{"id":32010,"date":"2026-01-07T11:09:06","date_gmt":"2026-01-07T09:09:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=32010"},"modified":"2026-01-07T11:09:09","modified_gmt":"2026-01-07T09:09:09","slug":"cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2026\/01\/cultura\/","title":{"rendered":"\u00abCultura\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Un articolo del prof. A. G. Fidalgo CSsR, pubblicato sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/ricerca\/blog\">blog<\/a>\u00a0dell\u2019Accademia Alfonsiana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Cultura<\/em>\u00bb \u00e8 la&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog-post\/1569\">parola guida per l&#8217;anno accademico 2025-2026<\/a>. \u00c8 interessante e pu\u00f2 essere stimolante. Ma cosa ci dice e come poterla concretizzare nei diversi aspetti e dimensioni del percorso accademico? Dal punto di vista della configurazione umana \u00e8 un elemento base e integratore, oltre a poter essere un luogo di manifestazione e realizzazione della nostra umanit\u00e0, nella sua pi\u00f9 ricca e genuina diversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo accedere a questo invito dalla ricerca di una \u00abcultura accademica\u00bb, una \u00abcultura dello studio e della ricerca\u00bb, una \u00abcultura dell\u2019incontro\u00bb, una \u00abcultura del dialogo\u00bb, una \u00abcultura morale\u00bb, una \u00abcultura alfonsiana\u00bb, una \u00abcultura ecclesiale\u00bb, una \u00abcultura missionaria\u00bb, \u00abcultura dell\u2019amore e della pace\u00bb, una \u00abcultura della cura\u00bb, e cos\u00ec potremmo continuare a definire assiologicamente la cultura evidenziando la sua ampiezza, diversit\u00e0 e grande potere di qualificare le pi\u00f9 semplici e profonde realt\u00e0 umane, e in questo caso particolare, quelle che si trovano e si sviluppano in un contesto accademico romano, locale e universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni realt\u00e0 culturale, essendo una realt\u00e0 umana \u00e8 piena di bellezza con le sue grandi possibilit\u00e0 di essere un luogo di arricchimento e di espansione; ma, allo stesso tempo, pu\u00f2 essere motivo di omologazioni, di luoghi di controllo, di \u00abcolonizzazione\u00bb e chiusura dove la nostra umanit\u00e0 pu\u00f2 perdere l\u2019apertura verso nuove espansive alternative di realizzazione. Ci sono culture molto sicure di s\u00e9 stesse, pi\u00f9 preoccupate a mantenere con aria di superiorit\u00e0 le loro identit\u00e0 fisse e irremovibili, che non permetteranno mai che altre culture non solo si avvicinino ma pretendano di essere considerate con la stessa uguaglianza e dignit\u00e0 di esistenza e convivenza. Questa tensione pu\u00f2 essere molto evidente come solo latente, e per questo bisogna prestare attenzione, discernere e sapere come poter affrontare questo reale, duro e impegnativo panorama. Perch\u00e9 ci sono culture che sono \u00abponti\u00bb e altre che si presentano come \u00abmuri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradigma culturale non \u00e8 solo uno stile o un insieme di esperienze che possono configurare posizioni e prospettive; \u00e8 questo, ma molto altro. \u00c8 una chiave che pu\u00f2 indicare orizzonti aperti o chiusi, strade percorse e anche inedite, luoghi d\u2019incontro o di scontro, possibilit\u00e0 di migliori integrazioni o di dolorose disintegrazioni ed esclusioni. \u00c8 una chiave che include elementi adattivi e creativi, la sapiente combinazione di entrambi pu\u00f2 portare a migliori realizzazioni umane e accademiche. All\u2019interno di questo panorama si possono stabilire diverse comprensioni che fanno parte del nostro ambiente accademico, qui ne scegliamo solo due che ci sembrano altamente significativi. 1)&nbsp;<em>Cultura come orizzonte d\u2019ispirazione<\/em>; 2)&nbsp;<em>Cultura come luogo umano di realizzazione e trasformazione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>1)&nbsp;<em>La cultura come orizzonte d\u2019ispirazione<\/em>: la formazione accademica pu\u00f2 rendere possibile una cultura di scambi a partire dall\u2019apertura e dalla profondit\u00e0. Sarebbe opportuno che, senza che ognuno debba abbandonare i rispettivi orizzonti culturali, il cammino accademico potesse rendere possibili processi che siano luoghi in cui e da cui si stimoli la creativit\u00e0, l\u2019innovazione e la trasformazione personale, sociale, strutturale e sistemica delle coscienze e delle stesse realt\u00e0 in cui viviamo e che vogliamo servire. Per questo,&nbsp;<em>la cultura come orizzonte<\/em>, dovrebbe offrire conoscenze, valori ed espressioni che contribuiscano ad ampliare la nostra visione del mondo, delle diverse realt\u00e0 umane, storiche, sociali e religiose, aprendo sempre nuove possibilit\u00e0 di interpretazione e di realizzazione. Questo primo elemento sarebbe auspicabile che fosse presente prima di tutto come atteggiamento relazionale e poi come pratica ispiratrice in tutti i Corsi, Seminari, lavori, esami, eventi e altre attivit\u00e0 che compongono il tessuto della nostra vita accademica. Dunque, fare dell\u2019interculturalit\u00e0 una realt\u00e0 stimolante ma allo stesso tempo strutturante di ogni studio e ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>2)&nbsp;<em>Cultura come luogo umano di realizzazione e trasformazione<\/em>: dal paradigma culturale si potrebbero sostenere processi in cui la formazione accademica integrale punta, ad ogni passo, a offrire spazi ed elementi sia teorici che pratici, che, assumendo sia le resistenze che gli eventuali dissensi, possa dare luogo a migliori realizzazioni e comprensioni, da reali trasformazioni nei modi di elaborare ci\u00f2 che si \u00e8 e che si pu\u00f2 essere, dallo spazio formativo. Questo aspetto implica dare luogo a posizioni aperte e critiche, capaci di intraprendere l\u2019avventura della condivisione nello studio e nella vita, sapendo che molto o tutto non sar\u00e0 uguale alla fine del processo e che, sia come sia, sar\u00e0 sempre meglio che restare con il proprio e quello di sempre come unico bagaglio per continuare a fare storia e servire nella prospettiva di una teologia morale in chiave alfonsiana. Bisogna avere l\u2019umilt\u00e0 e il coraggio di sporcarsi le mani nell\u2019inserimento nelle realt\u00e0 pi\u00f9 impegnative, negli studi pi\u00f9 intricati e controversi, nel coltivare la profondit\u00e0 nell\u2019analisi e aprirsi sempre di nuovo alla freschezza del vangelo che richiede di essere sempre in ascolto per comprendere, includere, accompagnare e indicare nuovi orizzonti liberatori e umanizzanti. Come ha detto recentemente papa Leone: \u00abLe universit\u00e0 cattoliche hanno un compito decisivo: offrire \u201cdiaconia della cultura\u201d, meno cattedre e pi\u00f9 tavole dove sedersi insieme, senza gerarchie inutili, per toccare le ferite della storia e cercare, nello Spirito, sapienze che nascano dalla vita dei popoli\u00bb (<em>Disegnare nuove mappe di speranza<\/em>, 9.3).<\/p>\n\n\n\n<p>In breve, si potrebbe sintetizzare quanto detto, con questi moniti che ci ha lasciato papa Francesco (mentre invitiamo a rileggere i vari numeri riferiti che possono dare contenuto e fondamento a quanto detto sopra):<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa proposta \u00e8 quella di farsi presenti alla persona bisognosa di aiuto, senza guardare se fa parte della propria cerchia di appartenenza. In questo caso, il Samaritano \u00e8 stato colui che&nbsp;<em>si \u00e8 fatto prossimo<\/em>&nbsp;del Giudeo ferito. Per rendersi vicino e presente, ha attraversato tutte le barriere culturali e storiche. La conclusione di Ges\u00f9 \u00e8 una richiesta: \u00abVa\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec\u00bb (<em>Lc<\/em>&nbsp;10,37). Vale a dire, ci interpella perch\u00e9 mettiamo da parte ogni differenza e, davanti alla sofferenza, ci facciamo vicini a chiunque. Dunque, non dico pi\u00f9 che ho dei \u201cprossimi\u201d da aiutare, ma che mi sento chiamato a diventare io un prossimo degli altri\u00bb (<em>Fratelli tutti<\/em>, n. 81; cf. nn. 83; 133-134; 141; 143-144; 146-151; 191-192; 199; 215-220; 224).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl mondo cresce e si riempie di nuova bellezza grazie a successive sintesi che si producono tra culture aperte, fuori da ogni imposizione culturale\u00bb (<em>FT<\/em>, n. 148).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo del prof. A. G. Fidalgo CSsR, pubblicato sul\u00a0blog\u00a0dell\u2019Accademia Alfonsiana \u00abCultura\u00bb \u00e8 la&nbsp;parola guida per l&#8217;anno accademico 2025-2026. \u00c8 interessante e pu\u00f2 essere stimolante. Ma cosa ci dice e come poterla concretizzare nei diversi aspetti e dimensioni del percorso accademico? Dal punto di vista della configurazione umana \u00e8 un elemento base e integratore, oltre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":28852,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[29],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32011,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32010\/revisions\/32011"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}