Ucraina: i Redentoristi di Leopoli ripristinano la comunità degli oblati

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Dopo oltre 30 anni, torna a vivere una forma di collaborazione laicale con la Congregazione del Santissimo Redentore

Dopo una lunga pausa, i Redentoristi hanno ripristinato in Ucraina l’attività della comunità degli oblati. Domenica 12 ottobre, nella chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a Leopoli, è stato accolto il primo nuovo oblato, Stepan Hrytsak, parrocchiano della comunità locale.

Subito dopo la cerimonia, i Redentoristi gli hanno consegnato anche una pergamena con la benedizione speciale conferita dal Papa Leone in occasione del 60° compleanno del nuovo oblato.

La notizia è stata comunicata dal protoigumeno della Provincia redentorista di Leopoli, padre Volodymyr Boreiko, al portale La grandezza spirituale di Lviv.

Chi sono gli oblati redentoristi

Gli oblati sono le persone che partecipano ed esprimono il carisma redentorista nel loro stato di vita e negli ambienti quotidiani. Pur non avendo emesso la professione religiosa, collaborano attivamente alla missione della redenzione insieme ai Redentoristi.

Attraverso preghiera, attività missionaria, servizio e sostegno materiale o personale, condividono i benefici spirituali della Congregazione, contribuendo così alla sua opera evangelizzatrice.

Una tradizione che rinasce

Padre Boreiko ha ricordato che la comunità degli oblati era già presente in Ucraina durante il periodo della clandestinità, quando la Chiesa greco-cattolica era perseguitata. «In quel tempo – ha spiegato – non esistevano contatti ufficiali con Roma. Dopo la fine della clandestinità, i nostri oblati furono trasferiti all’Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice».

L’ultimo oblato conosciuto prima di questa rinascita fu padre Bohdan Geleta, oggi membro della Congregazione, che aveva ricevuto tale titolo prima di entrare in monastero.

Collaboratori e testimoni della Redenzione

La decisione di ripristinare la comunità nasce dal desiderio di valorizzare i collaboratori laici che sostengono la missione redentorista. «In questo modo – ha spiegato padre Boreiko – vogliamo onorare coloro che ci aiutano a servire e a esistere. Desideriamo che sentano la loro appartenenza alla nostra grande famiglia spirituale».

Per diventare oblato non esistono regole rigide: sono richieste una vita cristiana autentica, la partecipazione attiva alla missione redentorista e un periodo di tempo adeguato per verificare la costanza nel vivere questo carisma. Possono diventare oblati uomini e donne, sposati o non sposati, e persino sacerdoti o vescovi.

«Non tutti sono chiamati al monastero o al sacerdozio – ha concluso padre Boreiko – ma molti desiderano appartenere in modo speciale alla nostra famiglia redentorista. Gli oblati sono la risposta a questo desiderio di comunione e missione condivisa».

Fonte: https://velychlviv.com

Foto: Chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a Leopoli (Facebook)