{"id":35191,"date":"2026-09-11T23:04:33","date_gmt":"2026-09-11T21:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=35191"},"modified":"2026-09-11T23:04:36","modified_gmt":"2026-09-11T21:04:36","slug":"italia-festa-della-beata-maria-celeste-crostarosa-celebrata-a-foggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2026\/09\/italia-festa-della-beata-maria-celeste-crostarosa-celebrata-a-foggia\/","title":{"rendered":"Italia: Festa della Beata Maria Celeste Crostarosa celebrata a Foggia"},"content":{"rendered":"\n<p>La festa liturgica della Beata Maria Celeste Crostarosa \u00e8 stata celebrata a Foggia venerd\u00ec 11 settembre 2026, con un pomeriggio speciale dedicato alla preghiera e alla Santa Messa di ringraziamento. Il programma \u00e8 iniziato alle 17:00 con il Santo Rosario, accompagnato da meditazioni tratte dagli scritti della Beata Maria Celeste. Alle 18:00 \u00e8 stata celebrata la Santa Messa da padre Rog\u00e9rio Gomes, C.Ss.R., Superiore Generale dei Redentoristi, concelebrata dai confratelli redentoristi e da sacerdoti ospiti, con la partecipazione delle Redentoristine della Comunit\u00e0 e dei fedeli.<br>Nella sua omelia, padre Rog\u00e9rio ha riflettuto sulla profonda esperienza contemplativa di Maria Celeste e sulla sua capacit\u00e0 di rimanere fedele a Cristo tra prove, incomprensioni e sofferenze. La vera contemplazione, ha sottolineato, non ci allontana dalla realt\u00e0, ma ci permette di vedere il mondo con gli occhi e il cuore di Dio, rendendoci pi\u00f9 sensibili ai bisogni e alle sofferenze degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettendo sul Vangelo di Giovanni, padre Rog\u00e9rio ha sottolineato una delle grandi sfide della vita consacrata, attingendo alle parole: \u00abQuesto \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la propria vita per i propri amici\u00bb (Gv 15,12\u201313) \u2014 rimanere nell\u2019amore di Cristo. \u00c8 in questo amore, che ha la sua fonte nell\u2019amore del Padre, che ogni vocazione trova la sua origine e la sua forza. Coloro che rimangono nell\u2019amore di Cristo sono chiamati a diventare segni dell\u2019amore di Dio nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Celeste visse questa vocazione tra molte difficolt\u00e0. La sua vita fu segnata da incomprensioni, opposizioni, separazioni e prove. Eppure rimase fedele alla missione spirituale che credeva Dio le avesse affidato. Il suo cammino la condusse infine a Foggia nel 1738, dove fond\u00f2 un monastero e pot\u00e9 dare piena espressione alla Regola e alla visione spirituale che avevano plasmato la sua vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la beata Maria Celeste, l\u2019amore ricevuto da Cristo divenne dono di s\u00e9 agli altri. La sua vocazione contemplativa si trasform\u00f2 in una vita di comunione, cura, perdono e servizio. La sua vita fu segnata da lotte e fragilit\u00e0 umana, ma anche da una profonda sete di Dio. La sua intera vocazione \u00e8 diventata una \u00abViva Memoria\u00bb \u2014 una memoria vivente del Redentore.<\/p>\n\n\n\n<p>La celebrazione di quest\u2019anno si svolge anche in un periodo significativo per la famiglia redentorista. Il 18 giugno 2016, durante una cerimonia a Foggia, il cardinale Angelo Amato, in qualit\u00e0 di delegato di Papa Francesco, ha dichiarato beata della Chiesa cattolica suor Maria Celeste Crostarosa, fondatrice delle suore redentoristine. La sua memoria liturgica si celebra l\u201911 settembre.<\/p>\n\n\n\n<p>La celebrazione della Beata Maria Celeste Crostarosa \u00e8 quindi pi\u00f9 che il ricordo di una figura importante del passato. La sua testimonianza continua a parlare alla Chiesa di oggi. La sua vita ci insegna che la contemplazione deve portare alla compassione; che l\u2019unione con Cristo deve trasformare le nostre relazioni; e che l\u2019amore deve concretizzarsi nel perdono, nel servizio, nella pazienza e nella cura degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia redentorista e i fedeli riuniti a Foggia hanno ricordato non solo una donna la cui profonda amicizia con Cristo \u00e8 diventata un dono per la Chiesa, ma anche una donna la cui vita continua a invitare la Chiesa a rimanere nell\u2019amore di Cristo e a diventare memoria vivente del Redentore nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>ST\/ Scala News<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Di seguito presentiamo l&#8217;omelia di p. Rog\u00e9rio Gomes CSsR, il testo integrale: <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Omelia in occasione della memoria liturgica della Beata Madre Maria Celeste Crostarosa, monaca e fondatrice dell\u2019Ordine del Santissimo Redentore&nbsp;<\/strong>(11 settembre)<\/p>\n\n\n\n<p>Care Sorelle, cari Confratelli e Fedeli,<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>siamo riuniti in questo giorno per celebrare la memoria liturgica della Beata Maria Celeste Crostarosa. Come ben sappiamo, Maria Celeste non ebbe una vita facile. Come ci ricorda il testo della sua biografia, pubblicato dal Dicastero delle Cause dei Santi, \u00abElla visse queste \u201ctribolazioni\u201d con pazienza e grande maturit\u00e0 spirituale, sapendo di dover condividere il cammino pasquale del Signore Ges\u00f9. Nel 1738 accett\u00f2 la richiesta di stabilirsi a Foggia, potendo cos\u00ec dar vita a una comunit\u00e0 secondo il suo progetto di consacrazione religiosa. Fond\u00f2 cos\u00ec, l\u2019anno seguente, il Conservatorio del SS. Salvatore, finalizzato alla formazione delle ragazze del ceto medio. A Foggia, la Serva di Dio, mise in opera il progetto che le era stato ispirato, guidando le consorelle e numerose ragazze a testimoniare quotidianamente la memoria di Cristo Redentore\u00bb.<a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/li><li>A dieci anni dalla sua beatificazione, celebrata da Papa Francesco il 18 giugno 2016, siamo qui, proprio in questo luogo dove Dio l\u2019ha chiamata, ha stabilito con lei un\u2019alleanza d\u2019amore e l\u2019ha condotta a vivere una profonda amicizia con Cristo. Maria Celeste ha accolto questo amore, lo ha custodito e lo ha vissuto nella profondit\u00e0 della sua esperienza contemplativa. Ma non lo ha tenuto per s\u00e9. Ha saputo comunicarlo concretamente nella vita quotidiana, nelle relazioni con le consorelle, vissute tra difficolt\u00e0 e grazia, e con quanti il Signore poneva sul suo cammino, fino a fare della propria vita una memoria viva del Redentore.<\/li><li>La lettura del profeta Osea (Os 2,16b.17b.21-22) ci presenta un\u2019esperienza molto bella: \u00abparlare al cuore\u00bb. La contemplazione \u00e8 possibile solo quando permettiamo a Dio di toccare il nostro cuore. Nel mondo semitico, il cuore \u00e8 considerato il centro della coscienza umana, il luogo pi\u00f9 profondo della persona, dove siamo veramente ci\u00f2 che siamo. \u00c8 l\u00ec, nell\u2019intimo del nostro essere, che Dio parla, seduce e affascina.<\/li><li>Quando ci lasciamo affascinare da Dio, cominciamo a contemplare il mondo con lo sguardo e il cuore di Dio. E, proprio per questo, soffriamo anche noi quando vediamo il mondo ferito da tante contraddizioni, ingiustizie e sofferenze. La contemplazione non ci allontana dalla realt\u00e0, al contrario, ci rende ancora pi\u00f9 sensibili ad essa. Essa acquista una dimensione di&nbsp;<em>pathos<\/em>, cio\u00e8 esprime la capacit\u00e0 di lasciarci toccare, di provare compassione, di entrare in relazione e di fare nostro il dolore dell\u2019altro. Per questo, chi contempla il mondo con lo sguardo e il cuore di Dio diventa sensibile anche alle sue sofferenze e alle sue contraddizioni. Il teologo J\u00fcrgen Moltmann applica questo concetto a Dio quando parla del&nbsp;<em>pathos divino<\/em>: Dio non rimane indifferente alla storia umana, ma, proprio perch\u00e9 ama, si lascia toccare dalla sofferenza del mondo.<\/li><li>Il Vangelo (cf. Gv 15,9-17) che abbiamo ascoltato ci propone qualcosa di radicale: \u00abQuesto \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u00bb (Gv 15,12-13). Forse questa proposta evangelica pu\u00f2 apparirci troppo esigente, difficile da vivere nella nostra condizione umana. Penso che la grande sfida per noi, nella vita consacrata, sia rimanere nell\u2019amore di Cristo, che ha la sua fonte nell\u2019amore del Padre. \u00c8 proprio nel rimanere in questo amore che troviamo la fonte della nostra vocazione e che, a partire da essa, diventiamo segno dell\u2019amore di Dio per il mondo.<\/li><li>Tuttavia, quando contempliamo la testimonianza dei nostri santi e della Beata Maria Celeste, constatiamo che essi, senza negare la propria umanit\u00e0, le proprie passioni, fragilit\u00e0 e contraddizioni, sono stati capaci di rimanere uniti alla vite, che \u00e8 Cristo, il Redentore. \u00abSe io cado nelle mie debolezze e miserie, mi aggiutate con una viva confidenza in voi e cos\u00ec mi porgete la mano amorosa e mi guardate con occhi di benignit\u00e0 divina, e torno al mio bene\u00bb.<a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;\u00c8 da questa comunione con Lui che hanno ricevuto la grazia di perseverare nel cammino e di diventare testimoni del fatto che la santit\u00e0 \u00e8 una vocazione per tutti. Essi sono giunti alla santit\u00e0 non perch\u00e9 fossero angeli o persone estranee al mondo, ma perch\u00e9 erano profondamente umani, con le loro lotte e i loro limiti e, soprattutto, perch\u00e9 portavano nel cuore una profonda sete di Dio (cf. Sl 41-42\/42-43).&nbsp;<\/li><li>L\u2019Apostolo Paolo (cf. Col 3,12-17) ci offre indicazioni concrete su come l\u2019amore di Cristo possa diventare vita in noi e nelle nostre relazioni. Questo amore si manifesta nella capacit\u00e0 di rivestirci di sentimenti di misericordia, bont\u00e0, umilt\u00e0, mitezza e magnanimit\u00e0, di sopportarci a vicenda e di perdonarci gli uni gli altri, come il Signore ci ha perdonato.<\/li><li>Al centro di tutto vi \u00e8 la carit\u00e0, che unisce e conduce alla perfetta unit\u00e0. \u00c8 essa che permette alla pace di Cristo di abitare nei nostri cuori e alla sua Parola di trasformare le nostre relazioni, le nostre scelte e il nostro modo di vivere. Cos\u00ec, l\u2019amore cessa di essere soltanto un ideale e diventa una forma concreta di esistenza, vissuta nella quotidianit\u00e0, nelle parole e nelle opere, facendo tutto nel nome del Signore Ges\u00f9 e rendendo grazie a Dio Padre.<\/li><li>Considerando quanto abbiamo ascoltato dalla Parola di Dio nel giorno di oggi, possiamo dire che la Beata Maria Celeste ha accolto la sua consacrazione come un cammino di profonda comunione con Cristo, segnato dalla contemplazione, dalla croce e dall\u2019amore concreto verso gli altri. Ha fatto una profonda esperienza di Dio, lasciandosi raggiungere e trasformare dal suo amore, e ha imparato a rimanere fedele a questo amore anche in mezzo alle tribolazioni, alle incomprensioni e alle prove. La sua spiritualit\u00e0 contemplativa non l\u2019ha allontanata dalla realt\u00e0, ma l\u2019ha resa ancora pi\u00f9 sensibile alle necessit\u00e0 e alle sofferenze di coloro che Dio poneva sul suo cammino. Cos\u00ec, l\u2019amore ricevuto da Cristo \u00e8 diventato per lei dono concreto di s\u00e9, espresso nella cura, nel perdono, nella comunione e nel servizio. Tutta la sua esistenza \u00e8 diventata progressivamente una vera memoria viva del Redentore, non come quella di una persona al di sopra della condizione umana, ma come quella di una donna profondamente umana, con le sue lotte, passioni, fragilit\u00e0 e limiti, aperta all\u2019azione della grazia.<\/li><li>Carissime Sorelle, vorrei concludere questa omelia con una breve preghiera di Suor Maria Celeste alla Beata Vergine: \u201cMadre cara e mia signora Maria, giglio purissimo della Trinit\u00e0, rosa perfulgida di celeste amenit\u00e0, dal quale nacque da cui latte pascer volle il re de\u2019 cieli, pasci, ti prego, l\u2019anima mia del divin\u2019amor\u00b3.&nbsp;Siatemi guida e maestra e con la vostra clemenza proteggetemi e difendetemi dall\u2019insidie del demonio. Risvegliate ed il mio cuore nell\u2019amore e divin\u2019amore. Degnatevi rimirarmi come vostra vera figliuola, del vostro manto mi refuggio oggi e sempre. Nell\u2019ora della mia morte voi siete la mia speranza dopo Gies\u00f9. Vi prego in questo giorno e sempre custodire l\u2019anima mia da ogni macchia di peccato. Beneditemi, madre e signora mia, e vi dono il mio cuore, acci\u00f2 lo riponete e conservate dentro il purissimo cuore del mio sposo Gies\u00f9 Christo, vostro diletto figlio. Amen\u201d.<a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>P. Rog\u00e9rio Gomes, C.Ss.R<br>&nbsp;Superiore Generale<\/p>\n\n\n\n<p>Foggia, 11 settembre 2026.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;Cf.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/maria-celeste-crostarosa.html\">https:\/\/www.causesanti.va\/it\/santi-e-beati\/maria-celeste-crostarosa.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;CROSTAROSA, Maria Celeste.&nbsp;<em>Trattenimenti dell\u2019anima col suo Sposo Gies\u00f9<\/em>.&nbsp;Materdomini (AV): Editrice San Gerardo, 2022, p. 147.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/EE758F19-E1B7-4767-9FFE-9395A9EED2B3#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>&nbsp;CROSTAROSA, Maria Celeste.&nbsp;<em>Giardinetto interno del divin\u2019amore<\/em>.&nbsp;Materdomini (AV): Casa Editrice San Gerardo, 2020. v. 1, p. 40.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La festa liturgica della Beata Maria Celeste Crostarosa \u00e8 stata celebrata a Foggia venerd\u00ec 11 settembre 2026, con un pomeriggio speciale dedicato alla preghiera e alla Santa Messa di ringraziamento. 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