Un viaggio spirituale alle origini

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Sabato scorso, 26 settembre, si è concluso il Corso di spiritualità redentorista, nella sua edizione in spagnolo e portoghese: tre settimane di cammino verso le fonti del carisma della Congregazione del Santissimo Redentore. La celebrazione eucaristica nel Santuario di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Roma, presieduta da p. Krzysztof Dworak, e la consegna degli attestati di partecipazione hanno costituito il momento solenne di ringraziamento a Dio per il dono di questo pellegrinaggio condiviso.

Un cammino alle radici del carisma

«Il percorso attraverso i luoghi legati a Sant’Alfonso e agli inizi della Congregazione permette di riscoprire l’esperienza e l’eredità spirituale fondazionale», spiega p. Krzysztof Dworak, C.Ss.R., direttore del Centro di Spiritualità Redentorista presso la Curia Generale. Si tratta di un percorso condiviso che coinvolge confratelli, laici e religiose legati alla famiglia redentorista, accompagnando la crescita spirituale delle diverse province. P. Dworak ricorda che l’iniziativa di istituire questo pellegrinaggio spirituale nasce da una linea guida del Capitolo del 1988, pensata per rispondere all’esigenza di alimentare la vita interiore e di vivere la propria fede e il proprio carisma in modo più radicato.

Le testimonianze dei partecipanti

Interpellati sull’esperienza di queste tre settimane, i partecipanti al corso non hanno dubbi sul valore di questo tempo trascorso insieme.

«Recarsi nei luoghi di fondazione significa riprendere, rivivere, rafforzare, sì, rifondare quelle azioni vocazionali nella mia vita», afferma p. Alí Villegas, C.Ss.R., del Venezuela (Provincia Andino-Caraibica). «Per me è stato un grande momento spirituale perché favorisce e rafforza quella comunione e quell’amore per la Congregazione, per la vocazione, per Sant’Alfonso, per San Gerardo».

Per p. Jorge Cardozo, C.Ss.R., dall’Argentina (Provincia Pedro Donders), il corso di spiritualità è stata un’esperienza di fraternità: «Sentirsi in famiglia con tantissime persone, fratelli provenienti da luoghi diversi, da paesi diversi, e condividere con loro». Il pellegrinaggio alle origini storiche della Congregazione è stato per lui anche uno stimolo alla preghiera per nuove vocazioni: «Invito tutti a continuare a pregare affinché il Signore, Dio della Misericordia, continui a donarci altri missionari, altri fratelli, altri sacerdoti in tutta la famiglia religiosa redentorista».

«Volevo soprattutto avvicinarmi al grande San Gerardo, che per la sua semplicità e dedizione è per me un grande esempio», confessa p. Manolo Redondo, C.Ss.R., dalla Spagna (Provincia Europa Sud), che quest’anno celebra il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

«Questo corso di spiritualità è un rinnovamento, sia spirituale che della nostra vita redentorista», afferma p. Rosivaldo Motta, del Brasile (Provincia di Aparecida). «Una cosa è imparare durante la formazione, un’altra è venire sul posto, nei luoghi storici dove tutto è accaduto: conoscere più da vicino sant’Alfonso, le tracce lasciate da san Gerardo e quelle dei nostri santi».

Non sono mancate nemmeno le parole di gratitudine, sia da parte dei partecipanti che degli organizzatori: «Ringraziamo tutti i partecipanti a questo corso e tutti i collaboratori e le collaboratrici che hanno contribuito a renderlo possibile, ovviamente anche il nostro Governo Generale», ha detto p. Dworak, che ha già annunciato il corso di spiritualità del prossimo anno.

Un pellegrinaggio nel profondo del cuore

Visitare i luoghi storici e ascoltare le conferenze sugli inizi della Congregazione, approfondendo la conoscenza del carisma e del dinamismo missionario delle prime generazioni di redentoristi, è stata davvero un’occasione per compiere un viaggio spirituale. Ecco come condivide questa esperienza Cintia Cajal, di Salta (Argentina), missionaria laica del Santissimo Redentore:

«A volte sembra che la vita festeggi e balli con noi seguendo il ritmo dei battiti del nostro cuore. Ed è così che ho vissuto questi giorni, durante il Corso di spiritualità redentorista. I pellegrini camminano sempre fiduciosi nell’amore fedele e provvidenziale del nostro Padre Dio. Portano nel loro intimo un bagaglio di storie, alcune celebrate con gioia e altre vissute con l’intensità che il dolore porta con sé. Tutto fa parte del cammino.

Andare nel profondo del cuore per ritrovare le radici del carisma ha significato incoraggiarci a tornare all’esperienza della redenzione e della chiamata di ciascuno. I luoghi, i siti storici e soprattutto le figure di coloro che hanno dato vita alla CSsR hanno costituito la cornice che ha accompagnato e ricreato l’incontro con il Dio che un giorno ci ha fatto innamorare di Lui.

Con orecchio attento e con empatia, abbiamo accompagnato il cammino dei confratelli, conoscendo la realtà di ciascuna Provincia. Abbiamo condiviso il percorso compiuto prima della ristrutturazione e le sfide che si presentano attualmente. Credo nella fedeltà di Dio che attraversa le nostre storie, poiché nel pellegrinaggio nel profondo del cuore ritroviamo la tenerezza di Dio.

Rendo grazie a Dio per ciascuno dei fratelli. La loro presenza, vicinanza e fraternità hanno messo in luce il modo in cui Alfonso ci ha invitato a vivere tanti anni fa. Ogni Eucaristia è stata una celebrazione dell’amore redentore di Dio nelle nostre vite, da condividere e donare ai più poveri.

Lasciarci sorprendere, commuoverci, condividere esperienze, ridere insieme e goderci, dopo cena, la fresca brezza di Ciorani, sono stati gli ingredienti che hanno creato legami e arricchito questi giorni. Con gratitudine nel cuore, posso dire con certezza che lasciarci sorprendere e incontrare dal Dio della Vita, e dalla presenza serena e materna della nostra Madre del Perpetuo Soccorso, è stato il modo migliore per compiere un pellegrinaggio nel profondo del cuore.”

GR / Scala News