Terremoto in Albania: le famiglie non hanno più una casa…

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Lettera dalla Misione Redentorista di Kamëz, Albania

Cari amici:

In Albania ci sono stati diverse scosse di terremoto nella notte del 26 novembre. Il numero delle vittime sale a 35 (è probabile che ce ne siano altre) e più di 600 feriti. Le famiglie colpite dal crollo delle case vengono curate a Durazzo e in Thumanë, le due località più colpite, dove il personale di soccorso e di emergenza continua ad arrivare. La notte è stata tranquilla, anche se molte famiglie, per una maggiore sicurezza, hanno scelto di dormire in macchina o in strada.

Il 27 novembre, siamo stati a Thumanë (a circa 20 km dalla missione redentorista di Kamëz), uno dei centri più colpiti, dove si cercano ancora vittime. Ci sono 70 tende posizionate sul campo da calcio, ma a circa 50 metri di distanza stanno ancora sgombrando, con le famiglie davanti, in attesa di notizie dai loro parenti. Allo stesso tempo si svolgono i funerali e si vedono carro funebri con bare dentro pronte per l’uso …

Nel campo di calcio, centro di accoglienza improvvisato, regna il caos, dove non vi coordinazione. I politici scattano foto, ma persone, le ONG o altri gruppi vengono con aiuti e nessuno controlla chi li riceve o chi ne ha bisogno. C’è un piccolo ospedale di campagna. Ci sono persone che possono avvicinarsi per chiedere un materasso dove sono riposti, proprio di fronte al campo da calcio, ma altre (invalide o anziane) non hanno nessuno che le si avvicini … C’è anche bisogno di strutture che sollevino i materassi dal pavimento, perché si prevede che inizi a piovere entro 20 ore.

E il problema è che le famiglie delle tende non hanno una casa, non possono tornare alle loro case. Né possono cucinare o lavare i vestiti. Non sappiamo cosa accadrà nella prossima settimana, quando avranno bisogno di una casa. E abbiamo appena superato un’altra scossa di 5,6 gradi.

Grazie per le vostre preghiere e per non dimenticare i dimenticati …

Laureano Del Otero Sevillano CSSR

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