Essere Redentorista, dove la missione è urgente e necessaria!

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“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista… (Lc. 4,18)

Per la prima volta nella Provincia di Bolivia, si è svolto l’incontro di formazione e ritiro dei fratelli in vista dell’ordinazione sacerdotale, diaconale e voti perpetui. Questa formazione e ritiro si sono svolti nella città di Tupiza – Potosí, nella parrocchia di Nostra Signora della Candelaria, prima fondazione Redentorista in Bolivia. Abbiamo partecipato cinque fratelli: Diac. Alan Alexis Rearte Pérez, Diac. Juan Carlos Urzagaste U., Diac. David Franklin Quispe Paco, il fratello Santos Baldiviezo Figueroa e fratello Gerardo Lobo Roca, la riunione si è tenuta dal 17 al 31 marzo e il ritiro dal 2 al 6 aprile.

In questi giorni siamo stati accompagnati da P. Boris Calzadilla (provinciale) e di altri membri del Consiglio: P. Roman Ibarra, P. Richard P. Flores e P. Faustino Calcina (che ha predicato il ritiro), era presente anche il rettore del Seminario P. Carlos Urquizu.

Abbiamo anche potuto sentire e rinnovare la vocazione della nostra consacrazione come Redentoristi e il carisma che ci identifica come veri missionari e figli di San Alfonso. Abbiamo sottolineato in particolare l’importanza della vocazione missionaria, saper coltivare e promuovere una coerenza di vita e convinzione, perché il missionario deve predicare lo scandalo della croce e coltivare la grazia che si rinnuova ogni giorno.

Come Redentoristi dobbiamo avere una profonda spiritualità che incoraggia la nostra missione, perché proprio come missionari Redentoristi dobbiamo scoprire la nostra spiritualità nella vita, cercare Cristo della Vita nella vita. Approfondire la nostra spiritualità ci porta ad una nuova e più profonda esperienza di Dio nella Trinità.

Riflettere su tutto ciò che circonda la nostra spiritualità conoscendo la nostra tradizione, l’intero processo di formazione della Congregazione, e ciò che offre la società di oggi, come anche i cambiamenti tecnologici, ci ha portato a questa domanda: Chi è oggi un Redentorista?, secondo il lavoro che facciamo, quale è la nostra risposta? Papa Francisco in una riflessione sulla vita religiosa ha fatto questa domanda: Come ti metti nella presenza del Signore?

Come missionari Redentoristi questi elementi fondamentali ci devono incoraggiare a lavorare in luoghi difficili di missione: in contesti di povertà, di emarginazione, di violenza, in culture diverse, dove la missione è urgente e necessaria.

I Redentoristi siamo nel cuore della Chiesa, perché siamo associati con la missione di Cristo, portare a tutti l’abbondante redenzione. La redenzione è dunque una realtà permanente in Cristo, in cui gli uomini entrano in comunione. Tutto questo deve influenzare la missione, nella liturgia che preghiamo e che viviamo ogni giorno, essere fedeli al Magistero della Chiesa, ma rinnovandoci e discernendo i segni dei tempi.

Come Redentoristi lasciamo Dio operare in noi e attraverso di noi.

Ringraziamo tutta la comunità di Tupiza per tutte l’attenzioni che abbiamo ricevuto in questi giorni, chiediamo la benedizione di Dio e nostra Madre del Perpetuo Soccorso per voi e per tutto il vostro lavoro pastorale. Grazie …

Tupiza – Potosí, 8 aprile 2017

DIAC. Juan C. Urzagaste, C.Ss.R.

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