Brasile, 100 anni di presenza redentorista: una storia di profezia e fede!

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Il 25 gennaio 2023, la Provincia di Rio (FJ2600) celebra i 100 anni di presenza della Congregazione Redentorista nella città di Campos dos Goytacazes, nella regione settentrionale dello stato di Rio de Janeiro. Una grande festa è stata programmata per commemorare questa data e riflettere sul significato e l’impatto del carisma redentorista in questa regione del Brasile.

Secondo il Provinciale P. Nelson Antonio Linhares, “lo spirito missionario, che è il segno distintivo dell’identità redentorista, è stato la linea guida della nostra presenza centenaria a Campos dos Goytacazes. Gesù Cristo, come Santissimo Redentore, ei poveri abbandonati, come redenti, sono stati i poli che ci hanno fatto costruire la Chiesa del Vaticano II e rendere i laici veramente soggetti ecclesiali in questa regione.”

La fondazione della casa redentorista a Campos dos Goytacazes, a Rio de Janeiro, ebbe inizio il 25 gennaio 1923. I religiosi redentoristi olandesi si stabilirono nei locali della Chiesa di San Francisco de Asis, allora amministrata dalla Confraternita del Terz’Ordine di San Francesco della Penitenza. Lì iniziò l’opera di questi primi missionari, promuovendo le Missioni Sante Popolari e predicando nelle cappelle, nei paesi e nelle chiese di tutto il nord di Rio de Janeiro e nelle città del vicino stato di Espírito Santo.

Rimasero in questa prima casa per circa 27 anni e costruirono anche una grotta alla Madonna di Lourdes, nel cortile della Chiesa. L’abitazione era negli angusti spazi del coro e delle sagrestie della Chiesa di San Francesco.

Tuttavia, le realtà pastorali della quasi-parrocchia hanno presto mostrato la necessità di un convento e di una Chiesa in città, corrispondenti all’apostolato e allo stile di vita tipici dei Redentoristi. Nel 1945, cercando una maggiore autonomia per il lavoro, i Superiori Redentoristi di Roma inviarono un ultimatum in Brasile ai Redentoristi olandesi presenti in città: “costruite la vostra Chiesa o lasciate la città di Campos”.

Intorno al 1946, i missionari redentoristi iniziarono a mobilitare la comunità per rendere possibile la nuova costruzione, con vari atti a favore della nuova Chiesa, che sarebbe stata dedicata a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Si tenevano molte grigliate per procurarsi il denaro necessario.

Nel 1948 iniziarono i lavori e la posa della Prima Pietra. Fu presa la decisione di costruire prima la casa dei Missionari. Anche durante la costruzione, nel seminterrato di questa casa iniziarono a essere celebrate messe. Per questo motivo sia la casa che la Chiesa (costruita successivamente) ricevettero il nome di “convento”, che designa la residenza dei Redentoristi.

Il 12 febbraio 1950, alle 9 del mattino, Don Antônio de Castro Meyer, allora Vescovo di Campos, celebrò la Santa Messa e benedisse il nuovo Convento. Dopo 27 anni di presenza redentorista, la nuova casa era pronta. Cinque anni dopo, il 6 novembre 1955, il tempio fu inaugurato in onore della Madonna del Perpetuo Soccorso. I Padri Redentoristi Olandesi Gabriel e Ambrósio erano incaricati del lavoro.

Tuttavia, solo nel 1996 la chiesa del “Convento” è stata riconosciuta ufficialmente come Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso, ricevendo l’approvazione diocesana.

Una storia di profezia e fede!

Dom Antonio de Castro Meyer, allora vescovo di Campos Dos Goytacazes, non accettò e si oppose al Concilio Vaticano II. Pertanto, per 20 anni la diocesi è rimasta preconciliare nella sua organizzazione liturgica ed ecclesiale. I missionari redentoristi hanno svolto un ruolo fondamentale nel rinnovamento della Chiesa e nella formazione di una nuova coscienza ecclesiologica e liturgica. Fu nel santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso che i laici cominciarono a svolgere il loro ruolo di veri agenti ecclesiali.

I missionari redentoristi hanno creato e sostenuto i ministri pastorali dell’Eucaristia, i chierichetti, i collaboratori nella liturgia, nella pastorale giovanile, nella catechesi, nella musica liturgica. Hanno anche sostenuto movimenti come la Lega Cattolica, la Legione di Maria, l’Apostolato della Preghiera, il Gruppo di Preghiera, il Cursillo de Cristiandad, l’Incontro delle coppie. Un’eredità che ha aperto la strada alla diocesi per raggiungere anche i 100 anni di fedeltà alla tradizione della Chiesa, assumendo i laici come protagonisti dell’azione pastorale. Sono grato a tutti i confratelli che nel corso degli anni hanno segnato la presenza redentorista in queste terre.

Lode al Santissimo Redentore per questa storia di profezia e fede!

(provinciadorio.org.br)

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