Brasile: il Seminario del Santissimo Redentore a Sacramento nella memoria dei popoli

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STORIE E RICORDI DEL SEMINARIO DEL SANTO REDENTORE A SACRAMENTO,
MG – LE OPINIONI DI CHI CI È ANDATO

San Paolo, appassionato di Gesù Cristo, giustamente dice: “L’amore di Cristo ci costringe”.
(Alphonsus Mary Liguori – La pratica dell’amore di Gesù Cristo).

Il 28 agosto 2021, è stato il lancio dell’opera collettiva Historias y Memorias del Seminario Santísimo Redentor de Sacramento, MG – Miradas de los que allí pasaron [Storie e memorie del Seminario del Santissimo Redentore di Sacramento, MG – Lo sguardo di chi c’era]. La dinamica della Diretta è stata unica perché, in essa, hanno preso la parola ciascuno dei segmenti registrati nell’opera: formatori e parroci, Fratelli, ufficiali, Oblati, seminaristi e parenti dei seminaristi (figli e mogli) per alludere alla lavoro perché scritto in modo collettivo e partecipativo e memorabile.

L’avvio dei lavori è avvenuto nel contesto della commemorazione del 60° anniversario del Seminario del Santissimo Redentore a Sacramento, MG. Questa Casa di Formazione ed esperienza della spiritualità redentorista nella sua dimensione redentrice è stata la realizzazione del sogno di Padre Antônio Borges de Souza, il suo idealizzatore. Un luogo che potrebbe essere un punto di passaggio e di incontro tra le lontane terre di Goiás e San Paolo. La città di Sacramento – a Minas Gerais, città abissale come dice Carlos Drummond de Andrade e dove il sole splende in modo diverso e barocco, come il colore dell’oro, sia all’alba che al tramonto – è stata presentata nel pomeriggio, il lancio dell’opera collettiva come segno, come accade a Sacramento delle cose invisibili vissute in modo visibile nella vita di ciascuno di coloro che vi hanno plasmato la loro vita nel tempo e nello spazio. A Sacramento, quindi, dei sacerdoti redentoristi che hanno segnato e contrassegnato nella vita, come Antônio Borges de Souza, Victor Coelho de Almeida, Luiz Carlos de Oliveira, Eugenio Antonio Bisinoto e tanti altri. Oggi, l’ex casa di formazione e spiritualità redentorista continua a svolgere la sua vocazione di bene pubblico per il popolo di Sacramento attraverso il Centro di Assistenza Sociale, rendendo omaggio a Padre Antônio Borges de Souza.

Lancio dell’opera

Il sabato di lancio dell’opera collettiva è stato un sabato memorabile, per la memoria dell’opera, per la memoria del giorno in cui si celebrava nel calendario liturgico, dopo la festa di S. Monica, suo figlio, S. Agostino , per la memoria della stessa spiritualità redentorista dalle mani di Sant’Alfonso Liguori e della Beata Madre Maria Celeste Crostarosa come memoria vivente, memoria del Redentore, memoria dell’abbondante redenzione sempre presente. Bonaventura da Bagnoregio, nella sua opera “Itinerario de la mente para Dios”, al capitolo III, La contemplazione di Dio attraverso la sua immagine impressa sulle potenze dell’anima, afferma che “l’attività della memoria consiste nel trattenere e rappresentare non solo il presente, e temporali, ma anche contingenti, semplici ed eterne. Conserva le cose passate per ricordo, le cose presenti per visione, le cose future per previsione”. Sia la memoria viva: la memoria dell’abbondante redenzione come il passato; è presente, è il futuro. È, quindi, perché esiste nella storia, nella tradizione, nelle esperienze semplici ed eterne. L’opera collettiva è dunque un memoriale, come dice il titolo, di chi vi è passato, conservando ricordi del passato. E, forse, il sabato, nel giorno della festa di sant’Agostino, giorno non casuale, ma che è legato alla bella opera – sintesi della scientifica Theologia Moralis alla base di essa tutti i più poveri di Napoli, i pastori delle montagne – La Pratica dell’Amore di Gesù Cristo, perché Agostino e Alfonso si incontrano nella frase: Ama e fa’ ciò che vuoi!

Così, nel Vivo Memorabile – trattenendo le cose della memoria presenti con la visione – si sono fatte le memorie della Memoria, la Memoria Vivente delle memorie vive, perché nella Scuola di Alfonso e Celeste, che è la Scuola di Gesù Cristo, Vivente Memoria! Questo è il significato, segno, sacramento del Santissimo Redentore del Seminario e, degli sguardi di chi vi è passato, a Sacramento! E in questa Scuola, che era anche la Scuola di Bernhard Häring, dove impariamo il gesto della memoria grata! Un’opera collettiva, dunque, di grata memoria!

Nei vari e diversi detti di ciascuno, di ciascuno dei segmenti iscritti nel lavoro, la vita di ciascuno, immersa nella devozione popolare, nelle politiche pubbliche, nella dimensione ecumenica, nella vita laicale nella chiesa e nel mondo, si è rivelato un po’, nella famiglia, nella vita oblata, nella cultura latinoamericana e caraibica, cioè ogni momento – di chi c’è stato – continuando la spiritualità del Redentore nelle diverse dimensioni della esistenza umana nel mondo. Così, questa forma di incontro nella forma di una Vita Memorabile ci è stata rivelata come un cammino, da Camminare Insieme – modello di Chiesa tanto caro e desiderato da Francesco, il Papa – e che rende questa Sessione dell’UNESER singolare e particolare ( Unione Nazionale degli Ex Seminaristi Redentoristi del Brasile), dall’esperienza di vita del Seminario Santissimo Redentore di Sacramento, stabilisce un modo di essere dell’UNESER in Brasile con dimensioni latinoamericane-caraibici in modo pluralistico, perché oggi la Congregazione del Santissimo Redentore si sta ridisegnando nel suo aspetto geo-politico-religioso in America Latina-Caraibi. È il carisma e la spiritualità della redenzione che si traduce, dunque, nella Nostra America.

I padri Alberto Pasquoto e Luiz Carlos de Oliveira, così come Miguel Alcânjo Soares hanno parlato indicando, ora, dalla memoria al futuro come previsione, aprendo nuovi orizzonti come vie per seguire il Redentore, perché si deve celebrare sulla terra per potere celebrare per sempre in cielo. Parole decisive nel senso di attualizzare la memoria viva del Redentore impegnandosi in essa, con essa e per essa, istituendo un UNESER come spazio ecclesiale, teologico di amicizia e di amore, costruendo così: un laicato redentorista in dimensione ecumenica in armonia con la Costituzione pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II, un modo di essere Oblati illuminato dalla spiritualità redentorista, una sintonia con la devozione popolare del nostro popolo caraibico latinoamericano come raccomandato dal Documento di Aparecida (DAp) – 2007 e come fu per Alfonso a Napoli nel Settecento, una forma di costruzione del bene comune coinvolta nelle politiche pubbliche necessarie, principalmente per i più poveri dell’America Latina e dei Caraibi, e una presenza della famiglia, dove donne e figli sono segni, protagonisti e continuatori del carisma della redenzione.

La storia che viene mostrata nel Live della presentazione, che, non potendo assistere di persona alla cerimonia in città a causa della pandemia, ha permesso ai partecipanti di “essere a Sacramenti” nella cerimonia virtuale perché quel giorno ci siamo andati tutti. Come riportato da Messias dos Reis Silveira, che ha studiato lì, l’azione missionaria redentorista integrata con la popolazione ei collaboratori dell’evento, “ci ha sacramentato”. Così, nel dialogo da protagonista, nell’opera pubblicata in modo collettivo e partecipativo, abbiamo camminato poi, da quella Casa di Formazione Redentorista a molti altri spazi in aperture di orizzonti che ampliano la spiritualità redentorista.

Infine, e non potrebbe essere diversamente, il processo di costruzione dell’opera collettiva e partecipata Historias y Memorias del Seminario Santísimo Redentor de Sacramento, MG – Miradas de los que allí pasaron, e la realizzazione del Live sono stati possibili solo grazie al gesti di assertività e conduttività dalle mani di Vicente de Paula Alves e altri collaboratori. Molte grazie a loro perché ha fatto in modo che coloro che non sono passati per il Seminario del Santíssimo Redentor de Sacramento inizino a far parte, da allora, di questa bella e viva memoria di memorie vive, così da farsi conoscere con la lettura dell’apprezzata opera.

Edivaldo José Bortoleto / Vicente de Paula Alves – 10 settembre, inverno 2021.

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