Un solo corpo: San Clemente, apostolo mariano

0
114

Introduzione

Il Governo Generale ha proclamato dal 15 marzo 2020 al 15 marzo 2021 un Anno Giubilare in onore del “secondo fondatore” della Congregazione, San Clemente Maria Hofbauer. Gli anni giubilari suscitano in noi Redentoristi di oggi molte emozioni, indicandoci come la Congregazione sia cresciuta negli anni e come al contempo la nostra vita sia radicata all’identità spirituale delle fondazioni. In questa riflessione, intendo approfondire e concentrarmi sulle devozioni eucaristiche-mariane di San Clemente. Mostrerò come un redentorista – quale autentico testimone del Redentore – che sia fratello, sacerdote o laico associato, possa sempre attingere energia, coraggio, speranza e redenzione da queste devozioni. Il frutto di queste devozioni è per noi e per tutti coloro ai quali siamo inviati.

Le quattro caratteristiche di una buona preghiera sono che sia sincera (Salmo 17,1-2), umile (Luca 18,9-14), fiduciosa e perseverante (Luca 18,1-8). Questo vale anche per ogni discepolo che segue un buon maestro: il discepolo dovrebbe essere sincero, umile, fiducioso e perseverante. Uno sguardo ravvicinato alla vita di San Clemente Maria Hofbauer rivela un cuore e un’anima che cerca la volontà di Dio in umiltà, sincerità, fiducia e con vero spirito di perseveranza nel perseguire la volontà di Dio. Al tempo di San Clemente il mondo era in continua agitazione, mai in pace. Nonostante le infinite sfide e difficoltà che San Clemente ha affrontato durante la sua vita da “vero figlio di Sant’Alfonso”, egli “ha seguito con gioia il Salvatore Gesù, rinnegando se stesso e sempre pronto ad affrontare ogni prova per portare agli uomini l’abbondanza della Redenzione” (cfr Costituzioni, 20). Ogni volta che una porta gli si chiudeva, Clemente Hofbauer sapeva come andare oltre o come farsi strada tra le alte mura che lo bloccavano nel portare l’abbondante redenzione alla gente. Scrivendo ai suoi compagni a Varsavia, dice: “se poteste vedere come abbiamo studiato avidamente le mappe del Nord America, pensereste che siamo fuori di senno”, tale era l’indomita passione di questo redentorista di raggiungere i confini della Terra.

San Clemente: l’apostolo eucaristico-mariano

San Clemente non si stancava di cercare anime lontane dalla vita di grazia, specialmente quelle più abbandonate e prossime alla morte. Non aspettò un ambiente politico pacifico per predicare il Vangelo. Convertì invece un momento difficile e ostile in un terreno fertile per la predicazione del Vangelo. Uno strumento utilizzato dal santo era la sua vicinanza al Santissimo Sacramento e alle celebrazioni eucaristiche. Durante il suo periodo a Varsavia, introdusse le cosiddette missioni perpetue. Queste erano centri eucaristici con cinque prediche ogni giorno, accompagnate da tre grandi messe. I pomeriggi di alcuni giorni erano dedicati alla Via Crucis, alle visite al Santissimo Sacramento e alla Beata Vergine Maria. Queste missioni hanno cambiato la città di Varsavia: la chiesa di San Benno divenne un’oasi spirituale e una fonte di speranza per i disperati, per i poveri, gli abbandonati e i perseguitati. L’instabilità politica è stata motivo per la gente di precipitarsi alle porte della chiesa redentorista per partecipare alla “frazione del Corpo e alla condivisione del calice del Sangue di Cristo”. Alcuni giungevano per accompagnare il santo redentorista nell’adorazione di Cristo nel Santissimo Sacramento, altri si recavano per le confessioni e il nutrimento spirituale. San Clemente fondò la chiesa di San Benno in modo che questa fosse testimone amata e fedele della Chiesa di Cristo: la chiesa era affollata durante la settimana e sovraffollata nei fine settimana.

Si dice che un giorno una suora entrò nella Chiesa dove Clemente lavorava come pastore di anime e trovò padre Hofbauer in ginocchio davanti all’altare. Non osservata dal devoto amante di Cristo nell’Eucaristia, la suora vide le sue guance bagnate di lacrime mentre chiedeva la conversione di un peccatore fuori dall’ovile: “Signore, dammi quest’anima, perché se rifiuti, andrò dalla Tua Madre!”. Per Clemente il Figlio Gesù Cristo e la Madre Maria non erano mere figure devozionali: erano esseri reali – nel senso della fede. Quindi il suo grande amore appassionato per il Figlio e la Madre era un’occasione di vero incontro, un incontro con il Salvatore e il Redentore. Andrò dalla Tua Madre, Maria, Madre di Gesù Cristo, che fu per Clemente la Madre del Perpetuo Soccorso di oggi. Dai suoi “frutti” conosciamo la sua solida vita di preghiera, di un uomo che era di casa con la preghiera fatta in ginocchio e allo stesso tempo era nella pastorale un apostolo energico.

Redentorista – Oggi

Oggi, la famiglia redentorista, seppur di umili origini, è divenuta così numerosa che è presente in oltre ottantacinque paesi. In molti di questi c’è un’instabilità politica manifesta, ad esempio con la formazione incontrollata di gruppi terroristici che seminano l’odio tra gruppi religiosi e tribù. Alcuni di questi paesi affrontano gravi crisi economiche, dove i Capi di Stato e quanti sono in posizione di autorità accumulano ricchezza per se stessi dimenticando i poveri e gli abbandonati. “Il divario tra quelli con e senza mezzi di sussistenza si sta allargando ogni giorno” (Lettera pastorale dei vescovi dello Zimbabwe, gennaio 2019). Alcuni paesi sono fatti a pezzi a causa della continua emigrazione dei loro membri in cerca di una vita migliore, in fuga da scenari di guerra e da pesanti difficoltà economiche (cfr Christus Vivit). Molti altri paesi stanno vivendo una scarsità di vocazioni che non consente di proseguire nella missione.

San Clemente ha vissuto due secoli prima di noi, ma certamente, la sua e la nostra situazione sociale, politica ed economica sono rimaste le stesse. Le atrocità dei nostri tempi sopra menzionate erano presenti, se non in modo peggiore, anche al tempo di San Clemente. Nessun tempo è perfetto per fare la differenza, per portare la Buona Novella ai poveri e agli abbandonati. Le verità eterne non conoscono spazio e tempo. Come San Clemente, dobbiamo trasformare i nostri tempi disperati in tempi di speranza. Lo facciamo non abbandonando il vero Maestro della Missione, Cristo Redentore, che ci attende sempre nell’Eucaristia. Clemente pregava così davanti all’Eucaristia:

O Divino Mediatore, custodisci quelle anime zelanti che elevano il loro cuore a te e prega senza sosta per il mantenimento del tuo dono più prezioso: la vera fede. Preservaci nella tua santa fede, perché se siamo ricchi di questo dono prezioso, sopporteremo volentieri ogni dolore e nulla potrà mai cambiare la nostra felicità. Senza questo grande tesoro di fede, la nostra infelicità sarebbe indicibile e senza limiti.

Qualche tempo fa, mentre conversavo con un fratello della Conferenza dei Redentoristi d’Africa e Madagascar, questi mi ha spiegato che proviene da un paese in cui la situazione politica è molto instabile e l’economia in ginocchio: ci sono interruzioni di energia elettrica per venti ore e non c’è acqua corrente nelle abitazioni. Il paese non ha uno stato di diritto. Più si è in alto nella posizione politica, più si è liberi. Il numero di medici che lavorano è frequentemente ridotto e gli ospedali sono spesso chiusi.

Per questo motivo, i poveri continuano a morire senza assistenza medica. Le scuole sono chiuse perché il governo non può permettersi di pagare gli stipendi agli insegnanti. Si sta quindi negando ai bambini dei poveri il diritto all’istruzione, provocando tristemente il fenomeno della prostituzione minorile. È una di quelle situazioni deprimenti che quando le ascolti, non puoi immaginare l’esistenza o la presenza della vita in quel paese. Ho chiesto al fratello: “Come sopravvivi in mezzo a questa disperazione?”. Mi ha risposto: “La nostra speranza sono le persone povere che trovano speranza in noi, ogni volta che celebriamo la Messa per loro, ogni volta che predichiamo l’amore paziente di Dio per l’umanità. La nostra speranza è che non siamo soli. La nostra Madre Maria ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno nell’apostolato”. La risposta del confratello fa eco all’identità del Redentorista, ovvero quella di essere testimone in un mondo ferito.

Come Clemente, questi Redentoristi costruiscono ponti e si fanno strada attraverso gli ostacoli per amore della missione. Non c’è spazio per lo sconforto, nessun motivo per restare inattivi, nessun motivo per smettere. C’è sempre un modo per aggirare ogni ostacolo e superare ciascuna delle sfide di oggi. San Clemente ci ha lasciato un’eredità spirituale perenne di come testimoniare Cristo nell’Eucaristia.

Soprattutto, San Clemente ci ricorda che la missione è per Gesù Cristo attraverso di noi, nello spirito e nel carisma della Congregazione. Gesù Cristo è il fondamento, noi siamo semplicemente costruttori. Camminiamo con fede. Tutto dipende da Dio. San Clemente ha pregato dicendo: “possa la nostra fede svegliarsi al sorgere del sole e non tramontare mai fino a quando tutto sarà compiuto”. Forse nessuna immagine descrive meglio questo atteggiamento di Clemente rispetto alla pittura che lo ritrae mentre bussa alla porta del tabernacolo in un momento di grande bisogno, segno della sua fiducia in Gesù nell’Eucaristia.

Domande per la riflessione:

  1. In che modo l’Eucaristia è una testimonianza viva nella tua vita, nella tua comunità redentorista di oggi?
  2. Come Redentorista, qual è il tuo atteggiamento nei confronti delle sfide che non puoi controllare? (personalmente o come comunità)
  3. Hai tempo per la devozione all’Eucaristia e alla nostra Madre del Perpetuo Soccorso nella tua comunità e a livello personale?

Preghiera

Dio buono, sei un Dio che si prende cura e ha compassione per l’umanità.
Hai riempito San Clemente Maria Hofbauer di straordinario zelo per la
cura delle persone, in particolare di coloro che sono poveri, provati,
o abbandonati, sia fisicamente che nello spirito.
In San Clemente hai rivelato la ricchezza della tua amorevole benignità e misericordia.
Attraverso la sua intercessione e il modo con cui ci ha nobilmente ammaestrato, aiutaci a rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica svolgendo la nostra missione nella Congregazione.
Aiutaci a camminare nel modo che San Clemente ci ha indicato con la sua vita. Ascoltaci e rispondici, Signore Dio, per Cristo nostro Redentore.
Amen!


ONE BODY è un testo di preghiera proposto dal Centro di Spiritualità Redentorista.

Questo testo è stato scritto in da Gideon Sidinga CSsR

Per maggiori informazioni: Piotr Chyla CSsR
(Direttore del Centro di Spiritualità –  fr.chyla@gmail.com).

Documento PDF: Un solo corpo IT

Print Friendly, PDF & Email