Intervista con p. César Torres Pantoja CSsR, coordinatore della Conferenza dei Redentoristi di America Latina e Caraibi
Scala News ha ricevuto la visita di padre César Torres Pantoja CSsR, che si trova in questi giorni a Roma per un incontro del Centro di spiritualità redentorista. Abbiamo colto l’occasione per chiedergli una breve intervista:
Domanda – Padre César, credo che nell’ultimo anno il mondo abbia vissuto alcuni eventi che hanno invitato il mondo intero a interrogarsi sulla situazione in America Latina. Ad esempio, l’elezione di un Papa con esperienza missionaria in Perù, le decisioni del presidente degli Stati Uniti in relazione ai paesi latinoamericani, la situazione climatica che dipende sempre più dal polmone d’aria pulita del Sudamerica, la concorrenza commerciale di vari continenti per poter acquistare le risorse latinoamericane, ecc. In qualità di coordinatore della Conferenza latinoamericana e caraibica, cosa ci può dire dell’impegno dei redentoristi in questo continente e in questo momento storico? Di cosa c’è bisogno o cosa suggerisce?
Risposta – Papa Francesco, nel 2018, durante la sua visita in Perù, ha detto: una Chiesa che non si avvicina ai poveri è una Chiesa che si allontana dal Vangelo. Noi Redentoristi in America Latina abbiamo diminuito il numero dei missionari, ma l’ardore missionario e la fedeltà a Cristo e al suo Vangelo rimangono saldi. La nostra priorità sono le persone, con la loro storia. I poveri guardano al futuro con angoscia, ma non si arrendono, lottano, e in questa lotta noi incoraggiamo la speranza. L’elezione del cardinale Prevost a Papa, leader della nostra Chiesa, è un segno di speranza, perché conosce la realtà latinoamericana e caraibica.
Noi redentoristi abbiamo iniziato una fase di ristrutturazione, della mente e del cuore, per la missione. Il nostro impegno in America Latina e nei Caraibi è orientato fondamentalmente a tre opzioni missionarie: la famiglia, i poveri e i giovani. Ciò richiede la convinzione che siamo una congregazione in uscita, pronta ad abbandonare le zone di comfort. Ciò si ottiene con una forte esperienza di Dio. Il redentorista è un uomo di Dio inviato ai poveri.
In America Latina e nei Caraibi sperimentiamo una cultura che tollera la corruzione, la violenza, le ingiustizie. In questa realtà, spetta a noi predicare il Vangelo per recuperare i valori umani, spirituali e morali. San Paolo esorta a vincere il male con il bene.
La nostra Conferenza ha un Piano apostolico che orienta la nostra vita e la nostra missione, per rispondere alle sfide che ci pone la realtà politica e sociale. Il Vangelo deve essere incarnato affinché il regno di Dio, che è pace, amore, giustizia, verità, raggiunga la sua pienezza.
Padre César, Scala News riceve notizie da tutto il mondo e, secondo quanto ci viene riferito, sembra che l’America Latina stia vivendo un RISVEGLIO delle vocazioni religiose grazie alla vita missionaria della Chiesa in uscita che Papa Francesco ha fortemente promosso. Cosa può dirci della sua esperienza nelle diverse visite che ha potuto compiere nei paesi latinoamericani dove operano i redentoristi? Cosa può dire a queste nuove e giovani vocazioni redentoriste?
Risposta – Il risveglio vocazionale è lento, ma Dio non smette di chiamare. Quello che succede è che la voce di Dio non sempre viene ascoltata, perché prevalgono rumori che assordano, rumori che provengono dall’edonismo, dal consumismo, dalla libertinaggio, che seducono i giovani. Proprio la nostra vicinanza ai giovani serve a presentare loro Gesù e il suo Vangelo, affinché prendano coscienza che seguirlo ci conduce alla piena felicità, ed evitiamo la via del mondo che conduce solo al godimento e al piacere. I giovani di oggi vivono un declino nella dimensione spirituale che si manifesta nel disorientamento morale che provano, ma non hanno solo bisogno di consigli, i giovani hanno bisogno di testimonianze, di modelli di vita che stupiscano e commuovano.
Come si suol dire, l’esempio trascina. E noi redentoristi vogliamo rinnovare la nostra capacità di testimonianza ispirandoci ai nostri Statuti, essere uomini di fede robusta, speranza gioiosa, carità ardente e zelo infuocato. E viverli con autenticità.

Padre César, potrebbe offrirci qualche commento dalla sua esperienza da condividere con le conferenze redentoriste di tutto il mondo?
In primo luogo, vorrei ringraziare voi che dirigete Scala News per avermi accolto nella vostra sede, qui a Roma.
Ricordiamo che il XXVI Capitolo Generale ci ha invitato a vivere come testimoni della speranza sulle orme del Redentore. Che non sia solo uno slogan, né un contenuto idilliaco, ma che sia davvero un progetto di vita quotidiana, per i professi e i laici redentoristi. Che la nostra comunione con Cristo ci spinga a costruire un mondo più umano, più fraterno, più dignitoso.
Viviamo in comunione con Cristo
Andiamo ad annunciare il suo Vangelo
Con umiltà e semplicità, perché siamo solo operai, la vigna è del Signore.
Grazie mille e speriamo di poter contribuire con la forza dell’identità redentorista alla crescita delle nostre comunità cristiane, non solo nel continente americano, ma in tutto il mondo. Grazie ancora.
Scala News




