Un sacerdote “a tempo pieno” per i diritti degli immigrati nel 2018

0
414
Father Piedra with Jose Sidoa, a client. (Photo Credit: Ryan Christopher Jones for The New York Times)

(Baltimora, Stati Uniti) – La situazione dei migranti negli Stati Uniti sta diventando sempre più una “situazione a rischio” per la tensione creatasi dalla carovana dei migranti centroamericani che ormai è vicina al confine con gli Stati Uniti. Quelli che ormai vivono da tempo nel territorio statunitense, cercano di regolarizzare i documenti per il proprio soggiorno, ma è sempre più difficile senza qualcuno che abbia competenze legali ed un po’ di esperienza.
Tra quanti aiutano i migranti senza documenti si sono le risorse della Chiesa cattolica, come padre Piedra, sacerdote redentorista, che vive a contatto dei migranti da qualche anno. Padre Ruskin Piedra, CSsR, originario della provincia di Baltimora, gestisce un centro di assistenza legale a Sunset Park, Brooklyn, dove combatte contro l’espulsione dei migranti. Il suo lavoro è diventato ultimamente più difficile. Il New York Times gli ha dedicato un lungo articolo l’8 novembre.
Padre Piedra, 84 anni, si reca spesso al Tribunale dell’Immigrazione di New York, al centro di Manhattan, dove difende le persone che devono affrontare la deportazione o che cercano asilo negli Stati Uniti. Nel 2003 ha fondato il Centro John Neumann, un’organizzazione senza scopo di lucro che fornisce servizi legali relativi all’immigrazione a costi accessibili alla comunità di Sunset Park, a Brooklyn. La sua sede centrale si trova al secondo piano di un edificio di proprietà dei Redentoristi, dove padre Piedra celebra anche la messa ogni pomeriggio.
Sunset Park ha attraversato una trasformazione demografica negli ultimi 50 anni, passando da un quartiere a maggioranza irlandese, italiana e scandinava, a una prevalentemente ispanica e cinese.
Questo processo ha significato tra l’altro, per i sacerdoti responsabili della chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, la necessità di celebrare le Messe quotidiane in inglese, spagnolo e cinese, per soddisfare le esigenze spirituali dei fedeli, molti dei quali senza documenti. (The New York Times, 8 de noviembre de 2018)

Per leggere l’articolo completo su “The New York Times”, fai clic sul seguente link:

Print Friendly, PDF & Email