Redentoristi dell’America Latina e dei Caraibi: Messaggio della prima fase del XXVI Capitolo Generale

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Cari confratelli, religiosi, suore, formandi, collaboratori laici e amici che ci accompagnano nella missione dell’abbondante Redenzione.

Riuniti nella prima fase del XXVI Capitolo Generale della Congregazione ad Aparecida – Brasile, in questo tempo di grande gioia pasquale, vogliamo portare a tutti voi questo messaggio dei membri dell’assemblea: Poiché Gesù è risorto, c’è speranza! Non siamo più sotto il dominio del peccato, del male! L’amore ha vinto, vince sempre! Anche se, a volte, viviamo sulla soglia della fede, ancora afflitti dalla pandemia del Covid-19, dall’impoverimento del nostro popolo e dalla terribile guerra in Ucraina che ha preso la vita e la speranza di molte persone. Come le donne che andarono al sepolcro la mattina presto per visitare il Signore e trovarono la tomba vuota (cfr. Lc 24,4), anche noi ci interroghiamo sul significato di questo evento. La speranza portata dalla resurrezione ci fa capire che l’amore di Dio è più forte del male e persino della stessa morte. In altre parole, l’amore di Dio può trasformare tutto, compresa la nostra vita. Perciò, rallegriamoci! Il Signore ci ha aperto una nuova speranza, abbiamo un futuro!

Questi giorni che abbiamo trascorso insieme sono stati un tempo profondo della presenza del Signore risorto, che ci ha permesso di valutare, riconoscere e illuminare tutto il cammino che abbiamo percorso e vissuto per molto tempo come Congregazione. In questo modo, ci rimane la sfida di riaffermare il nostro impegno nella ristrutturazione e riconfigurazione della Congregazione in America Latina e nei Caraibi, perché comprendiamo che questo processo è “una chiamata dello Spirito a un nuovo modo di essere Redentoristi, il carisma è una forza creativa e trova sempre nuovi modi di manifestarsi, secondo la risposta che diamo a Dio e alle necessità dei nostri destinatari” (cfr. Rapporto del Coordinatore della Conferenza).

Quindi, discernere è proprio distinguere ciò che è fondamentale da ciò che è secondario in un dato momento, e in questo modo prendere le decisioni e le scelte più appropriate per affrontare una particolare sfida o situazione. È sotto questa premessa che la Conferenza dell’America Latina e dei Caraibi, nella prima fase del XXVI Capitolo Generale, ha studiato, analizzato e socializzato in profondità le diverse situazioni presentate come risultato del lavoro svolto nelle (Vice)Province, con le comunità, che avevano precedentemente tenuto le loro riunioni per contribuire infine alle rispettive conclusioni. 

Infatti, questo discernimento ha permesso di rendere visibili gli aspetti positivi, i segni di speranza, i sogni, le risorse, ma anche le difficoltà, i ritardi e le sfide, in riferimento alle scelte fondamentali che la Congregazione deve fare per il futuro a partire dal processo di ristrutturazione e riconfigurazione.   

In ognuna delle sessioni di lavoro, i 60 partecipanti hanno riflettuto sull’impegno di evangelizzare i destinatari, specialmente i più poveri, e ci dispiace per l’assenza del rappresentante della Missione Cubana, a causa della situazione politica del paese.

Infatti, la passione apostolica di Sant’Alfonso e del Redentorista si esprime immediatamente nella capacità di comprendere l’urgenza dell’evangelizzazione e i modi di agire perché il dono di Gesù Cristo e del suo Vangelo raggiunga tutti. Nella nostra azione evangelizzatrice trasmettiamo la nostra passione apostolica anche ai laici, alle famiglie che fanno parte della nostra Missione e soprattutto ai più poveri; a loro in particolare abbiamo il coraggio di proporre la vita redentorista, sull’esempio di Alfonso, non come una possibilità di realizzazione personale tra le altre, ma come un dono e una chiamata di Dio.

Riflettiamo anche sulla necessità di renderci disponibili a lasciare tutto ciò che ci impedisce di andare dove sono i bisogni più sentiti dei poveri: le nuove frontiere della missione redentorista. I bisogni più urgenti dei poveri sono la loro povertà materiale, ma anche i loro bisogni affettivi, culturali e spirituali, che ci chiamano a una disponibilità radicale, a una ristrutturazione dall’interno e a lasciare da parte tutto il resto.

Come partecipanti alla prima fase del XXVI Capitolo Generale, il nostro scopo fondamentale è stato quello di riaccendere nel cuore di ognuno di noi la passione apostolica e l’essere redentorista, a partire da una Congregazione ripensata e ri-immaginata per la Missione, proponendo, inoltre, un profilo caratterizzato dall’identità carismatica; in questo modo, siamo chiamati ad essere S. Alfonso per i poveri di oggi, ad avere una vita spirituale intensa e profonda, a vivere in familiarità e gioia la vita fraterna, a stare con i poveri, ad essere audaci nella nostra azione evangelizzatrice, ad andare nei luoghi di frontiera della nostra missione, a vivere poveramente, a coinvolgere i laici, i giovani e le famiglie che fanno parte della nostra Missione, a proporre ai nostri destinatari la vita redentorista come opzione profetica, ad amare e a far conoscere S. Alfonso.

Percepiamo che è lo Spirito di Cristo che anima e vivifica, un dono del Risorto per la nostra Congregazione. Ha riversato l’abbondanza dei suoi doni su tutti noi come una nuova Pentecoste. Egli apre le menti di tutti i riuniti e ravviva i nostri cuori; li infiamma con una passione rinnovata che porterà frutti abbondanti per la Redenzione del mondo ferito.

La nostra gratitudine alla Provincia di San Paolo per l’accoglienza, la logistica e l’ospitalità durante i giorni dell’assemblea.

Ci affidiamo a Maria, Nostra Signora di Aparecida e – Madre del Perpetuo Soccorso – che con la sua materna intercessione ha contribuito alla salvezza dei più poveri. Lei è la nostra Madre e Maestra. Da lei impariamo la docilità allo Spirito Santo e la profondità della vita spirituale, che è la radice della fecondità della nostra missione. A lei raccomandiamo le sfide dell’evangelizzazione, le vocazioni alla vita consacrata e laica redentorista, l’opzione per i poveri e soprattutto questo momento storico della Congregazione, come il processo di ristrutturazione e riconfigurazione.

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