“Dove è il mio cuore? E questa domanda ci accompagni”

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“Siamo Giuda, Pilato o i farisei? Dobbiamo scegliere tra i protagonisti della Passione”. Francesco stigmatizza “il sospetto, il pregiudizio, il calcolo”, mette in guardia dalle “persone importanti” e indica il modello dei “semplici e umili”.  Come in ogni tempo, “gli uomini di oggi sono chiamati a prendere posizione su Gesù”. Dunque “ci farà bene farci una domanda: chi sono io davanti al mio Signore, chi sono io davanti a Gesù che entra di festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia e di gridarla o prendo le distanze? Chi sono io davanti a Gesù che soffre? Abbiamo sentito tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, i farisei maestri della legge che avevano deciso di ucciderlo, aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro?. E abbiamo sentito un altro nome: Giuda, che lo ha tradito per 30 monete. Sono io come Giuda?”.

Infatti “questa settimana tutto il popolo accoglie Gesù, i bambini lodano, cantano, ma questa settimana va avanti nel mistero della morte di Gesù e la sua Risurrezione, abbiamo sentito la passione del Signore, soltanto ci farà bene farci una domanda, chi sono io? Chi sono io davanti al mio Signore? Chi sono io davanti a Gesù che entra di festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io davanti a Gesù che soffre?”.

Ha proseguito Francesco: “Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi, il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, maestri della legge che avevano deciso di ucciderlo, aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro? Anche abbiamo sentito un altro nome, Giuda, trenta monete, sono io come Giuda? Abbiamo sentito altri nomi, discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. Mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva soluzionare tutto con la spada. Sono io come loro? Sono io come Giuda che fa finta di amare e bacia il maestro per consegnarlo? Per tradirlo? Sono io traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni? Sono io come loro? E quando faccio queste cose, se io le faccio, credo che con questo salvo il popolo? Sono io come Pilato che quando vedo che la situazione è difficile me ne lavo le mani? E non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare o condanno io le persone?”.

Oppure  “sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio, o in un circo, e sceglie Barabba, per loro era lo stesso, era più divertente per umiliare Gesù. Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, sputano addosso a lui, insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore? Sono io come il cireneo che tornava dal lavoro affaticato ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce? Sono io come quelli che passavano davanti alla croce e facevano di Gesù motivo di beffa: “ma tanto coraggioso, scenda dalla croce e noi crederemo in lui”. La beffa a Gesù. Sono io come quelle donne coraggiose e come la mamma di Gesù che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore per dargli sepoltura? Sono io come queste due Marie che rimangono alla porta del sepolcro piangendo, pregando? Sono io come questi dirigenti che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire ‘ma guardi che questo diceva che risusciterebbe, ma che non venga un altro inganno’ e bloccano la vita, bloccano il sepolcro, per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori? Dove è il mio cuore, a quale di queste persone mi assomiglio?  E questa domanda ci accompagni per tutta la settimana”.

Impugnando un pastorale di legno d’olivo sormontato da una semplice croce donatogli dai detenuti del Carcere di Sanremo, Francesco ha presieduto in piazza San Pietro la Solenne Celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. All’inizio del rito, al centro della piazza, presso l’obelisco, il Papa, indossando il mantello liturgico rosso, ha benedetto le palme e gli ulivi per poi seguire, a bordo della jeeep scoperta, la processione verso il sagrato, dove celebra la Messa della Passione del Signore davanti a una grandissima folla di fedeli.

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