«Polvere e stelle»: sant’Alfonso Maria de Liguori in un’intervista oltre il tempo

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F. Sacco, Polvere e stelle. Un’intervista oltre il tempo, Editrice Punto Famiglia, Angri (SA) 2026, pp. 158.

Il volume di Filomena Sacco si inserisce nel solco della vasta produzione dedicata a sant’Alfonso Maria de Liguori, ma si distingue nettamente per l’originalità dell’impostazione e per l’intento divulgativo. L’opera nasce in occasione del terzo centenario della sua ordinazione sacerdotale (21 dicembre 1726) e si presenta non come una biografia tradizionale né come un trattato teologico, bensì come una narrazione creativa, costruita attorno a un’intervista immaginaria “oltre il tempo”.

L’autrice, studiosa esperta del pensiero alfonsiano, immagina di compiere un viaggio nel Settecento e di dialogare direttamente con il santo, in vari luoghi simbolici della sua vita. Questa scelta narrativa consente di superare l’immagine agiografica, rigida e distante, restituendo invece un profilo di Alfonso profondamente umano: ne viene fuori un uomo passionale, inquieto, segnato da dubbi, lotte interiori e da una costante ricerca di senso. La decisione di non enfatizzarne i titoli ecclesiastici rafforza questa prospettiva, favorendo un incontro più immediato e autentico con la sua figura.

Attraverso il dialogo prende forma una sorta di autobiografia spirituale. Vengono ripercorse le tappe principali della sua esistenza: la brillante carriera di avvocato napoletano, la crisi interiore che segna il distacco dal mondo forense, la scelta sacerdotale e infine la fondazione della Congregazione dei Redentoristi. Centrale è l’esperienza dell’incontro con i poveri e gli emarginati, che determina una svolta decisiva nella sua vita e orienta la sua missione verso gli “ultimi”, considerati il luogo privilegiato dell’annuncio evangelico.

La narrazione si sviluppa in modo dinamico, alternando passato e presente e intrecciando il vissuto del santo con quello dell’intervistatrice, rappresentata come una figura inquieta, segnata da dubbi di fede e interrogativi esistenziali. Questo dialogo serrato rende il testo coinvolgente e consente di tradurre contenuti teologici complessi in un linguaggio accessibile e vivo.

Ampio spazio è riservato ai nuclei fondamentali del pensiero alfonsiano. In particolare, emerge una concezione della teologia morale come disciplina concreta e pastorale, lontana da un approccio legalistico: il peccato è visto come una malattia da curare, i sacramenti come strumenti di guarigione, e la coscienza come luogo di libertà e di incontro con Dio. Centrale è il primato della misericordia, che orienta l’azione pastorale e la visione dell’uomo, considerato nella sua fragilità ma anche nella sua capacità di redenzione.

Accanto a questi temi, l’opera approfondisce gli elementi portanti della spiritualità alfonsiana: la preghiera come relazione viva con Dio, la centralità di Cristo nella sua Incarnazione, Passione ed Eucaristia, la devozione mariana e il valore della memoria grata. 

Viene inoltre messo in luce il metodo pastorale del santo, caratterizzato da semplicità, immediatezza comunicativa e attenzione al popolo, espresso anche attraverso la predicazione popolare e l’uso della musica come strumento di evangelizzazione.

Il racconto è arricchito da ritratti di figure significative – familiari, collaboratori e discepoli – e da riferimenti ai luoghi emblematici della vita di Alfonso, che contribuiscono a rendere vivida la ricostruzione narrativa. Ne emerge un quadro complesso e sfaccettato, in cui si intrecciano dimensione umana, spirituale e culturale.

Nella parte conclusiva, il dialogo assume un valore universale: le parole del santo diventano risposta alle inquietudini dell’uomo contemporaneo. Il messaggio che ne scaturisce è quello di una fede intesa non come meta immediata, ma come cammino progressivo, fatto di cadute e riprese, sostenuto dalla speranza e dalla fiducia nella misericordia divina.

Il testo si configura così come uno strumento efficace di formazione e divulgazione, capace di avvicinare soprattutto i giovani alla figura di Alfonso Maria de Liguori, presentato in una veste rinnovata, più autentica e accessibile. L’opera restituisce infatti l’immagine di un santo “a misura d’uomo”, ancora oggi in grado di parlare al cuore e di offrire orientamento in un contesto segnato da smarrimento e ricerca di senso.

P. Vincenzo M. La Mendola C.Ss.R.