Spagna: il mese del Perpetuo Soccorso, un’esperienza materna che accoglie, comprende e si prende cura dell’umanità

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Nella prima settimana di giugno, Scala News propone una riflessione per inaugurare il mese dedicato alla celebrazione della festa della Madre del Perpetuo Soccorso. L’editoriale della rivista Icono ci ricorda che: “Chi ha sentito il proprio cuore toccato dal Soccorso di Dio, che è Maria, non lo perderà mai… come la gioia del Vangelo”

Un segno di amore e misericordia

Sono passati 160 anni da quando Papa Pio IX consegnò l’icona del Perpetuo Soccorso ai Missionari Redentoristi con il mandato: «Fate la conoscere al mondo». Questo gesto ha avuto e ha per la Congregazione un significato molto speciale, tanto da diventare segno e simbolo della sua identità missionaria. Da quel 26 aprile 1866 l’azione evangelizzatrice redentorista è rimasta legata per sempre al cuore di Maria del Perpetuo Soccorso. Lei è diventata il miglior segno identitario, la migliore ambasciatrice e, senza dubbio, il punto di riferimento per eccellenza; ma soprattutto è stata ed è — per tante persone — un’esperienza materna che accoglie, comprende e si prende cura dell’umanità, particolarmente sensibile verso i suoi figli più fragili e sofferenti.

Quel dono offerto — l’icona diffusa in tutto il mondo — non ha smesso di compiere un cammino di andata verso i più bisognosi. La nostra Congregazione, senza saperlo in quel momento, è stata introdotta in una corrente di amore e misericordia che solo la tenerezza di una madre come Maria poteva portare. Quel gesto di fiducia del Papa nei confronti dei Redentoristi ha vissuto il miracolo della moltiplicazione: innumerevoli luoghi, alcuni conosciuti e altri completamente anonimi e lontani, sono segnati dall’amore di Dio nell’immagine di Maria del Perpetuo Soccorso. Un’immagine invecchiata, una stampa sbiadita o una piccola e insignificante icona, portate da qualche missionario, catechista o volontario, sono diventate per una famiglia, una comunità o un popolo una presenza di fede. Per questo diciamo che lei, come intercessora, è l’anima che spinge, protegge e cura la missione.

Il bambino spaventato, il sandalo caduto, le mani strette, lo sguardo paziente di una madre mostrano i segni di Dio nella nostra vita; sembrano piccoli e nascosti, ma hanno la forza e il potere della trasformazione; sembra che non cambino la realtà perché piccoli e insignificanti, ma muovono il mondo. La generosità donata, la ricerca del bene, l’impegno verso gli emarginati, la preghiera umile, il gesto di accoglienza disinteressata danno sempre i loro frutti, anche se non li vediamo. Non ne dubitiamo.

Certamente viviamo a un ritmo vertiginoso che impedisce di vedere le piccole cose. Tutto passa appena successo. Consumiamo immagini, eventi e persino incontri. Tuttavia, ciò che è prezioso, ciò che tocca le corde più profonde della persona non si cancella, anche se si sbiadisce; non si nasconde, anche se si smarrisce; non scompare, anche se si confonde. Chi ha sentito come il Soccorso di Dio, che è Maria, ha toccato il suo cuore, non lo perderà mai… come la gioia del Vangelo. Questa è la fiducia e la sicurezza della nostra rivista centenaria; è anche l’omaggio silenzioso e profondo che, in questo anniversario, rendiamo a tanti redentoristi anonimi che non si sono preoccupati del proprio nome, ma di quello di Maria, affinché il suo bacio e il suo abbraccio materno giungessero a tutti coloro che soffrono, a tutti coloro che non hanno motivi per sperare. Buona festa del Perpetuo Soccorso a tutti.

Si compiono 160 anni dal mandato missionario di Pio IX e i redentoristi continuano a diffondere la presenza di amore e misericordia di questa icona di Maria in tutto il mondo.

Francisco Javier Caballero, CSsR

Rivista Icono