Saluti dallo Sri Lanka! Saluti dalla Polonia! Saluti dall’India, dall’Australia, dallo Zimbabwe, dall’Argentina… Pochi minuti prima delle 14:00, ora di Roma, hanno cominciato a collegarsi i confratelli provenienti da diversi fusi orari e continenti. All’incontro online organizzato dal Governo Generale lunedì 23 marzo hanno partecipato oltre 50 confratelli redentoristi che nel 2026 celebrano i loro giubilei di vita religiosa e sacerdotale.
L’incontro è stato moderato da P. Paul Vinh, Consultore generale, che quest’anno festeggia il 25° anniversario dell’ordinazione sacerdotale. Dopo una preghiera comune, ha invitato i partecipanti a presentarsi brevemente e a dire dove lavorano e quale anniversario festeggiano.
“Ci rivolgiamo a voi che celebrate 25, 50, 60, 70, 75 e 80 anni di professione religiosa e di ordinazione sacerdotale” – p. Rogério Gomes ha salutato i giubilari a nome del Consiglio Generale. “Come consacrati redentoristi e grazie alla vostra disponibilità missionaria, siete collaboratori della missione divina, che si rivela e si rende concretamente conoscibile nell’esperienza quotidiana della vita umana, specialmente nella storia, nelle relazioni e nelle situazioni vissute.”
Nel suo messaggio il Padre Generale ha sottolineato che la fedeltà alla vocazione si esprime nella vita quotidiana. Ha ringraziato i giubilari malati, “che dal loro letto offrono una testimonianza di profonda donazione al Signore e continuano, con la loro preghiera silenziosa, a sostenere la missione della Congregazione e il lavoro apostolico dei confratelli”.
Il Padre Generale ha anche ricordato ai giubilari che nei tempi di incertezza la loro testimonianza proclama con forza che vale la pena seguire Cristo Redentore e spendere la vita per il Vangelo. “La vostra fedeltà perseverante e la vostra vita totalmente donata possono diventare un vero appello vocazionale, capace di risvegliare i cuori e suscitare risposte generose. La vostra esperienza di cammino illumina i giovani nel loro processo di discernimento” – ha detto.
Dopo l’intervento del Generale, ciascuno dei membri del Consiglio Generale ha rivolto un breve saluto ai giubilari, ringraziandoli per la testimonianza della loro vita e del loro servizio nella Congregazione, congratulandosi con loro e augurando loro perseveranza e la benedizione di Dio. Ai partecipanti all’incontro è stato chiesto di condividere le proprie esperienze e di commentare il contenuto del messaggio del Padre Generale.
Tra le voci di coloro che hanno colto questa occasione, risuonavano la gratitudine verso Dio e la Congregazione, la gioia per l’incontro comune e il ringraziamento per questa iniziativa. Al termine dell’incontro, il P. Generale ha impartito a tutti la sua benedizione. Anche dopo che l’incontro si è ufficialmente concluso, i partecipanti sono rimasti collegati per qualche minuto, salutandosi con gioia e condividendo velocemente commenti e auguri.
Di seguito pubblichiamo il messaggio integrale del Padre Generale.
Scala News
MESSAGGIO AI GIUBILARI REDENTORISTI PER I 25, 50, 60, 70, 75 E 80 ANNI DI PROFESSIONE E ORDINAZIONE SACERDOTALE
- Cari confratelli giubilari, è per noi, membri del Consiglio Generale, una grande gioia incontrarvi in questo momento di saluto e di gratitudine. Ci rivolgiamo a voi che celebrate 25, 50, 60, 70, 75 e 80 anni di professione religiosa e di ordinazione sacerdotale.
- Questo semplice incontro è un modo per esprimervi, di tutto cuore, la nostra profonda gratitudine per tutto ciò che avete realizzato nella Congregazione, annunciando l’abbondante redenzione di Cristo. Gli anni vissuti non sono una successione di date, ma un accumulo di esperienze di vita lungo il tempo, che manifestano come Dio abbia scritto, con pazienza e fedeltà, la sua opera in voi. Il “sì” pronunciato lungo il cammino, specialmente in mezzo alle prove e alle oscurità, ha reso manifesta la fedeltà del Redentore, che non abbandona mai i suoi (cf. 2 Tim 2,13).
- Contemplando questo cammino giubilare, comprendiamo che la vocazione è, anzitutto, un pellegrinaggio di fede: un processo non lineare nel quale il Signore ha purificato il cuore, ha ampliato lo sguardo e ha insegnato ad amare con gratuità. Ognuno di voi è memoria viva di questo amore e del passaggio di Dio nella nostra storia missionaria. Le vostre vite sono veri “luoghi teologici”, nei quali si può contemplare l’azione dello Spirito nella Congregazione:nelle comunità che avete animato, nelle missioni che avete sostenuto, nei poveri che avete servito e nelle persone la cui fede è stata rafforzata dalla vostra testimonianza. Attraverso la vostra donazione, la copiosa redenzione ha preso volto, voce e vicinanza. Come consacrati redentoristi e grazie alla vostra disponibilità missionaria, siete collaboratori della missione divina, che si rivela e si rende concretamente conoscibile nell’esperienza quotidiana della vita umana, specialmente nella storia, nelle relazioni e nelle situazioni vissute. Grazie per aver permesso a Dio di fare dimora nelle vostre vite (cf. Gv 14,23) e per esservi fatti voi stessi casa e rifugio per quanti hanno bisogno di essere ascoltati, incoraggiati e consolati (cf. Lc 4,16-18; 2 Cor 1,3-4; Mt 25,35).
- Così, questa celebrazione giubilare è un kairós, un tempo di grazia che invita a rileggere la propria storia alla luce di Dio, per riconoscere come il Signore abbia realizzato la sua missione attraverso la disponibilità di ciascuno, con i suoi doni e anche con i suoi limiti. Possiamo dire che, quando il Signore ci chiama, non si ferma alle nostre fragilità, ma confida nella nostra disponibilità e conta su di essa. Pensate alle volte in cui siete stati sacramento della presenza del Redentore: talvolta in modo visibile e fecondo, altre nella discrezione e nel silenzio, ma sempre con un’efficacia che solo lo Spirito conosce.
- Viviamo in un mondo complesso, con le sue bellezze e le sue sofferenze. In un contesto segnato dalla rapidità, dalla superficialità, dalla frammentazione e dalla logica dell’efficienza, la vostra vita consacrata ricorda a tutta la Congregazione che la fecondità missionaria nasce dalla fedeltà quotidiana. Si tratta di testimoniare che il Vangelo si incarna nella pazienza, nella costanza e nella capacità di rimanere, anche quando i frutti non sono immediati (cf. Gal 6,9).
- In questo momento desidero ricordare anche quei confratelli giubilari malati che, dal loro letto, offrono una testimonianza di profonda donazione al Signore e continuano, con la loro preghiera silenziosa, a sostenere la missione della Congregazione e il lavoro apostolico dei confratelli (cf. Col 1,24). La Costituzione 55 ci libera dalla logica ristretta dell’efficienza per introdurci nella logica pasquale della comunione e della donazione totale: ci ricorda che siamo veramente missionari in ogni circostanza, anche nella fragilità, nella sofferenza e nel tramonto della vita. Là dove il mondo vede inutilità, lo Spirito rivela fecondità; là dove sembra che tutto finisca, Dio continua ad operare la salvezza. Così, fino all’ultimo respiro, la vita del missionario diventa offerta, intercessione e annuncio silenzioso della copiosa redenzione (cf. 2 Tim 4,7).
- Per le nuove generazioni, voi siete testimoni: una parola viva. In un tempo di incertezza vocazionale, la vostra testimonianza proclama con forza che vale la pena seguire Cristo Redentore e spendere la vita per il Vangelo. La vostra fedeltà perseverante e la vostra vita totalmente donata possono diventare un vero appello vocazionale, capace di risvegliare i cuori e suscitare risposte generose. La vostra esperienza di cammino illumina i giovani nel loro processo di discernimento: lungo gli anni avete imparato, e continuate a imparare, ad ascoltare la voce di Dio nei cambiamenti della storia, a lasciarvi interpellare dai segni dei tempi e a rispondere con audacia creativa, senza perdere la vostra identità carismatica. Attraverso la vostra vita consacrata, le nuove generazioni possono scoprire che la vocazione è una ricerca costante, un cammino con il Signore che ogni giorno ci invia e ci conferma nella sua missione.
- Cari giubilari, la vostra vita continui ad essere feconda: nella preghiera che sostiene la Congregazione, nell’accompagnamento dei più bisognosi, nella sapienza condivisa, nella fraternità vissuta con semplicità e nell’offerta quotidiana di voi stessi. Questo momento ravvivi il dono che è in voi (cf. 2 Tim 1,6) e vi permetta di sperimentare la gioia serena di chi riconosce che la propria vita è stata, ed è ancora, abitata dalla grazia. Continuate a spendere la vostra vita per la copiosa redenzione con entusiasmo!
- Colgo questa occasione per esprimervi i miei più cordiali auguri di una santa e gioiosa Pasqua. La celebrazione del Mistero Pasquale rinnovi profondamente la vostra vita consacrata e vi rafforzi nella fedeltà alla missione ricevuta. Illuminati dalla luce del Risorto, possiate continuare ad annunciare con gioia l’amore infinito di Dio per l’umanità: un amore che ha donato il Figlio per la nostra salvezza, lo ha risuscitato per la potenza dello Spirito e rimane vivo e operante in mezzo a noi. Il Signore Risorto colmi i vostri cuori di pace, speranza e rinnovato ardore missionario.
- Affidiamo il vostro cammino a Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, la donna fedele che seppe rimanere ai piedi della croce e accogliere la novità della Risurrezione (cf. Gv 19,25). I nostri santi e beati redentoristi intercedano per voi, affinché la vostra vita continui ad essere segno di speranza per la Chiesa e per il mondo, e possiate celebrare molti altri giubilei.
Congratulazioni e grazie di cuore per la vostra vita redentorista!
P. Rogério Gomes, C.Ss.R.
Superiore Generale
Roma, 23 marzo 2026











