L’Ufficio di Solidarietà Redentorista sta migliorando la sopravvivenza e l’assistenza dei bambini affetti da anemia falciforme a Mbanza-Ngungu, dove la scarsa sensibilizzazione e le limitate capacità diagnostiche ritardano il trattamento. Attraverso attività di sensibilizzazione e formazione della comunità, sono state raggiunte oltre 6.200 persone, riducendo lo stigma e incoraggiando lo screening. Integrando sensibilizzazione, diagnosi e trattamento, il programma sta costruendo un modello di assistenza sostenibile nonostante le risorse limitate.
Garantire che i bambini affetti da anemia falciforme (SCD) possano sopravvivere e condurre una vita più sana rimane una priorità per l’Ufficio di Solidarietà Redentorista (RSO) e i suoi partner. Nella zona sanitaria di Mbanza-Ngungu, i servizi diagnostici limitati e i pregiudizi persistenti continuano a ritardare l’assistenza tempestiva per le famiglie vulnerabili.
L’anemia falciforme (SCD) è una malattia genetica del sangue in cui i globuli rossi assumono una forma anomala, causando dolore, infezioni e gravi complicazioni di salute. La malattia colpisce principalmente i bambini, che sono particolarmente vulnerabili e spesso soffrono di malattie ricorrenti che possono compromettere la loro crescita, l’istruzione e il benessere generale. In molte comunità di Mbanza-Ngungu, l’anemia falciforme è ancora poco compresa e talvolta percepita come il risultato di stregoneria o di una maledizione, il che porta a stigmatizzazione, discriminazione e persino all’isolamento dei bambini affetti. Questa mancanza di comprensione tra le famiglie può ritardare le cure appropriate, esporre i bambini all’abbandono e aumentare la loro vulnerabilità, anche se l’anemia falciforme è una condizione ereditaria che richiede una diagnosi precoce e un supporto medico continuo.
Attraverso il Programma di Sviluppo Sanitario per la SCD, attuato dal Centro Polimedico Redentorista Frère Benjamin Kiphalu (CPFBK), gli sforzi si concentrano sul rafforzamento della consapevolezza, sulla diagnosi precoce e sull’accesso a cure di qualità.
La sensibilizzazione della comunità è stata fondamentale per il programma. Grazie a trasmissioni radiofoniche, attività di sensibilizzazione nelle scuole, nelle università e nei college (dove i giovani spesso si incontrano e instaurano relazioni che portano al matrimonio), nelle parrocchie e al coinvolgimento degli operatori sanitari locali, sono state raggiunte più di 6.200 persone. Ciò ha migliorato la comprensione della SCD, incoraggiato un processo decisionale informato e aumentato la disponibilità a sottoporsi ai test.
I servizi di screening si sono espansi costantemente, con oltre 1.200 persone sottoposte a test. Tra questi, 247 sono stati identificati come portatori (AS), il che rappresenta un rischio significativo di trasmissione genetica se non affrontato attraverso la sensibilizzazione e la consulenza. Inoltre, sono stati identificati 71 nuovi casi di SCD (SS) che sono ora collegati a un’assistenza di follow-up strutturata.
L’assistenza clinica è stata rafforzata presso il CPFBK, dove 136 bambini sono attualmente iscritti a un follow-up regolare. Dall’avvio del programma sono state gestite 214 visite e casi di emergenza, tutte con esito clinico positivo, senza decessi registrati tra i bambini in cura. Ciò riflette una maggiore continuità dell’assistenza e una maggiore attenzione alla gestione preventiva.
Per sostenere sia l’assistenza clinica che quella domiciliare, sono stati distribuiti 320 kit terapeutici. Questi includono kit di emergenza per crisi acute e kit di prevenzione che aiutano le famiglie a gestire i sintomi in fase precoce e a ridurre le complicanze.
Il programma ha inoltre investito nelle capacità locali, con 51 operatori sanitari formati in tutta la zona sanitaria. Ciò ha rafforzato la sensibilizzazione della comunità, i sistemi di riferimento e la continuità delle cure, mentre il miglioramento del coordinamento e dei sistemi di dati sta potenziando l’erogazione dei servizi.
Collegando sensibilizzazione, screening e trattamento all’interno dei servizi sanitari esistenti, il programma sta costruendo un modello di assistenza più sostenibile. Il CPFBK sta progressivamente emergendo come centro di riferimento per la gestione della SCD nella regione.
L’attuazione procede secondo i piani, con un crescente coinvolgimento della comunità e un maggiore accesso alle cure. Questa esperienza dimostra che anche in contesti fragili e con risorse limitate come la Repubblica Democratica del Congo, è possibile compiere progressi significativi attraverso la sensibilizzazione, la diagnosi precoce e l’assistenza continua.
Il team dell’Ufficio di Solidarietà Redentorista (RSO)
(Fonte: www.africaredemptorists.com/)










