Angola: la Vice-Provincia in ritiro

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Dalla sera del 15 maggio fino al 19, 15 confratelli della Viceprovincia della comunità  di Vouga-Kunhinga, si sono incontrati per gli esercizi spirituali annuali. In questa comunità si svolgono di solito gli incontri più importanti della Viceprovincia, il posto offre grandi spazi e si respira una particola tranquillità, è una località rurale, distante 30 km dalla capitale provinciale di Biè . La nostra chiesa parrocchiale è stata eretta in Santuario diocesano della Madonna del Perpetuo Soccorso durante l’anno giubilare del 2016.

Il ritiro, sotto la guida di p. João Pedro Fernandes, si è centrato sul XXV Capitolo Generale. Nel primo giorno, la riflessione ha messo a fuoco il processo e le decisioni del Capitolo. Poi, in lavori di gruppi, i partecipanti sono stati invitati a sottolineare le decisioni capitolari che riguardano la Viceprovincia, e proporre delle strategie per rispondere ad esse. Alcune delle decisioni messe più in risalto dai gruppi sono state: la protezione dei bambini ed adulti vulnerabili; lo stile di vita comunitario (semplicità, solidarietà coi poveri e trasparenza); la promozione e l’accompagnamento vocazionale.

Nei giorni seguenti, lo Spirito ci ha condotto a riflettere e pregare sul tema per i prossimi 6 anni. Abbiamo approfondito la nostra qualità di “Testimoni del Redentore”: una testimonianza che è credibile se scaturisce dall’Incontro trasformante con l’Amore di Dio (“quello che abbiamo visto e udito, … quello che abbiamo contemplato…”), esperienza così significativa che non la possiamo trattenere per noi, sentiamo l’urgenza di comunicarla agli altri. E – da redentoristi – lo facciamo con uno stile particolare: al modo del Redentore, che si è fatto “parente prossimo” di ognuno di noi, soprattutto di chi è in estremo bisogno di solidarietà e riscatto umano e spirituale.

Poi abbiamo riflettuto su come possiamo essere “Solidali per la Missione” – solidali con Dio, nel suo progetto di vita e salvezza per il mondo; solidali tra noi (una grande sfida, la solidarietà comunitaria ai diversi livelli!); solidali con l’umanità dilacerata, sofferente, bisognosa di Redenzione. L’umanità, appunto, “in un Mondo Ferito”. A questo riguardo, il ritiro è stato un’occasione per guardare con “occhi che vedono” – come quelli di Gesù, pieni di Compassione che porta all’azione – alcune delle realtà più dolorose che lacceranno il tessuto umano e sociale del paese. Tuttavia, siamo partiti da noi stessi, consacrati redentoristi, guardando le nostre vulnerabilità e ferite, personali e comunitarie, e cercando di capire alcune delle cause. Per lasciarci toccare dalla Misericordia del Ferito-Risorto e dalla guarigione che lui ci offre, affinché siamo in grado di aiutare anche i nostri fratelli e sorelle a trovare guarigione per le loro molte ferite.  Alla fine, si sono aperte alcune piste (con degli strumenti e processi) per proseguire in questo lavoro e missione. Un bel e sfidante programma di vita per i prossimi 6 anni…

(João Pedro Fernandes, CSsR).

 

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