CATTOLICI (E NON) AIUTANO I POVERI SMALTENDO RIFIUTI E ROTTAMI

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I membri del Ve Chai Group hanno festeggiato gli oltre 10 anni di attività con i Redentoristi di Mai Thôn (Saigon). Sezioni locali del gruppo sono presenti in diverse diocesi e parrocchie di tutto il Paese. Fra i volontari anche non cristiani, che hanno deciso di aderire all’iniziativa. Una risposta alla chiamata di papa Francesco alla difesa della natura e alla valorizzazione dell’uomo.

Raccogliere rottami e rifiuti di vario genere per finanziare, attraverso lo smaltimento o la vendita, attività di volontariato e iniziative a favore dei poveri e dei bambini sfortunati. Rispondendo così, all’appello di papa Francesco nell’enciclica “Laudato Sì” in cui invita alla cura e alla tutela della natura, la nostra “casa comune” e all’impegno per lo sviluppo inclusivo dell’uomo. È questa la filosofia che anima il lavoro dei membri di “Ve Chai Group” (movimento per la raccolta degli scarti, in lingua locale), che nei giorni scorsi ha celebrato gli oltre 10 anni di attività presso la comunità dei Redentoristi di Mai Thôn, a Ho Chi Minh City.

La caritativa proposto dal gruppo in questi anni è diventata un modello che si è diffuso in altre parrocchie e diocesi del Paese, in particolare nei grandi centri fra cui Hué, Hanoi e la ex Saigon, metropoli del sud.

Il “Saigon Ve Chai Group” è nato il 17 ottobre 2004 ed è ancora oggi uno dei più importanti e attivi sul panorama nazionale. Come spiega il tesoriere del gruppo, la signorina Theresa Nguyễn Thùy Dương, ogni domenica della settimana “andiamo alla ricerca di scarti e rottami”. In un secondo momento, il materiale raccolto viene venduto “per raccogliere fondi e aiutare i poveri e i bisognosi, in particolare i più piccoli”.

P. Uy, dei Redentoristi di Saigon, si dice orgoglioso e felice quanto “i giovani pensano ai poveri, accrescendo la consapevolezza e le conoscenze sui temi dell’ambiente e della protezione della vita in ogni aspetto del quotidiano”. Gli fa eco il signor Đặng Văn Điệp, un membro non cattolico del gruppo, il quale ha però deciso di sostenere l’iniziativa promossa dalla Chiesa vietnamita. “Ho partecipato per la prima volta nel 2012 a un riunione del gruppi – afferma – e anche se ho potuto fare poco, questo lavoro è carico di significato”.

Il gruppo si è diffuso con rapidità in molte diocesi e parrocchie del Vietnam, come quella di Hàng Xanh, raccogliendo l’adesione di molti studenti e giovani migranti interni, che vivono lontani dalle loro famiglie e dai villaggi di origine. Ragazzi e ragazze si sono uniti con entusiasmo all’iniziativa, raccogliendo spazzatura, rottami e rifiuti che, una volta venduti, hanno finanziato l’acquisto di beni e regali per i poveri e i bambini in occasioni speciali come il Natale, Pasqua, il Nuovo anno lunare.

Per la gran parte degli attivisti, il passaggio dalla “protezione dell’ambiente” all’iniziativa volta a raccogliere denaro da destinare ai poveri è stato uno sviluppo naturale del percorso. Nella diocesi di Hải Phòng il gruppo ha dato vita a un progetto che permetterà di aiutare almeno 120 bambini sieropositivi o malati di Aids. P. Kiện ricorda che negli ultimi dieci anni “sono stati raccolte 20 tonnellate di materiale” e il loro smaltimento o la vendita ha portato quasi 3 miliardi di dong (circa 134mila dollari) per finanziare attività di caritativa.

P. Joseph Tạ Huy Hoàng, vicario della parrocchia di Tống Viết Bường (Ho Chi Minh City), sottolinea: “Il lavoro aiuta i giovani della parrocchia a manifestare il loro amore per la vita. Allo stesso tempo – aggiunge – essi avranno la possibilità di accrescere la propria consapevolezza riguardo i temi ambientali e di rispondere alla chiamata di papa Francesco a difesa della natura”.

(Asia News)

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