira a prendere coscienza delle profonde relazioni tra Dio e il suo creato. Cos\u00ec, un aspetto essenziale della ricerca della pace implica anche il ripristino delle relazioni e la riconciliazione con tutto il creato; in relazione allo scopo della nostra azione missionaria, le Costituzioni parlano della nostra scelta per il ministero della riconciliazione (cfr. Cost. 11) e, poich\u00e9 tutto \u00e8 interconnesso nella nostra vita (cfr. LS 34), la ricerca della pace e della riconciliazione deve includere anche la guarigione delle relazioni interrotte tra il Creatore e noi, sue creature.\u00a0<\/li><li>A Maria,\u00a0<em>la Theotokos<\/em>, attraverso la quale riceviamo la vera pace e la riconciliazione con Dio e alla cui cura ci affidiamo all\u2019inizio di questo anno, chiediamo di continuare a ispirarci nel seguire suo Figlio. Egli ha proclamato beati coloro che operano per la pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio (cfr. Mt 5,9). A ragione Maria ha proclamato che tutte le generazioni l\u2019avrebbero chiamata beata (cfr. Lc 1,48) e, grazie alla sua testimonianza di fede, continua a ispirarci a costruire un mondo in cui l\u2019amore vinca l\u2019odio, la verit\u00e0 la menzogna e la riconciliazione la vendetta.\u00a0<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Fraternamente,<\/p>\n\n\n\n<p>P. Rog\u00e9rio Gomes, C.Ss.R<br>Superiore Generale<\/p>\n\n\n\n<p>Originale:&nbsp;<em>Spagnolo<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/330BC25C-AD21-416A-9E70-6F099E59C319#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. Organized Violence &amp; Armed Conflict Trends 2024 (UCDP Data).<a href=\"https:\/\/ucdp.uu.se\/year\/2024\">&nbsp;https:\/\/ucdp.uu.se\/year\/2024<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/330BC25C-AD21-416A-9E70-6F099E59C319#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. World Map of Peace and Conflict Indicators.<a href=\"https:\/\/www.visionofhumanity.org\/maps\/#\/\">&nbsp;https:\/\/www.visionofhumanity.org\/maps\/#\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIn un mondo segnato dalla guerra, dalle divisioni e dalla crisi ambientale, l&#8217;invito a essere operatori di pace non \u00e8 mai stato cos\u00ec urgente\u201d. In occasione della 59\u00aa Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, P. 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