Un Solo Corpo: In Missione Condivisa – La Partnership nella Missione è Partnership per la Missione

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Introduzione

Mentre continuiamo a riflettere sul messaggio del XXV Capitolo Generale alla Congregazione, osserviamo che la partnership in missione è un tema incluso sia nel Messaggio che nelle Decisioni di questo Capitolo Generale. Nel Messaggio del Capitolo alla Congregazione leggiamo:

13. Cinque Laici Redentoristi, rappresentando le Conferenze, sono stati presenti nel nostro Capitolo. In loro abbiamo riconosciuto la ricchezza del nostro carisma, che anche ai laici il Signore concede e che ci consente una presenza e una parola profetica nel mezzo del mondo. Inoltre ci sentiamo chiamati a costruire il Regno con la grande famiglia redentorista, formata da tante congregazioni e associazioni con le quali condividiamo il carisma.

Come risultato di questa presenza condivisa e della chiamata che tutti hanno sperimentato, i capitolari sono stati ispirati a concretizzare tale esperienza, e così nelle Decisioni del Capitolo Generale leggiamo:

11. Ufficio per la missione condivisa con i laici

Un Ufficio permanente per la missione condivisa con i laici verrà creato a livello di Governo Generale, come pure in ciascuna Conferenza si creerà una Commissione per la missione condivisa.

L’Ufficio, assistito dalle Commissioni delle Conferenze, preparerà un Direttorio che descriverà il profilo del laico redentorista, in tutte le sue diverse espressioni. Ciò delineerà, in modo chiaro, i compiti, i diritti, le responsabilità, e i livelli di aggregazione.

L’Ufficio, con l’aiuto delle Commissioni delle Conferenze e del Segretariato Generale per la Formazione, produrrà, inoltre, una Ratio Formationis per la preparazione e la formazione sia dei partner laici sia dei redentoristi professi per la missione condivisa.

L’Ufficio è già stato istituito, il Direttorio è sulla buona strada per essere sviluppato (sarà presentato come bozza negli incontri di metà sessennio), e la Ratio Formationis seguirà immediatamente.

Ma cos’è esattamente la “partnership in missione”? Quali sono le sue radici nella storia dei Redentoristi? E come può questa visione profondamente radicata di una “Famiglia Redentorista” proclamare insieme la buona novella dell’abbondante redenzione in un mondo ferito e respirare vita nuova mentre andiamo avanti?

La vita redentorista non è mai stata possibile senza il sostegno e l’incoraggiamento dei laici: collaboratori, benefattori e amici. Mentre noi Redentoristi abbiamo toccato e cambiato la vita della Chiesa, così siamo stati toccati e cambiati dalle persone con le quali e tra le quali siamo stati chiamati al servizio. In ogni luogo e in ogni fase della nostra storia – dai tempi di Sant’Alfonso e delle “Cappelle serotine”, al ministero di San Clemente Hofbauer a Varsavia e Vienna, all’espressione multiforme che vediamo oggi – abbiamo cercato il modo di unirci nella missione con donne e uomini laici per proclamare in modo più efficace la buona notizia dell’abbondante redenzione a coloro che ne hanno avuto più bisogno.

La nostra attuale comprensione di “partnership in missione” è quella di un’espressione “a ombrello”, sotto la quale troviamo molte forme di associazione. Ci vogliono tutti – Redentoristi professi (sacerdoti, fratelli e studenti), laici missionari del Santissimo Redentore, redentoristi laici/associati e le molte forme di collaboratori laici – per proclamare la buona novella in tutti gli angoli del mondo in cui viviamo. I Redentoristi professi sperimentano momenti privilegiati d’incontro, e i partner laici in missione hanno reti e sfere d’influenza nel mondo della famiglia, del lavoro e del coinvolgimento civile; tutte opportunità attraverso cui si porta in vita il Vangelo e si facilitano gli incontri con il Redentore.

La parola di Dio è la luce per il nostro cammino

1 Corinzi 12,4-13

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Dalla nostra fonte

Dal Documento Finale del XXI Capitolo Generale (1991) ad oggi, c’è una consistente serie di documenti che descrivono la “Famiglia Redentorista”, composta dai Redentoristi professi, sacerdoti, fratelli e studenti, dai Missionari Laici del Santissimo Redentore, dai Collaboratori redentoristi e dai Collaboratori laici. Tutti sono partner nella missione.

Costituzioni e Statuti:

19. Per uno sviluppo efficiente dell’attività missionaria non basta collaborare con la Chiesa, ma occorre anche una conoscenza esatta e pratica del mondo. Con esso perciò i congregati devono aprire con fiducia un dialogo missionario. Interpretando con fraterna solidarietà i problemi che travagliano gli uomini, cerchino di discernere in essi i veri segni della presenza o del disegno di Dio.

Communicanda 1 – 2017:

40. La missione condivisa con i laici (sia uomini che donne) è essenziale per l’attuale missione e per il piano apostolico della Congregazione. Tuttavia, questa non è una ‘priorità apostolica’ come tale, ma è, piuttosto, un mezzo per compiere in modo più efficiente le priorità apostoliche. Cominciando con il XXI Capitolo Generale (1991), la Congregazione del SS. Redentore ha riconosciuto ufficialmente l’importanza di una genuina collaborazione con i laici (sia uomini che donne) nella missione tramite l’associazione.

Communicanda 4 – 1995:

03. La nostra Congregazione, fin dagli inizi, è stata sempre molto vicina al popolo in modo particolare a quello più povero ed abbandonato e ha cercato la collaborazione con i laici nel suo impegno apostolico. Basterà ricordare, a modo di esempio, ciò che Alfonso ha fatto a Napoli con le “Cappelle serotine”, quanto gli siano stati a cuore la vicinanza e la condivisione con gli abbandonati e la costanza con cui ha ricercato un’effettiva popolarità in tutta la sua attività di evangelizzatore e di scrittore. San Clemente, specialmente nel periodo viennese, ha cercato di irradiarsi e di coinvolgere i laici nel suo molteplice impegno apostolico per incidere in maniera più profonda e duratura nella società europea del suo tempo.

11. La collaborazione va progettata in maniera che Redentoristi e laici siano effettivamente con-soggetti della evangelizzazione dei poveri. La sua realizzazione dovrà essere sempre contrassegnata da attiva corresponsabilità e da sincero rispetto reciproco. L’obiettivo verso cui tendere è la “famiglia redentorista” articolata in diversi livelli concentrici di appartenenza.

Chiamati in Comunione per la missione (Segretariato Generale per la partnership in missione, 2009):

Sant’Alfonso de Liguori, fondatore dei Redentoristi, credeva che la missione desse unità alla vita redentorista. La Costituzione 1 delle Costituzioni dei Redentoristi chiama questa forza unificatrice la “vita apostolica”: comprendendo “ insieme la vita di speciale dedicazione a Dio e l’attività missionaria dei Redentoristi”. La Costituzione 1 continua: “ Così la Congregazione partecipa alla missione della Chiesa, la quale… è per sua natura tutta missionaria”. L’origine e la fonte della spiritualità redentorista si trova proprio nella missione redentorista, quindi la spiritualità redentorista è una spiritualità veramente missionaria. La spiritualità redentorista non è solo per i Redentoristi; è condivisa da molti laici che sono collegati ai Redentoristi in vari modi. I Redentoristi non camminano da soli. Il carisma redentorista è un tesoro da condividere con gli altri.

Per la riflessione e la discussione:

Quali sono state alcune delle esperienze positive e vivificanti della partnership in missione?

Come puoi immaginare che questa visione espansiva della partnership in missione apra nuove possibilità per la missione redentorista?

Come si formano i fedeli laici nella nostra famiglia redentorista in modo che possano trovare nuovi modi per rendere presente la missione redentorista, il carisma e la spiritualità alfonsiana nel mondo? Come si formano i Redentoristi professi per la partnership nella e per la missione?


UN SOLO CORPO è un testo mensile di preghiera proposto dal Centro di Spiritualità Redentorista.

Questa reflessione è stata scritta da Anne Walsh: Direttrice dell’Ufficio per la Missione Condivisa (Conferenza Nord America dei Redentoristi)

Per maggiori informazioni: Fr. Piotr Chyla CSsR (Direttore del Centro di Spiritualità –  fr.chyla@gmail.com).

Il testo è stato tradotto da: Massimiliano Mura CSsR

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