{"id":6968,"date":"2018-08-29T08:50:42","date_gmt":"2018-08-29T08:50:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=6968"},"modified":"2018-08-29T08:50:42","modified_gmt":"2018-08-29T08:50:42","slug":"minacce-a-un-prete-redentorista-filippino-dopo-le-critiche-a-duterte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2018\/08\/minacce-a-un-prete-redentorista-filippino-dopo-le-critiche-a-duterte\/","title":{"rendered":"Minacce a un prete Redentorista filippino dopo le critiche a Duterte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(Manila, Filippine) &#8211; Temendo per la sua vita, un prete cattolico e attivista filippino, impiegato nella Conferenza episcopale, \u00e8 stato costretto a nascondersi, in seguito a minacce ricevute per aver criticato il presidente Rodrigo Duterte. Il sacerdote Redentorista p. Amado L. Picardal, 63 anni, attivista per i diritti umani e critico del presidente, specialmente per la sua crociata &#8220;contro la droga&#8221;, ha aiutato a documentare le uccisioni extragiudiziali gi\u00e0 quando Rodrigo Duterte era sindaco della citt\u00e0 di Davao.<br \/>\nP. Picardal, professore di teologia e officiale della Conferenza episcopale delle Filippine (CBCP), \u00e8 stato uno dei primi critici della micidiale repressione lanciata dal presidente Duterte. Il 27 agosto, il sacerdote ha riferito a Fides di essere costretto a ritirarsi \u201cin un luogo pi\u00f9 sicuro, fuori dalla pubblica vista\u201d dopo che alcuni uomini in motocicletta, presenza sospetta, hanno iniziato a sorvegliare il monastero nella citt\u00e0 di Cebu, ove il religioso viveva. La sua sicurezza era in gioco: &#8220;Non potevo uscire per andare in bicicletta, correre, camminare a causa di problemi di sicurezza&#8221; ha detto p. Picardal. &#8220;Ho lasciato il mio eremo sulla montagna e mi sono trasferito in un luogo pi\u00f9 sicuro per continuare la mia vita da eremita lontano dagli squadroni della morte&#8221;, ovvero quelle bande di &#8220;vigilantes&#8221; additate come responsabili di numerosi omicidi extragiudiziali.<br \/>\nIl Redentorista ha aggiunto che continuer\u00e0 a criticare le &#8220;uccisioni di stato&#8221; nonostante i suoi problemi di sicurezza, e ha confermato di essere disposto a testimoniare davanti alla Corte penale internazionale, dove \u00e8 in corso un procedimento che vede imputato proprio il presidente Duterte, in relazione alle uccisioni della campagna anti-droga che, secondo dati ufficiali, ha fatto oltre 4.500 morti per opera della polizia, e oltre 16mila vittime, inclusi bambini e civili innocenti, per mano di bande di killer non identificati. Le organizzazioni per i diritti umani hanno riportato numerosi episodi in cui i poliziotti hanno ucciso sospetti disarmati, e altre prove per confermare che le bande dei \u201cvigilantes\u201d sono al soldo dei militari per fare \u201cil lavoro sporco\u201d.<br \/>\nIl portavoce del Presidente, Harry Roque, ha detto che p. Picardal dovrebbe presentare denuncia ufficiale, riferendosi ad una petizione dell&#8217;Alta Corte che mira a proteggere i diritti umani di chiunque si senta minacciato dalle forze statali. Nei mesi scorsi il sacerdote ha attirato l&#8217;attenzione del pubblico e dei mass media grazie a un lungo percorso in bicicletta, da lui compiuto, per protestare contro le uccisioni extragiudiziali.<br \/>\nA Davao, Picardal ha dichiarato di aver stilato un rapporto sulle uccisioni di droga dal 1998 al 2015, anni in cui Duterte era sindaco della vasta citt\u00e0 portuale e ha aiutato la Commissione sui diritti umani indagare sulle morti. Picardal ha detto che le indagini non sono riuscite a bloccare Duterte, perch\u00e9 i testimoni &#8220;erano stati minacciati&#8221;. Il Redentorista ha contribuito a fornire rifugio agli ex membri dei cosiddetti &#8220;squadroni della morte&#8221; di Davao, pentiti, che potrebbero testimoniare dinanzi alla Corte penale Internazionale. &#8220;Questo \u00e8 probabilmente uno dei motivi per cui oggi sono stato preso di mira da questi vigilantes&#8221;, ha spiegato Picardal a Fides.<br \/>\nPrima che Duterte fosse eletto Presidente della Repubblica, Picardal aveva definito l&#8217;ipotesi della sua elezione &#8220;terrificante&#8221;, avvertendo i gruppi per i diritti umani di tenere sotto stretta sorveglianza e documentare qualsiasi violazione, convinto che Duterte volesse replicare il suo stile &#8220;anti-crimine&#8221; nel resto del paese.<br \/>\n&#8220;Sono consapevole del pericolo che corro, da quando ho iniziato la sua difesa dei diritti umani. Sono pronto ad accettare il martirio, in difesa della vita e del Vangelo. Ma non lo cerco n\u00e9 sar\u00f2 per loro un bersaglio facile&#8221;, ha detto. Ora il religioso \u00e8 nel nascondimento e ha ricevuto piena solidariet\u00e0 dalla Chiesa filippina, anche\u2019essa in prima linea nel criticare l\u2019approccio violento e repressivo del presidente Duterte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Agenzia Fides)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Manila, Filippine) &#8211; Temendo per la sua vita, un prete cattolico e attivista filippino, impiegato nella Conferenza episcopale, \u00e8 stato costretto a nascondersi, in seguito a minacce ricevute per aver criticato il presidente Rodrigo Duterte. Il sacerdote Redentorista p. Amado L. 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