Perù, grandi divari che ci separano

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Le notizie che circolano nel mondo sulla realtà sociale, politica ed economica del Perù, danno conto del complicato panorama che sta vivendo il nostro Paese.

Il Perù è a un bivio difficile, acuito dagli eventi dell’ultima settimana di dicembre (2022) e dalle manifestazioni che stiamo vivendo in questi giorni di gennaio 2023, secondo i sondaggi si contano già più di 50 morti e centinaia di feriti.

Come in ogni crisi, c’è la polarizzazione dei gruppi e delle posizioni politiche. È doloroso vedere che una parte significativa della popolazione (incoraggiata dai media) giustifichi la violenta repressione delle manifestazioni e consideri “terroristi” tutti coloro che protestano contro la situazione.

Purtroppo, nelle giuste proteste dei residenti, compaiono anche i soliti violentisti, che cercano solo di approfittare della situazione per portare l’acqua al loro mulino. Oggi il Perù si trova principalmente nel sud del Paese, paralizzato, posti di blocco, violente lotte (forze dell’ordine e manifestazioni), distruzione di beni pubblici, incendi…ecc. La mancanza di carburante, medicine, ossigeno medico sta peggiorando, i prezzi di ogni genere alimentare è in aumento, il tasso di cambio del dollaro è molto instabile… ecc.

Ci sono grandi divari che ci separano, poveri, ricchi; razzismo e altro… Abbiamo settori della popolazione in Perù che per decenni sono stati dimenticati, invisibili ai governi del giorno e oggi manifestano questi sentimenti (rabbia, oblio, inganno), mascherati in richieste come: dimissioni dell’attuale presidente, del congresso , nuove elezioni presidenziali, cambio di costituzione, rilascio del precedente presidente (Castillo)…ecc.

Tutta questa indignazione è esplosa, quando dopo il suicidio politico del presidente Pedro Catillo, compiendo un colpo di stato, durato più di 88 minuti e lasciato libero in applicazione dell’art. 117 della Costituzione; che è stato celebrato a gran voce dai membri del Congresso.

I Vescovi ei Religiosi si sono manifestati di fronte alla situazione che sta vivendo il Paese, lanciando continui inviti a cercare una soluzione nel dialogo e nella pace; invitando tutti a impegnarsi per la guarigione della nostra società, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico.

È tempo di tenere il cuore aperto alla speranza e alla fiducia in Dio che è presente in mezzo a noi.

P. Grimaldo Garay Zapata
Missionario Redentorista, Perù.