{"id":33199,"date":"2026-04-14T08:46:31","date_gmt":"2026-04-14T06:46:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=33199"},"modified":"2026-04-14T08:47:35","modified_gmt":"2026-04-14T06:47:35","slug":"la-solidarieta-un-valore-umano-e-vocazione-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2026\/04\/la-solidarieta-un-valore-umano-e-vocazione-cristiana\/","title":{"rendered":"La solidariet\u00e0: un valore umano e vocazione cristiana"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L&#8217;articolo della prof.ssa F. Sacco e del prof. M.P. Dalbem CSsR sul Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fin da tempi antichi molti studiosi e pensatori nel mettere in evidenza la natura sociale dell\u2019uomo, hanno richiamato alla responsabilit\u00e0 vicendevole. Forse il nome pi\u00f9 noto che viene in mente \u00e8 quello di Aristotele. Come uomini che abitano questo mondo siamo chiamati a chiederci come ci poniamo nei confronti del prossimo: come compagni di viaggio o viandanti indifferenti? \u00c8 interessante che questa logica sia sottesa anche ad alcuni sistemi legislativi, come ad esempio la&nbsp;<em>Costituzione Italiana<\/em>. L\u2019art. 2 enuncia i diritti inviolabili dell\u2019uomo e subito aggiunge che la Repubblica: \u00abrichiede l\u2019adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale\u00bb. La norma sancisce un nesso tra doveri e solidariet\u00e0<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_edn1\">[1]<\/a>. Questo principio solidarista trasforma la persona da individuo a cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il cristiano la responsabilit\u00e0 nei confronti del prossimo \u00e8 espressione e concretizzazione della fede personale. Lo stesso Ges\u00f9 ha chiaramente detto che \u00e8 il distintivo di chi crede in Lui: \u00abDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri\u00bb (<em>Gv<\/em>&nbsp;13,35). In un altro luogo, si \u00e8 spinto addirittura oltre. Nel vangelo di Matteo 25, da un lato Ges\u00f9 dichiara che alla sera della vita saremo giudicati sui gesti concreti di aiuto a chi \u00e8 nel bisogno; dall\u2019altro, fa un\u2019affermazione che sconvolge: identifica s\u00e9 stesso con il povero a cui prestiamo soccorso<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_edn2\">[2]<\/a>. Questo permette di dire che per il cristiano, essere solidali rientra nel DNA vocazionale,\u00e8 l\u2019essenza stessa dell\u2019identit\u00e0 cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei primi scritti della Chiesa nascente che ci \u00e8 pervenuto \u00e8 la&nbsp;<em>Lettera a Diogneto<\/em>. Esso al capitolo X offre una visione profonda della carit\u00e0 cristiana: \u00abChi prende su di s\u00e9 il peso del prossimo e in ci\u00f2 che \u00e8 superiore cerca di beneficare l\u2019inferiore; chi, dando ai bisognosi ci\u00f2 che ha ricevuto da Dio, \u00e8 come un Dio per i beneficati, egli \u00e8 imitatore di Dio\u00bb<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_edn3\">[3]<\/a>. Il testo dice chiaramente che la solidariet\u00e0 \u00e8 imitazione di Dio, partecipazione della sua natura, perch\u00e9 Dio \u00e8 amore (<em>1Gv<\/em>&nbsp;4,8.16).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tema ricorre anche nei Padri della Chiesa, ad esempio, San Giovanni Crisostomo. Egli nelle sue omelie arriva ad affermare che i beni che possediamo non appartengono a noi, ma ai nostri compagni di servit\u00f9. Si spinge fino ad affermare che \u00e8 un furto anche non dare parte dei propri beni. Dice questo per far capire ai ricchi che i beni che possiedono appartengono anche ai poveri<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_edn4\">[4]<\/a>. Non condividere ci\u00f2 che abbiamo in eccesso non \u00e8 semplicemente mancanza di generosit\u00e0, per il Crisostomo \u00e8 un furto al povero perch\u00e9 i beni sono affidati al ricco come a un custode che deve distribuirli secondo la volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel recente Magistero papale, da Giovanni Paolo II a Leone XIV, troviamo diversi elementi molto importanti per la riflessione su questo tema, che ci consentono di stabilire una linea di continuit\u00e0 tra i diversi documenti. Un testo che pu\u00f2 essere considerato fondamentale per la riflessione sulla solidariet\u00e0 \u00e8 quello della&nbsp;<em>Sollicitudo Rei Socialis<\/em>: \u00ab[La solidariet\u00e0] non \u00e8 un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, \u00e8 la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perch\u00e9 tutti siamo veramente responsabili di tutti\u00bb (<em>SRS<\/em>, 38); \u00abl\u2019esercizio della solidariet\u00e0 all\u2019interno di ogni societ\u00e0 \u00e8 valido, quando i suoi componenti si riconoscono tra di loro come persone\u00bb (<em>SRS<\/em>, 39).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella lettera enciclica&nbsp;<em>Caritas in Veritate<\/em>, papa Benedetto XVI, parlando del necessario rapporto tra giustizia e carit\u00e0, afferma che \u00abla carit\u00e0 eccede la giustizia [\u2026] ma non \u00e8 mai senza la giustizia\u00bb (<em>CiV<\/em>, 6). Si pu\u00f2 cos\u00ec dedurre che la solidariet\u00e0, come esercizio della carit\u00e0, trova il suo primo e necessario movimento nel dare a ciascuno ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. La gratuit\u00e0 della carit\u00e0 pu\u00f2 trovare la sua vera realizzazione solo quando i diritti legittimi degli individui e dei popoli sono riconosciuti e rispettati. Da questo ragionamento di papa Ratzinger si pu\u00f2 concludere che la vera solidariet\u00e0 cristiana \u00e8, allo stesso tempo, carit\u00e0 e giustizia, che si realizza per la vita dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Papa Francesco, in un bellissimo passaggio della lettera enciclica&nbsp;<em>Fratelli tutti<\/em>, ricordando una parte del suo discorso all\u2019Incontro Mondiale dei Movimenti Sociali nel 2014, afferma che la solidariet\u00e0 non pu\u00f2 essere ridotta a semplici atti sporadici di generosit\u00e0. Secondo lui, la solidariet\u00e0: \u00ab\u00c8 pensare e agire in termini di comunit\u00e0, di priorit\u00e0 della vita di tutti sull\u2019appropriazione dei beni da parte di alcuni. \u00c8 anche lottare contro le cause strutturali della povert\u00e0, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della terra e della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi. \u00c8 far fronte agli effetti distruttori dell\u2019Impero del denaro [\u2026]. La solidariet\u00e0, intesa nel suo senso pi\u00f9 profondo, \u00e8 un modo di fare la storia\u00bb (<em>FT<\/em>, 116).<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 affermato in precedenza, la solidariet\u00e0 tocca profondamente il DNA vocazionale cristiano, conformando il modo in cui il credente \u00e8 chiamato a interpretare e rispondere ai segni dei tempi. Giustizia e carit\u00e0 camminano insieme nella costruzione della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, Papa Leone XIV, nella sua esortazione apostolica&nbsp;<em>Dilexi te<\/em>, afferma che i poveri non devono essere considerati solo \u00abcome un problema sociale: essi sono una \u201cquestione familiare\u201d\u00bb (<em>DT<\/em>, 104). Questa affermazione illumina la riflessione sulla solidariet\u00e0 che diventa cos\u00ec movimento essenziale di quella fraternit\u00e0 universale voluta dal Creatore, che ci ha generati figli nel suo Figlio amato, per grazia dello Spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>La solidariet\u00e0, pertanto, pu\u00f2 essere considerata contemporaneamente una virt\u00f9 morale e un principio sociale (Cf.&nbsp;<em>CDSC<\/em>, 193). Come virt\u00f9 morale, da attuare ed esercitare costantemente, si inserisce nella dimensione della carit\u00e0 e della giustizia, realizzandosi come servizio e non come sfruttamento dell\u2019altro, orientando l\u2019uomo verso la vera fraternit\u00e0 che \u00e8 il bene comune. Come principio sociale \u00e8 intesa come elemento ordinatore delle istituzioni, in modo che le strutture di peccato siano sradicate, superate e trasformate per il bene di ciascuno e di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_ednref1\">[1]<\/a>&nbsp;Ad esempio, il dovere di solidariet\u00e0 economica si riferisce, tra l\u2019altro, al dovere di pagare le tasse. Adempiendolo, i cittadini permettono allo Stato di reperire fondi per costruire scuole o ospedali, dove tutti potranno accedere.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_ednref2\">[2]<\/a>&nbsp;\u00abOgni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<em>Mt<\/em>&nbsp;25,40). Cf. Cesario di Arles, \u00abLa misericordia divina ed umana\u00bb, in&nbsp;<em>Discorsi<\/em>, 25, 1; CCL 103, 111-112.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_ednref3\">[3]<\/a>&nbsp;Fabio Ruggiero (a cura di),&nbsp;<em>A Diogneto<\/em>, X, 6, Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma 2020, 10.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/#_ednref4\">[4]<\/a>&nbsp;\u00abNon partecipare ai poveri dei propri beni \u00e8 furto. [&#8230;] Le ricchezze non appartengono a noi, ma ai nostri compagni di servit\u00f9\u00bb (Giovanni Crisostomo,&nbsp;<em>Seconda Omelia su Lazzaro e il ricco epulone<\/em>, PG 48, col. 992).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo della prof.ssa F. Sacco e del prof. M.P. Dalbem CSsR sul Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana Fin da tempi antichi molti studiosi e pensatori nel mettere in evidenza la natura sociale dell\u2019uomo, hanno richiamato alla responsabilit\u00e0 vicendevole. Forse il nome pi\u00f9 noto che viene in mente \u00e8 quello di Aristotele. 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