UN CORPO SOLO: la preghiera e l’icona del perpetuo soccorso

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1904

Apostolo di Preghiera perseverante

S. Alfonso Maria de’ Liguori nelle “Visite al Santissimo Sacramento”, nella prima riflessione, “Gesù sorgente di ogni bene”, afferma ”Voi mi chiedete cosa faccio davanti a Lui. Cosa si dovrebbe fare? Si ama, si loda, si ringrazia, si domanda. Cosa fa un povero davanti a un ricco, un ammalato davanti al medico, un assetato davanti a una fontana d’acqua limpida, un affamato davanti a una lauta mensa?”.

Elenca diversi modi di parlare con Dio: Preghiera Amorosa, di Lode, di Ringraziamento, o per una Richiesta di grazie. Tutte partono da due presupposti: da una parte Dio potente e misericordioso e dall’altra i limiti e la povertà dell’essere umano. Per condiscendenza di Dio stringe amicizia tra il Creatore e la creatura. S. Teresa di Gesù Bambino affermava: ”A mio parere la preghiera non è altro che approfondire l’amicizia, rimanendo spesso da soli con chi sappiamo che ci ama” (Vita, Cap. 8, n° 5).

La preghiera è, prima di tutto, un dono di Dio misericordioso che ci tratta da amici senza che noi abbiamo fatto nulla, da parte nostra, per meritarlo. Si mette a nostra disposizione, perde il suo tempo per soddisfare le nostre necessità, e anche i nostri capricci, ed ascoltare le nostre lamentele e i nostri sfoghi.

La preghiera non si limita a parlare con Dio, ma è silenzio per ascoltarlo. Ci sono molti interessi materiali, nel nostro cuore, che ostacolano l’ascolto. Affinché la voce di Dio ci giunga nitida, dobbiamo liberarci dalle preoccupazioni e dai sentimenti egoistici. La nostra preghiera si può falsificare a causa delle ambizioni e dei desideri personali; in questo caso non stiamo parlando né ascoltando Dio, ci stiamo parlando ed ascoltando da soli. Siamo simili a quel “Lord”, accusato di fronte ad un tribunale di considerarsi Dio. Interrogato su quali erano le ragioni che portava per proclamarsi  Dio, aveva risposto: “Perché quando prego Dio e cerco di ascoltarlo, la voce che ascolto è la mia”. Non ci succede qualcosa di simile quando accorriamo a Dio, senza essere pienamente disposti ad accettare la Sua Volontà?

Fino a quando nella nostra preghiera non ci concentriamo nell’ascolto di Dio e ci limitiamo solo ad esporgli un elenco di richieste e di necessità, non saremo preparati ad ascoltare il nostro fratello. Non cesseremo di vedere solo il suo aspetto esteriore, senza contemplare, invece, ciò che c’è dietro a quel viso, nell’interiorità, dove vivono i sentimenti.

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