{"id":33105,"date":"2026-04-07T16:59:00","date_gmt":"2026-04-07T14:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=33105"},"modified":"2026-04-08T11:32:19","modified_gmt":"2026-04-08T09:32:19","slug":"san-gerardo-maiella-pazzerello-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2026\/04\/san-gerardo-maiella-pazzerello-di-dio\/","title":{"rendered":"Cardinale Semeraro:  conformarsi alla volont\u00e0 di Dio era la gioia di San Gerardo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 6 aprilre, il Cardinale Marcello Semeraro ha presieduto la celebrazione eucaristica solenne a Materdomini in occasione del\u00a0terzo centenario della nascita di San Gerardo Maiella, il santo noto come il &#8220;Pazzerello di Dio&#8221; che ha fatto della\u00a0conformit\u00e0 gioiosa alla volont\u00e0 divina\u00a0e dell\u2019amore concreto per i poveri\u00a0il cuore della sua spiritualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Leggi il testo integrale dell\u2019omelia di S.E.R. Cardinale Marcello Semeraro<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<h2>San Gerardo Maiella, \u00abPazzerello di Dio\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p>Ho accolto volentieri l&#8217;invito a celebrare con voi questa Eucaristia e dare cos\u00ec anche inizio all&#8217;Anno Gerardino, disposto per il terzo centenario della nascita del caro san Gerardo. \u00c8 un santo a me molto famigliare, se non altro perch\u00e9 con la sua immagine accompagna stabilmente il mio servizio quotidiano presso il Dicastero delle Cause dei Santi. Nel mio ufficio, infatti, \u00e8 presente un dipinto di Giovanni Gagliardi, pittore attivo a Roma e nel Lazio nei primi anni del secolo scorso, che lo realizz\u00f2 nel 1905 riproducendo lo stendardo da egli stesso preparato e portato in processione nel rito per la canonizzazione di san Gerardo, celebrata da san Pio X l&#8217;11 dicembre dell&#8217;anno precedente. Fu il primo rito di canonizzazione presieduto dal nuovo Papa (cf. \u00abOsservatore Romano\u00bb 12 dic. 1904, p. 1).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;episodio rappresentato dal dipinto \u00e8 noto. Ha per protagonista un povero cieco, Filippo Falcone, che per ottenere la carit\u00e0 suonava il flauto presso la portineria del convento di Materdomini. Avendolo visto insieme con molti altri poveri, fr. Gerardo gli chiese di mettersi a suonare. \u00abCosa vuoi che suoni?\u00bb, gli rispose il cieco e, di rimando, Gerardo gli propose&nbsp;<em>Il tuo gusto, e non il mio amo solo in Te, mio Dio<\/em>, ossia una canzoncina scritta da sant&#8217;Alfonso. Appena il cieco cominci\u00f2 a suonare il motivo, Gerardo and\u00f2 in estasi: \u00ablo si vidde cogli occhi rivolti al Cielo, sollevato sopra la terra alla vista di tutti i circostanti maravigliati, che, con grande stupore raccontavano al cieco il fatto che accadeva sotto i loro occhi\u00bb (<em>Positio super virtutibus<\/em>, I, Romae 1871, pp. 31-32).<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio su questo, allora, desidero, come primo punto, richiamare la nostra attenzione: ossia il continuo sforzo di san Gerardo di conformare la propria volont\u00e0 a quella di Dio, e pure il fatto che ci\u00f2 era per lui fonte profonda di gioia interiore. Ripeteva spesso: \u00abVolont\u00e0 di Dio! Oh quanto \u00e8 felice chi non sa volere, che la volont\u00e0 di Dio\u00bb (<em>Ibid.<\/em>&nbsp;II, p. 35). Occorre, tuttavia, spiegare che per Gerardo compiere la volont\u00e0 divina, nei modi e nei tempi stabiliti da Dio andava ben oltre una semplice obbedienza. Si pu\u00f2, infatti, obbedire anche con riluttanza, senza condividere interiormente ci\u00f2 che si \u00e8 chiamati a fare; la canzoncina che Gerardo volle far suonare al cieco Filippo dice invece:&nbsp;<em>il tuo gusto, e non il mio amo solo in Te, mio Dio<\/em>. Con piena ragione, dunque, il p. S. Majorano parla di&nbsp;<em>uniformit\u00e0 con la volont\u00e0 di Dio<\/em>, spiegando che essa \u00abfu l&#8217;anelito continuo di Gerardo, fin sul letto di morte\u00bb (<em>La spiritualit\u00e0 gerardina<\/em>, in \u00abSpicilegium Historicum\u00bb XLII [1994], p. 100).<\/p>\n\n\n\n<p>La parola \u00abuniformit\u00e0\u00bb ci aiuta a capire che egli non vedeva la volont\u00e0 di Dio come un qualcosa di esterno, ma di amabile, che si fa proprio. San Gerardo si conformava alla volont\u00e0 di Dio, cercando di adeguarsi completamente a ci\u00f2 che Dio voleva. E questo era esattamente ci\u00f2 che intendeva sant&#8217;Alfonso facendo cantare:&nbsp;<em>Il tuo gusto, e non il mio<\/em>. Diceva, infatti, che occorre mettere da parte i propri desideri, le proprie preferenze e perfino le consolazioni spirituali, per cercare solo ci\u00f2 che piace a Dio. A considerarla sino in fondo, \u00e8 anche un mettere a nudo la possibilit\u00e0 di farsi irretire da quell&#8217;egoismo sottile che \u2013 riconosciamolo umilmente \u2013 pu\u00f2 entrare anche nella fede, quando si ama Dio solo perch\u00e9 consola, o ci fa stare bene! Per sant&#8217;Alfonso, e quindi anche per il suo discepolo san Gerardo, bisogna, invece, affidarsi a Dio totalmente e con fiducia e occorre, pure, imparare ad amare secondo la volont\u00e0 di Dio e non secondo il proprio gusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo, per\u00f2, non \u00e8 ancora esaurito il valore del&nbsp;<em>fiat<\/em>&nbsp;di san Gerardo alla volont\u00e0 divina. Occorre aggiungere che il suo era un &#8220;s\u00ec&#8221; gioioso, consapevole e pieno di fiducia; un &#8220;s\u00ec&#8221; che lo faceva maturare interiormente. Egli si affidava al suo \u00abcaro Dio\u00bb (come amava dire), certo che la volont\u00e0 divina fosse per ogni uomo un progetto di vita, di pienezza e di autentica felicit\u00e0. Era, infatti, convinto che solo cos\u00ec \u00e8 possibile continuare, a favore degli altri, l&#8217;opera salvifica della croce di Cristo. Per questo il suo &#8220;s\u00ec&#8221; rimaneva fiducioso e generoso anche nella sofferenza sicch\u00e9 i testimoni del processo di beatificazione e canonizzazione riferiscono che anche nelle circostanze pi\u00f9 problematiche egli appariva abitualmente sereno. Si dir\u00e0 pure che durante la sua vita terrena san Gerardo ha praticato forme diverse di penitenza: digiuni, mortificazioni e altre austerit\u00e0 \u2026 ma lo stesso decreto con il quale san Pio X lo canonizz\u00f2 ci spiega che proprio in quelle penitenze il Signore gli aggiungeva doni spirituali che lo sostenevano e lo rafforzavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 detto, occorre richiamare l&#8217;\u00abaltra parte della medaglia\u00bb, ossia che a motivo di Dio e radicandosi in lui san Gerardo amava con grande intensit\u00e0 i fratelli, soprattutto i poveri e i bisognosi. Li chiamava \u00abPoveri di Ges\u00f9 Cristo e suoi fratelli\u00bb. A volte \u2013 dobbiamo umilmente riconoscerlo \u2013 non teniamo conto che i due comandamenti dell&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore del prossimo il Signore Ges\u00f9 li ha stretti con un&#8217;unit\u00e0 indissolubile, come quando, usando il singolare, ci dice: \u00abNon c&#8217;\u00e8 altro comandamento pi\u00f9 grande di questi\u00bb (<em>Mc<\/em>&nbsp;12,31). Al riguardo san Gregorio Magno insegnava che \u00abcon l&#8217;amore di Dio nasce l&#8217;amore del prossimo e con l&#8217;amore del prossimo si alimenta l&#8217;amore di Dio. Chi trascura di amare Dio, non sa amare il prossimo; mentre progrediamo in modo pi\u00f9 autentico nell&#8217;amore di Dio se prima nel grembo del suo amore riceviamo il latte della carit\u00e0 del prossimo\u00bb (<em>Moralia<\/em>&nbsp;VII, 24, 28: PL 75, 780). Questo stupendo principio di vita cristiana san Gerardo la ha vissuto in modo luminoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i tanti episodi edificanti della sua vita ne cito uno che \u00e8 talmente significativo da essere stato citato dal san Pio X nel decreto di canonizzazione (cf. Litt. Decr.&nbsp;<em>Haud tenuit<\/em>&nbsp;[11 dic. 1904]: ASS 39 \u2013 1906, p. 516). Un testimone lo descrive cos\u00ec: \u00abun giorno presso la Porteria\u2026 si present\u00f2 uno\u2026 mostrandogli una gamba corrosa da una piaga fetida, e gangrenosa. Non resse il Servo di Dio a quella vista. La si pose a succhiare ben bene colla propria bocca ed asciugarla colle proprie mani; ed Iddio colm\u00f2 quell&#8217;atto di singolare, carit\u00e0 coll&#8217;istantanea guarigione di quell&#8217;infelice che non cess\u00f2 di gridare, essergli avvenuto trattare con un Santo che gli avea operato un grandissimo miracolo\u00bb (<em>Positio<\/em>&nbsp;cit., I, p. 41). Davanti a un gesto simile, la reazione umana \u00e8 di sconcerto\u2026 Forse, per attutire il disgusto o raggiungere la verit\u00e0 storica del fatto, diremmo che le cose non si sono svolte proprio cos\u00ec\u2026 Questa, ad ogni modo, era la &#8220;follia&#8221; di san Gerardo: una follia che nasceva dalla pienezza del suo amore per Dio e si traduceva in carit\u00e0 concreta verso il prossimo. \u00c8 stato definito&nbsp;<em>il pazzerello di Dio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito, un testimone racconta che \u00abvi furono delle volte in cui davanti al Tabernacolo, dopo estasi prolungata, fu veduto ridere; e precettato poi dal Superiore a dirne il perch\u00e9, egli ingenuamente diceva avere udito dal Tabernacolo stesso una voce che gli diceva \u2013 Pazzo \u2026 Pazzo! Verr\u00e0 un giorno che ti consolerai di codesta tua pazzia! Alla quale voce egli medesimo diceva soler rispondere \u2013 Signore non sono io che apprendo da voi la pazzia? Perch\u00e9 essendo voi un Dio infinito vi siete chiuso in una stretta Custodia per amor mio&#8221;\u00bb (<em>Positio<\/em>&nbsp;cit., I, p. 26).<\/p>\n\n\n\n<p>Che dire? In uno studio sulla santit\u00e0 di san Gerardo ho letto che \u00abnella imitazione del Cristo, in un una sola cosa egli non poteva imitarlo, come invece avevano fatto il suo san Francesco e il suo san Luigi: nel farsi povero da ricco che era. Lui, Gerardo, povero lo era sempre stato: dal primo vagito all&#8217;ultimo respiro. E allora ne imit\u00f2 la follia, quella della Croce. Che non \u00e8 insania, fa forse &#8220;l&#8217;ultimo porto dell&#8217;amore&#8221;\u00bb (A. De Spirito,&nbsp;<em>Gerardo Maiella e la religiosit\u00e0 popolare del suo tempo<\/em>, in \u00abSpicilegium Historicum\u00bb cit., p. 88). Tutto questo san Gerardo lo impar\u00f2 dall&#8217;Eucaristia sicch\u00e9 la &#8220;pazzia&#8221; dell&#8217;amore la traduceva in servizio, disponibilit\u00e0 e dono totale ai fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unit\u00e0 tra l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore del prossimo, carissimi, \u00e8 il cuore della vita cristiana. Oggi portiamo con noi questo ricordo di san Gerardo. Allora, mentre celebriamo l&#8217;Eucaristia, nell&#8217;intimo del cuore diciamo a Ges\u00f9: \u00abSignore, che in questo Sacramento ti fai dono totale per noi, fa&#8217; che, come san Gerardo, anche noi impariamo da te a servire i fratelli senza misura, con cuore libero e colmo di carit\u00e0. Amen\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Santuario di Materdomini (Av), 6 aprile 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Marcello Card. SEMERARO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 aprilre, il Cardinale Marcello Semeraro ha presieduto la celebrazione eucaristica solenne a Materdomini in occasione del\u00a0terzo centenario della nascita di San Gerardo Maiella, il santo noto come il &#8220;Pazzerello di Dio&#8221; che ha fatto della\u00a0conformit\u00e0 gioiosa alla volont\u00e0 divina\u00a0e dell\u2019amore concreto per i poveri\u00a0il cuore della sua spiritualit\u00e0. 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