il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano

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Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto il 31 dicembre alle 9:34 nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. I funerali si terranno giovedì 5 in Piazza San Pietro nella Città del Vaticano alle 9:30 ora locale.

Quando Papa Francesco, al termine dell’Udienza Generale, ha chiesto ai fedeli di pregare per il Papa emerito Benedetto XVI, il mondo intero ha conosciuto la condizione critica del deteriorarsi della salute del Pontefice.

Benedetto è stato per decenni una forza potente nella Chiesa cattolica. Nato Joseph Ratzinger in Germania nel 1927, era figlio di un poliziotto. Fu ordinato sacerdote nel 1951, creato cardinale nel 1977 e in seguito servì come capo consigliere teologico di Papa Giovanni Paolo II.

Uno dei suoi passi avanti più significativi è avvenuto nel 1981, quando ha assunto la guida della Congregazione per la dottrina della fede, l’ufficio vaticano che sovrintende “alla dottrina sulla fede e sui costumi in tutto il mondo cattolico”, secondo il Vaticano.

È stato eletto papa nell’aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II.

Da papa, Joseph Ratzinger ha mosso i primi passi per affrontare la crisi degli abusi sessuali nella Chiesa. È stato il primo papa a incontrare le vittime di abusi. Ha anche preso provvedimenti disciplinari contro p. Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. Papa Benedetto XVI è conosciuto come il “papa teologo” che ha offerto riflessioni profonde e critiche sulla secolarizzazione. In particolare, si è concentrato molto sul confronto con l’individualismo e il relativismo. Tuttavia, il momento più inatteso e sorprendente del suo pontificato furono le sue dimissioni.

Testamento spirituale del Papa Emerito Benedetto XVI

Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare. Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene.

Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi. La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza. Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta.

Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà. E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede. E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.

A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.

Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità. Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.

Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne. A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.

Benedictus PP XVI

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