(Roma) Il nuovo numero di “Spicielgium Historicum Congregationis SSmi Redemptoris”, primo volume pubblicato quest’anno (Annus LXXIV 2026, Fasc. 1), presenta come di consueto diversi contributi alla storia della Congregazione del Santissimo Redentore.
L’Istituto Storico Redentorista fu creato nel 1948, sotto il governo di Padre Leonardo Buij, nel contesto della riscoperta e rivalutazione della storia della congregazione e dei missionari redentoristi. L’Istituto nacque negli anni difficili del dopoguerra, in cui il mondo, la Chiesa e la congregazione si stavano rialzando e ricostruendo, ripercorrendo il loro percorso.
Con la creazione dell’istituto arrivò anche la nomina dei primi membri come direttori e ricercatori.
Per molto tempo ci furono due diversi team, uno per l’Istituto Storico, che si occupava della ricerca e delle pubblicazioni, e l’altro per l’Archivio Generale/Biblioteca Storica. Successivamente i due team sono stati giustamente integrati, perché il lavoro ha aspetti diversi, ma l’obiettivo e la missione sono gli stessi.
L’Istituto Storico, l’Archivio Generale e la Biblioteca Storica nacquero con la missione di raccogliere, preservare, organizzare, catalogare e custodire la documentazione del valore storico della Congregazione, dagli scritti del fondatore, Alfonso Maria de Liguori, così come dai documenti ufficiali del Governo Generale, dei suoi organismi, delle (Vice)province, delle regioni e dei membri della Congregazione.
Questa documentazione funge da fonte per la ricerca e per la composizione di tesi e studi che vengono successivamente pubblicati in formato cartaceo o digitale.
Dal 1953 in poi, l’istituto pubblicò due riviste: il Spicilegium Historicum, la cui prima edizione uscì nel 1953, e la Bibliotheca Histórica CSsR, il cui primo numero fu pubblicato nel 1955.
Tante storie da raccontare
La rivista Bibliotheca Histórica non ha regolarità nella sua pubblicazione, essendo curata quando c’è un tema, eventi o persone rilevanti per la Congregazione.
Quasi tutti i primi numeri furono pubblicati quasi interamente in latino, con pochi testi e studi pubblicati in altre lingue. Dopo il Concilio Vaticano II, il latino fu gradualmente sostituito dall’uso di altre lingue.
La prima rivista, Spicilegium Historicum, fu pubblicata nel 1953, che riportò il decreto di creazione dell’Istituto Storico, documenti e studi incentrati sulla figura di Sant’Alfonso. Il primo numero della Bibliotheca Histórica trattava interamente Monsignor Tomás Falcoia (1663-1743), in un lavoro di ricerca esaustivo di padre Oreste Gregório.

Contenuto della nuova edizione
Nei suoi molti anni di esistenza (1953-2026), sono state pubblicate 128 edizioni della rivista Spicilegium Historicum, inclusi contenuti che mostrano aspetti importanti della storia della congregazione in diverse parti del mondo.
Il redentorista brasiliano, padre Gilberto Paiva, apre questo numero della rivista evidenziando il tentativo di creare una fondazione redentorista nella città di Petrópolis (RJ), in Brasile. Dopo di lui, il professore e ricercatore Peter Sedgwick porta un articolo in cui mette in evidenza il contesto storico della Teologia Morale di Sant’Alfonso, seguito da un’autobiografia del Beato Basilio (Vasyl Velychkovsky), un Redentore ucraino, morto in Canada.
Il redentorista polacco Maciej Sadowski richiama l’attenzione sull’aiuto dei Redentoristi polacchi agli ebrei e sull’eredità religiosa ebraica durante l’olocausto della Seconda Guerra Mondiale.
Abbiamo anche l’articolo di padre Bosco José Rodriguez Alvarado che ci offre un riassunto storico dell’azione dei missionari redentoristi in America Centrale.
Infine, c’è il contributo di uno dei più grandi collaboratori dell’Istituto Storico e del Spicilegium Historicum, il redentorista italiano Padre Vincenzo Lamendola, che porta un profilo spirituale e pastorale di Padre Davide Oldani.
L’Istituto Storico non si ferma, ed è per questo che vi presentiamo un’altra edizione del nostro Spicilegium Historicum, una rivista creata da molte mani, cuori e menti.
Padre Inácio Medeiros, CSsR.
Istituto Storico RedentoristaRoma,
24 agosto 2026.




