Spagna: Oblate alla V Giornata Internazionale sulla Tratta a Fini di Sfruttamento Sessuale

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Il 13 novembre 2025, le Suore Oblate del Santissimo Redentore – Provincia Europa hanno celebrato a Madrid la V Giornata Internazionale sulla Tratta a Fini di Sfruttamento Sessuale, con il motto “Esperienze e riflessioni nell’accompagnamento delle vittime”.

L’evento, che ha combinato la modalità in presenza e quella virtuale, ha riunito più di 300 professionisti del settore sociale, giuridico, educativo e pastorale per approfondire le trasformazioni che sta vivendo la tratta e le sfide che pone l’assistenza alle donne che ne sono vittime.

Carmen Ortega, superiora della Provincia Europea delle Suore Oblate, ha sottolineato che la giornata è partita da una constatazione preoccupante: la realtà della tratta e della prostituzione è diventata più complessa, più dispersiva e più invisibile. In questo senso, ha affermato che i contesti si trasformano, le reti cambiano le loro modalità di reclutamento e controllo e le donne si trovano ad affrontare situazioni sempre più precarie, con maggiori difficoltà ad accedere a diritti fondamentali come l’alloggio, la salute o il lavoro.

“La tratta diventa invisibile quando lo sono anche le donne”, ha sottolineato Carmen Ortega“La nostra missione è accompagnarle con vicinanza e rispetto e ricordare alla società che la loro storia non può rimanere ai margini”, ha concluso suor Carmen.

Le Suore Oblate della provincia Europa lavorano in progetti sociali in Spagna, Portogallo e Italia, dove ogni anno accompagnano migliaia di donne in contesti di prostituzione e tratta. In questi spazi, l’accoglienza, il legame e l’accompagnamento diventano il fulcro di un’azione sociale che va oltre l’assistenza: è una scommessa sull’autonomia, la libertà e la restituzione dei diritti.

Il responsabile delle giornate, Roberto Ferreriro, ha sottolineato che negli ultimi anni si è osservato un aumento delle donne che vivono direttamente nei luoghi dove esercitano la prostituzione – appartamenti, club o spazi chiusi – il che aumenta il loro isolamento e la loro vulnerabilità. Ha anche sottolineato che si constata un peggioramento della salute fisica ed emotiva, aggravato dalle condizioni di vita e dall’esposizione alla violenza.

“Ci troviamo di fronte a realtà nuove che richiedono nuove forme di accompagnamento”, ha spiegato  Roberto Ferreiro. “Non basta offrire aiuto; è necessario creare spazi dove le donne possano ricostruire la loro vita, scoprire le loro capacità e sentirsi parte di una comunità che le riconosce e le sostiene”, ha affermato Ferreriro.

La proposta delle Oblate si basa su una profonda convinzione: ogni donna ha il diritto di essere accompagnata con rispetto, senza giudizi e con fiducia nelle proprie possibilità. Questo modo di accompagnare, che nasce dal carisma delle Oblate, si traduce in azioni concrete: percorsi personali e formativi, assistenza psicologica e sanitaria, programmi di inserimento socio-lavorativo e risorse residenziali e di protezione dove le donne possono iniziare un nuovo cammino.

Per le Oblate, l’accompagnamento è una forma di trasformazione sociale. Ogni processo personale è anche un gesto di denuncia contro le strutture che generano esclusione. Per questo, insieme all’assistenza diretta, la Congregazione promuove la sensibilizzazione sociale e l’incidenza politica, convinta che senza un cambiamento di prospettiva collettiva non ci sia vera giustizia per le donne che si prostituiscono e/o sono vittime di tratta a fini sessuali.

“Vogliamo continuare ad essere una presenza di speranza”, ha aggiunto Carmen Ortega, “intrecciata in una rete con tante persone, enti e istituzioni che credono che la dignità non si negozia, si difende. Perché la tratta non è un problema di pochi, ma un reato che interessa tutta la società e richiede azioni concrete che affrontino questa realtà in modo globale.

“Accompagnare non significa sostituirsi, ma camminare al fianco”, ha sintetizzato Roberto Ferreiro. “In questo cammino, ogni donna diventa protagonista del proprio processo e ci ricorda che anche la speranza si impara accompagnando”.

(oblatas.com)