“Spicilegium Historicum” della Congregazione del Santissimo Redentore per il 2018

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(Roma, Italia) – “Spicilegium Historicum” della Congregazione del Santissimo Redentore per il 2018 è stato pubblicato. Questa è il primo volume dell’anno 2018 (Vol. 1, Anno 66, 2018), a cura dell’Istituto Storico della Congregazione che ha come direttore padre Adam Owczarski.

Gli articoli di questo numero di Spicilegium sono: “Devotion to Our Lady of Perpetual Succor and Islam,” di padre Terence Kennedy CssR; Seelsorge-Engagement des Redemptoristenkollegs Svatá Hora unter den Kriegsflüchtlichen in Pribram, 1914-1918, di Daniel Mandzak C.Ss.R; “First Redemptorist Bishop of Surinam Jan Swinkels, 1810-1875” di Joop Vernooij CSsR; “El Padre Federico Grote, C.Ss.R., y los Circulos de Obreros Argentinos (1892-1912) di Roberto Etcheverry C.Ss.R.; ” Tre Missioni Popolari Cantante da tre Cantastorie: San Cipirello (1909), Cinisi (1913) e Alcamo (1924) di Giuseppe Russo, C.Ss.R. e  “Luis  de Buggenoms,  Biographie et Mémoires” di Jean Beco C.Ss.R.

“Devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso e Islam”, di p. Terence Kennedy CSsR

L’articolo, “Devozione a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e Islam”, di Terence Kennedy, C.Ss.R. inizia con raccontarci la propagazione della devozione a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso in Asia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Maria ha un posto importante nell’Islam. L’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei musulmani è cambiato quando si arriva alla comprensione della Salvezza in e attraverso Maria e Gesù. Un fatto che è poco conosciuto: il rifiuto di Byzance dei Copti e dei Nestoriani favorì il numero di conversioni all’Islam. Maria è vista come un ponte tra cristiani e musulmani. Tuttavia, la “devozione” islamica verso la Theotokos (madre di Dio) non corrisponde alla comprensione del “Verbo fatto carne”, il vero cuore del cristianesimo.

Seelsorge-Engagement des Redemptoristenkollegs SvatáHora unter den Kriegsflüchtlichen in Pribram, 1914-1918, di Daniel Mandzak CSsR

La cura pastorale dei Redentoristi di Svatá Hora tra i rifugiati di guerra a Pribram, 1914-1918

L’articolo narra le storie dei profughi della prima guerra mondiale a Pribram (oggi repubblica Ceca), una situazione che era cominciata in autunno del 1914 ed è durata fino alla fine della guerra. La mancanza dei prodotti alimentari di base e di materie prime, e la mancanza dei fondi  necessari per assistere le famiglie, erano i motivi principali per cui cresceva lo scontento verso dei rifugiati. Fornire assistenza materiale ai rifugiati era molto difficile. Non di meno era importante il sostegno spirituale per questa gente miserabile, di non perdere il senso della vita, la buona fede e la speranza che tutta la loro sofferenza finirà e saranno in grado di tornare alle loro case. Proprio questo compito penderono su di sé i Redentoristi di Sava Hora. Accoglievano profughi, celebravano i sacramenti, incoraggiavano con le parole e quando era possibile aiutavano anche materialmente. Tutti confratelli si erano impegnati in questo apostolato tra i rifugiati, malgrado le difficoltà, anche dalla lingua, il loro lavoro era significativo e produceva frutti positivi.

Primo vescovo redentorista di Surinam Jan Swinkels, 1810-1875 “di Joop Vernooij CSsR

L’articolo, Primo vescovo redentorista di Surinam, Jan Swinkels, (1810-1875), di Joop Vernooij, C.Ss.R., fornisce un resoconto della vita di p. Jan Swinkels, il primo vescovo redentorista del Suriname. Ha lasciato un contributo grande ai Redentoristi e ad altri ordini. Ordinato sacerdote diocesano nel 1834, ha lavorato con successo nell’istruzione e divenne Rettore della Scuola latina di Helmond. Nel 1845 divenne un Redentorista e lavorò nelle missioni e ritiri in Olanda e Belgio. Fu il primo superiore della comunità di Amsterdam, Vice-Provinciale in Olanda e Provinciale della Provincia Olandese-Inglese 1854-1865. Padre Jan è il primo Redentorista ad avventurarsi nelle missioni straniere. Come Vicario Apostolico in Suriname 1866-1875, ha segnato una svolta nella storia dei Redentoristi. L’articolo racconta come ha iniziato il nuovo tipo di apostolato, le tensioni tra l’essere vescovo e superiore religioso, l’influenza del Padre Generale a Roma e la sua meticolosa attenzione alla Regola. Ha guidato i missionari nel processo di inculturazione.

“El Padre Federico grote, C.Ss.R., y los Circulos de Obreros Argentinos (1892-1912) de Roberto Etcheverry C.Ss.R.

L’articolo è una sintesi del libro “El P. Federico Grote, un misionero entre los trabajadores” di Roberto Etcheverry C.Ss.R. (Buenos Aires, 2017) e presenta in modo chiaro i punti principali della biografia del sacerdote redentorista (1853 – 1940), la sua vocazione missionaria, l’arrivo in Argentina, la sua residenza a Salta e Buenos Aires, presenta poi la realtà sociale di questo paese sudamericano nel periodo 1880-1903 e lo spirito nella fondazione dei Circoli dei lavoratori, annunciando il luminoso pensiero della Rerum Novarum di Leone XIII. Ebbe un impatto straordinario nella opinione pubblica. Molte conquiste dei lavoratori si raggiunsero grazie alle sue lotte e al suo impegno. Fin dall’inizio, questi Circoli hanno formato gruppi di formazione per lo studio e la formazione completa, passando della formazione politica alla musica e alla formazione cristiana. Un missionario fra i lavoratori che ha lasciato un grande contributo in quell’Argentina cattolica e operaia. E’ diventato esempio per tanti cristiani nell’impegno con la giustizia sociale perfino ai nostri giorni.

“Tre missioni popolari cantate da tre cantastorie: San Cipirello (1909), Cinisi (1913) e Alcamo (1924) di Giuseppe Russo, C.Ss.R.

Questi tre lavori in dialetto siciliano non sono stati commissionati, ma sono stati composti spontaneamente da tre cantastorie: Filippo Salvia di San Cipirello (PA) nel 1909, Vincenzo Biondo di Cinisi (PA) nel 1913 e Liborio Dia d’Alcamo (TP) nel 1924, che hanno voluto immortalare l’opera di trasformazione operata da un gruppo di missionari redentoristi a beneficio degli abitanti di questi tre paesi.

Nelle cronache troviamo che i missionari erano sempre accolti con grande entusiasmo, la predicazione riusciva fervorosa. Si racconta delle testimonianze della gente che chiedeva perdono e delle conversioni. Si spiega ciò che era chiamato il metodo siciliano delle missioni e il metodo napoletano.

Le richieste delle missioni andarono aumentando tanto che in 35 anni predicarono 159 missioni senza calcolare ciò che veniva fatto nei mesi mariani, mesi del Sacro Cuore, le novene e altre predicazioni.

“Louis de Buggenoms. Biographie et Mémoires” di Jean Beco C.Ss.R.

Louis de Buggenoms scrive sulla storia delle fondazioni redentoriste in Inghilterra e Irlanda. Dettagli della partenza verso l’Inghilterra e l’arrivo a Falmouth. La fondazione di Clapham, qui si tratta della storia nel 1848. La fondazione di Limerick e la quantità di primi lavori fatti dai missionari all’inizio della vita di comunità in questi luoghi.

La predicazione del Vangelo, le primi missioni, l’assistenza ai poveri, l’insegnamento a scuola, l’organizzazione delle comunità con altri ordine religiose, l’aiuto delle suore, i volontari per l’assistenza medica in alcuni posti di missione, ecc. casi e cose che si narrano solo quando uno racconta la propria vita nelle missioni.

Le memorie che qui racconta l’autore sono piene di uno spirito alfonsiano nel servizio ai più piccoli e affamati di Vangelo. Alla fine si può sentire come la grazia del Redentore è stata sempre la forza nell’impegno dei primi missionari che hanno fatto nascere le comunità redentoriste in Inghilterra e Irlanda.

Scala News

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