Italia: Giornata di studio sulla spiritualità mariana del Venerabile p. Leone, ad un anno dalla dichiarazione della venerabilità

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A Trinitapoli, lo scorso 18 dicembre, in occasione dell’anniversario della traslazione dei resti mortali di Padre Giuseppe Maria Leone e ricorrendo il primo anniversario della promulgazione del Decreto di venerabilità, si è svolto, a Trinitapoli, città natale del venerabile, una giornata di studio, nella quale, ancora una volta si è posta in risalto, la spiritualità mariana del padre liguorino, in relazione al suo fecondo rapporto di direzione spirituale nei confronti di San Bartolo Longo.

Una celebrazione eucaristica ha radunato i devoti di p. Leone nella chiesa parrocchiale di S. Stefano. All’omelia il celebrante p. Vincenzo La Mendola, archivista della Provincia Europa Sud dei Redentoristi e studioso della spiritualità di p. Leone, ha tratteggiato il significato del titolo di venerabile, conferito dalla Chiesa ai servi di Dio che hanno esercitato le virtù eroiche. Il Celebrante ha inoltre indicato p. Leone come modello di vita cristiana, specialmente per l’amore verso Gesù e verso la Chiesa, nell’esercizio della missione propria dei Redentoristi, da vero figlio di sant’Alfonso, tra gli abbandonati del suo tempo e alle prese con le emergenze ecclesiali della sua epoca: la rinascita della vita consacrata nel sud Italia e il ripristino della vita delle comunità redentoriste.

All’incontro, che ha fatto seguito alla celebrazione, sono intervenuti don Nicola Grosso, studioso appassionato degli scritti e della spiritualità di p. Leone e curatore delle recenti edizioni delle sue opere, e Padre Vincenzo La Mendola, storico della Congregazione del Santissimo Redentore e membro dell’Istituto storico. 

Entrambi hanno sviluppato il tema della spiritualità mariana del Venerabile, in relazione alla vita e alle opere di S. Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei, da poco canonizzato. 

Don Grosso, nel suo intervento, si è soffermato, sulla spiritualità mariana del Venerabile, sottolineando, attraverso un excursus storico, come Padre Leone, fin da bambino, è stato sempre accompagnato da un amore filiale e intenso nei confronti della Madre di Dio che lui definiva la “Mamma mia”. La ricchezza spirituale proveniente dalla religiosità della sua terra natale è stata la base sulla quale egli ha costruito il proprio edificio spirituale, di futuro missionario, predicatore e scrittore mariano.

Padre La Mendola, si è soffermato, in particolar modo, a delineare il profilo mariano del venerabile, nel suo ruolo di guida spirituale e ispiratore dei coniugi: Bartolo Longo e della moglie, la contessa De Fusco. Attraverso alcune categorie individuate negli scritti del Padre, p. Vincenzo ha sagomato i cardini della spiritualità mariana trasmessa da p. Leone ai suoi due penitenti illustri, definendendola una spiritualità cristocentrica, ecclesiale e pratica, con efficaci ricadute positive nella vita spirituale del laico missionario, tra l’altro aggregato come oblato alla Congregazione del Santissimo Redentore. Per il Santuario mariano di Pompei e per il movimento spirituale che ne è derivato, Padre Leone è stato guida illuminante, in modo particolare riguardo alle opere di carità che sono sorte intorno alla devozione mariana e in quella scintilla di fede che aveva acceso circa il movimento ecclesiale sulla definizione del dogma dell’Assunzione che trova in San Bartolo Longo l’inizio, sotto la insistente volontà del venerabile Leone. 

A guidare la tavola di studio è stato il sacerdote don Mario Porro, vicepostulatore del venerabile Padre Antonio Maria Losito, canosino, e collaboratore storico della causa di Leone. Egli ha introdotto i lavori e collegato con maestria le due relazioni, facendo emergere l’attualità del messaggio spirituale di p. Leone.

Le conclusioni sono state affidate al parroco della parrocchia di S. Stefano, don Matteo Losapio, il quale ha attirato l’attenzione dei presenti sul legame tra la spiritualità e la terra. E in seconda battuta ha richiamato l’importanza dei laici nella visione ecclesiale di p. Leone. In questo modo ha indicato agli intervenuti due aspetti dell’attualità della figura di p. Leone per il cammino della Chiesa.

La lettura di una lettera del superiore provinciale dei Redentoristi di Europa Sud, p. Gennaro Sorrentino, indirizzata al vicepostulatore don Stefano Sarcina, ha sancito la comunione spirituale che da sempre lega la comunità di Trinitapoli alla congregazione di S. Alfonso, riscuotendo il gradimento dei presenti.

Alla giornata di studio sono intervenuti i sacerdoti che operano a Trinitapoli, molti fedeli e anche qualche persona proveniente dai paesi vicini. Don Sarcina, vicepostulatore, ha invitato i sacerdoti a condividere un momento di convivialità e fraternità sacerdotale. È stata una giornata proficua e un momento di approfondimento spirituale e di conoscenza di alcuni aspetti della vita del Venerabile, finora poco investigati che hanno aperto a nuove piste di studio.

Trinitapoli sente ancora vivo il desiderio di continuare a conoscere la spiritualità del suo concittadino Giuseppe Maria Leone. Ancora oggi, infatti, si respirano nella comunità credente della città, i segni del passaggio di Padre Leone, quando, in un momento difficile per la società e la chiesa, dovuto ai cambiamenti politici e sociali di fine Ottocento, il Padre ha saputo infiammare i cuori dei suoi cittadini attraverso Maria, Madre dolcissima, Nostra Signora del Sacro cuore di Gesù. Ha insegnato ai suoi figli e figlie spirituale ad affidare a lei tutto, perché una Madre non può non ascoltare non intervenire nel dare sollievo ai propri figli.

L’evento ha suscitato nuovo interesse per la figura poliedrica di p. Leone, che speriamo sia ancora oggetto di altre manifestazioni culturali analoghe, in un futuro prossimo. 

P. Leone è vivo e la sua presenza continua a ispirare e ad accompagnare la vita della comunità casalina e di quanti lo hanno scelto come amico e compagno di viaggio.

Don Nicola Grosso