Il cardinale Tobin, insieme ai vescovi degli Stati Uniti, chiede rispetto per la dignità dei migranti

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Da sinistra: l'arcivescovo Bernard Hebda, il cardinale Robert McElroy di Washington, D.C., l'arcivescovo Christophe Pierre, nunzio apostolico degli Stati Uniti, e il cardinale Joseph Tobin di Newark, New Jersey (foto tratta dalla pagina Facebook di The Catholic Spirit)

Contro l’abolizione dello ius soli decisa dall’amministrazione Trump, che escluderebbe dalla cittadinanza statunitense i figli di persone senza status legale o con permessi temporanei (di studio o di lavoro) presenti nel Paese, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti si è pronunciata in modo chiaro e preciso, attraverso il cardinale Joseph William Tobin CSsR, arcivescovo di Newark, venerdì 27 febbraio dopo la “Messa votiva di solidarietà con i migranti”, celebrata nella cappella dell’Università di Santo Tomás, a Saint Paul, capitale del Minnesota, al termine della conferenza “The Way Forward”, che ha riunito una trentina di prelati per discutere di comunicazione ed evangelizzazione nell’era digitale.

I vescovi definiscono “immorale” la misura che elimina lo ius soli. Ricordiamo che: lo ius soli (dal latino «diritto del suolo») è il principio giuridico che conferisce la cittadinanza di un paese a ogni persona nata in esso, indipendentemente dalla cittadinanza dei suoi genitori. A differenza dello ius sanguinis (basato sulla discendenza), questo diritto si applica pienamente negli Stati Uniti e parzialmente in alcuni paesi europei.

Come riporta The Catholic Spirit, quotidiano ufficiale dell’arcidiocesi di Saint Paul e Minneapolis, il cardinale Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, riprendendo la «ferma dichiarazione» fatta dai vescovi a sostegno dei migranti durante la loro assemblea di novembre e il sostegno ricevuto da Leone XIV, ha affermato di essere «personalmente molto orgoglioso di vedere la nostra Chiesa dalla parte di coloro che soffrono».

Dopo la messa, davanti ai giornalisti, il cardinale Tobin, rispondendo anche a una domanda, ha difeso le numerose posizioni della Chiesa sui migranti: “A chi dobbiamo la nostra massima lealtà, la nostra massima obbedienza? Il primo comandamento ce lo dice: non mettetevi davanti a falsi dei. Ascoltate il Signore vostro Dio”. In questo senso va intesa la decisione della Conferenza Episcopale di ricorrere alla Corte Suprema contro l’abolizione dello ius soli decisa dall’amministrazione Trump. Si sono anche espressi in modo critico sui metodi dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) contro persone indifese.

(Scala News e altre fonti)