La Chiesa in Venezuela chiede serenità, saggezza e forza

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Processione della Divina Pastora, 14 gennaio 2025, guidata dai Redentoristi in celebrazione dei 100 anni di presenza redentorista in Venezuela

Il 3 gennaio 2026, le città di Caracas, Miranda, La Guaira e Aragua vissero momenti di grande tensione. Verso l’1:30 della notte, si sono sentite esplosioni in alcune zone di queste città, ma nessuno sapeva cosa stesse succedendo; tutto sembrava incerto.

Col passare del tempo, i social media suggerirono che si trattasse di un attentato, ma solo verso l’alba i fatti divennero chiari, concludendo con la notizia della cattura del presidente della repubblica insieme a sua moglie.

In quel momento emersero sentimenti contrastanti. Alcuni erano felici, non per le morti o gli attentati, ma perché, per loro, si stava facendo giustizia contro la barbarie del regime dittatoriale del Paese; altri erano rattristati dall’incarcerazione del loro leader politico.

La giornata fu vissuta con una calma tesa. La gente preferiva rimanere chiusa in casa e i pochi che uscivano erano impauriti, ma doveva uscire per acquistare provviste per rifornire le proprie scorte alimentari, perché non sapevano cosa sarebbe successo al Paese.

Ora, come venezuelani, speriamo che le cose possano tornare alla normalità e che la situazione attuale si risolva in modo chiaro e pacifico.

Ascoltando l’appello della Chiesa venezuelana, chiediamo “serenità, saggezza e forza” di fronte ai momenti e agli eventi che stiamo vivendo come nazione. Che la preghiera sia il pilastro fondamentale affinché Dio guidi le nostre azioni. Preghiamo per il riposo eterno dei defunti e la pronta guarigione dei feriti.

Redentorista dal Venezuela