Vatican News: A Praga si è tenuto l’insediamento del nuovo Primate della Repubblica Ceca nella cattedrale di San Vito a Hradčany. L’arcivescovo Stanislav Přibyl ha dichiarato che svolgerà il suo ministero nello spirito di San Adalberto. «Vengo da voi come pastore», ha detto il nuovo arcivescovo sabato 25 aprile 2026. Ha sottolineato che un pastore deve avere una visione chiara, sapere dove conduce le pecore. Negli anni 1990-91 ha svolto la sua formazione religiosa in Polonia, nel noviziato della Provincia di Varsavia dei Redentoristi a Lubaszowa, vicino a Tuchów, nella diocesi di Tarnów.
All’inaugurazione del ministero pastorale del nuovo arcivescovo di Praga ha partecipato il presidente ceco Petr Pavel. Erano presenti anche i cardinali Schönborn di Vienna e Német di Belgrado.
Come san Adalberto
L’arcivescovo Přibyl ha rivelato nell’omelia che, dal momento della sua cresima nella stessa cattedrale di Praga nel 1983, san Adalberto, secondo vescovo di Praga, è per lui una fonte personale di ispirazione. È a lui che ora vuole ispirarsi come nuovo arcivescovo della capitale ceca.
Il nuovo Primate della Repubblica Ceca ha sottolineato che San Adalberto è per lui un modello soprattutto come uomo di fede salda, che manteneva un legame profondo con Cristo e grazie a ciò riusciva a irradiare luce su chi lo circondava. Ha ricordato anche la sua accurata formazione, che «gli ha aperto non solo la strada per ampliare i propri orizzonti, ma gli ha permesso di servire gli altri con la necessaria sicurezza di sé e comprensione per le loro necessità».
La Buona Novella e le esigenze del Vangelo
L’arcivescovo Přibyl ha ricordato che san Adalberto sapeva annunciare la buona novella di un Dio misericordioso e, al tempo stesso, presentare in modo chiaro le esigenze derivanti dal Vangelo. Combatté la tratta degli schiavi e promosse la visione cristiana del matrimonio. Il nuovo arcivescovo di Praga ha dichiarato che anche sotto questo aspetto vuole seguire le orme del suo santo predecessore.
Annunciare Cristo e plasmare la cultura
Nel discutere i vari aspetti della ricca personalità di San Adalberto, il nuovo Primate della Repubblica Ceca ha prestato particolare attenzione al suo spirito missionario. Ha sottolineato che oggi il terreno missionario è sia la Repubblica Ceca che l’intero Vecchio Continente. Ha sottolineato che il missionario deve ricominciare sempre da capo, senza lasciarsi scoraggiare dai fallimenti.
Bisogna essere sicuri di sé, ma non arroganti, trarre ispirazione dalla storia, ma non lasciare che essa ci opprima come i «bei vecchi tempi». La missione è l’annuncio di Cristo, un rapporto vivo con Lui, ma anche la semina della fede cristiana nella cultura contemporanea – ha detto l’arcivescovo Přibyl.
Il martire sa cosa è importante
Ha anche sottolineato la necessità di imitare san Adalberto nella sua disponibilità al martirio. Il martire è infatti un testimone che non ha paura di esporsi al pericolo. È un uomo di principi, onesto, che sa cosa è importante per lui. «Noi cristiani – ha detto il nuovo arcivescovo di Praga – dobbiamo essere testimoni di Cristo. Altrimenti non saremo degni del nostro nome. Questa è la nostra ragion d’essere in una società secolare».
L’Europa ha bisogno di un’anima
In conclusione, l’arcivescovo Přibyl ha presentato San Adalberto come un vero europeo. Egli visse e svolse il suo ministero in diversi paesi d’Europa. È patrono non solo dei cechi, ma anche dei polacchi e degli ungheresi, ed è venerato dai tedeschi e dagli italiani. Agli europei di oggi ricorda che il loro continente ha bisogno di un’anima. «Sono convinto – ha detto il nuovo Primate della Repubblica Ceca – che il ritorno alle radici cristiane e spirituali dell’Europa non sia un ritorno a un museo o a un passato ormai lontano, ma una discesa nel profondo».
Krzysztof Bronk – Vaticano/red.
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fonte: vaticannews.va; foto: Jana Chadimová, gal.clovekavira.cz




