A oltre trent’anni dalla fondazione della comunità “Nadzieja” a Tuchów, è stata inaugurata solennemente la Casa “Nadzieja” intitolata al Bambino Gesù. Si tratta di un momento importante nella storia dell’opera – Associazione dei Genitori e degli Amici delle Persone con Disabilità «Speranza» – che sin dall’inizio è stata legata alla pastorale dei Redentoristi e all’impegno di molte persone.
Nel corso degli anni si sono sviluppate diverse forme di attività: incontri tra bambini e famiglie, catechesi, preparazione ai sacramenti, partecipazione alla liturgia, attività didattiche, riabilitazione, gite di integrazione, eventi artistici e iniziative intraprese insieme ai volontari. La comunità è maturata e, con essa, è maturato il sogno di creare un luogo tutto proprio.
Il 19 settembre 2026 quel sogno di lunga data è diventato realtà. La cerimonia è iniziata con il simbolico taglio del nastro. Successivamente, la Casa «Nadzieja» intitolata al Bambino Gesù è stata benedetta da padre Sylwester Pactwa CSsR, superiore della comunità redentorista di Tuchów e consultore provinciale, che durante la cerimonia rappresentava il superiore della Provincia Redentorista di Varsavia.
Tra i Redentoristi presenti c’erano anche padre Stefan Kawula – guida spirituale dell’Associazione, padre Bogusław Augustowski, ex parroco e custode della parrocchia del santuario di Tuchów, e padre Robert Borzyszkowski, che già ai tempi del seminario era volontario di «Nadzieja». Alla cerimonia era presente anche don Alfons Górowski, parroco della parrocchia di San Giacomo a Tuchów.
La loro presenza è stata un bellissimo promemoria del fatto che la storia di questo luogo non è solo la storia di un edificio. È soprattutto la storia di incontri, relazioni e persone che nel corso degli anni hanno accompagnato le persone con disabilità e le loro famiglie.
Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato l’intervento del signor Marian Gut, presidente dell’Associazione «Nadzieja», che ha ripercorso il percorso che ha portato dai primi incontri della comunità alla fondazione della propria Casa. È intervenuto anche padre Robert Borzyszkowski, che ha condiviso i ricordi del tempo trascorso nell’Associazione come volontario. Ha raccontato quanto sia stata importante per lui questa esperienza e quanto abbia imparato dall’incontro con le persone con disabilità, le loro famiglie e l’intera comunità di «Nadzieja».
Un momento importante della cerimonia è stata anche la Messa celebrata insieme, durante la quale sono state affidate a Dio le sorti future della Casa, dei suoi ospiti, delle loro famiglie e di tutte le persone impegnate nell’opera di «Nadzieja». Non è mancato nemmeno un momento particolarmente commovente: la parte artistica preparata dai «Messaggeri della Speranza», ovvero dagli ospiti dell’Associazione «Nadzieja».
Un simbolo particolare dello spettacolo «Il dono del cuore» erano le sette chiavi. Ognuna di esse rappresentava uno dei doni: il sorriso, una parola gentile, il tempo, l’aiuto, l’amicizia, l’amore e la speranza. Sono diventate il simbolo dell’apertura non solo delle porte della nuova Casa, ma anche dei cuori umani. In questo modo, il messaggio dello spettacolo è diventato anche il messaggio dell’intera celebrazione. La Casa della «Speranza» vuole essere un luogo in cui i cuori delle persone si aprono all’incontro, all’aiuto, all’amicizia e al prossimo.Alla cerimonia ha partecipato anche Telewizja Trwam, che ha registrato la cerimonia di inaugurazione della Casa della «Speranza». Il servizio andrà in onda nel novembre 2026 nel programma «Superando le barriere».
Questa giornata è stata soprattutto un momento di gratitudine per oltre tre decenni di storia condivisa: per le persone che fin dai primi anni hanno dato vita a questa comunità, per coloro che nel corso degli anni l’hanno sostenuta e per tutti coloro grazie ai quali il sogno di un luogo proprio ha potuto realizzarsi.
La Casa «Speranza» intitolata al Bambino Gesù vuole essere un luogo di incontro, sostegno, gentilezza e cura reciproca. Una casa in cui ognuno possa sentirsi importante e non solo. Che sia un luogo in cui il bene, che negli anni è nato nei cuori di molte persone, possa essere trasmesso ad altri.
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L’Associazione Genitori e Amici delle Persone con Disabilità “Nadzieja” (Speranza) nasce a Tuchów nell’autunno del 1991, per iniziativa di uno studente redentorista, che propose catechesi per bambini con disabilità nel santuario locale. Attorno a questa proposta si formò un gruppo di seminaristi che si impegnarono con i bambini e le loro famiglie, e il 9 novembre 1991 fu celebrata la prima Messa dedicata a loro. Partita con poche famiglie, la comunità crebbe attraverso incontri di preghiera, catechesi, preparazione ai sacramenti, gite, riabilitazione e attività di integrazione, fino alla registrazione ufficiale dell’associazione nel 1992.
Elżbieta Wiejacka,
Associazione dei Genitori e degli Amici delle Persone con Disabilità «Nadzieja» a Tuchów
Fonte: www.redemptor.pl




