
Nel numero di ottobre 2025 di “Denverlink”, P. Anthony Nguyen, C.Ss.R., condivide un articolo stimolante e alcune foto delle sue esperienze missionarie.
Durante mese di ottobre, dedicato al Santo Rosario, ho avuto il privilegio di predicare in varie parrocchie durante i fine settimana. Ciò che mi ha colpito profondamente è stata la pratica quasi universale tra queste comunità di offrire preghiere e recitare il Rosario prima della Messa. Questa devozione collettiva ha messo in mostra non solo la bellezza del rosario tenuto nelle mani dei fedeli, ma anche il profondo impegno delle congregazioni verso questa tradizione cara.
Osservare i pastori e i parroci, specialmente quelli appartenenti a ordini religiosi, ha aggiunto un ulteriore tocco di bellezza a questi incontri. Vederli indossare i loro abiti religiosi adornati con il Santo Rosario è uno spettacolo di grande significato spirituale. Il Rosario, potente strumento di meditazione e preghiera, simboleggia un profondo legame con la nostra fede e il nostro patrimonio culturale.
Nel ricco mosaico della storia religiosa, i fedeli hanno a lungo venerato la vista dei leader religiosi che indossavano il rosario come parte integrante del loro abbigliamento spirituale. Per gli ordini religiosi maschili, questa pratica è particolarmente degna di nota. Ad esempio, i domenicani, noti per la loro predicazione e il loro insegnamento, indossano spesso il rosario come simbolo del loro impegno a diffondere il Vangelo. Allo stesso modo, i carmelitani, noti per la loro vita contemplativa, abbracciano il rosario nelle loro preghiere quotidiane, intrecciandolo al loro cammino spirituale.
Inoltre, anche i francescani, con il loro profondo legame con la povertà e la semplicità, indossano il rosario come promemoria della loro devozione alla Beata Vergine Maria. I cistercensi, dediti a una vita di preghiera e lavoro, portano il rosario come parte significativa della loro vita monastica. Noi redentoristi, che ci concentriamo sul lavoro missionario e sull’evangelizzazione, indossiamo con orgoglio il rosario, riflettendo la nostra missione di portare speranza e salvezza agli altri.
Ciascuno di questi ordini religiosi sottolinea come la tradizione di indossare il rosario non sia solo una formalità, ma piuttosto una profonda espressione della loro fede e del loro impegno a una vita di preghiera. È stato davvero commovente vedere questa pratica viva e vegeta nelle parrocchie che ho visitato, rafforzando l’importanza del rosario come ancora spirituale per molti credenti.
Come Redentoristi, siamo molto orgogliosi di indossare i nostri rosari a 15 decine legati intorno alla vita, un simbolo visibile della nostra profonda devozione alla Beata Vergine Maria. Questa pratica è una tradizione cara tramandata dal nostro fondatore, che ha dato esempio di un profondo impegno verso Maria. La lettera “M” che adorna i nostri rosari serve come potente promemoria del nostro rapporto con lei, sottolineando il suo ruolo di Madre del Perpetuo Soccorso.
Il Santo Rosario, con le sue preghiere e meditazioni ripetitive, è una componente essenziale della nostra vita spirituale, che ci aiuta a coltivare un legame più stretto con la Beata Vergine Maria nelle nostre attività quotidiane. Attraverso questa devozione, esprimiamo la nostra lode e gratitudine verso di lei, in particolare sotto il titolo caro di Madre del Perpetuo Soccorso, che riflette il suo sostegno compassionevole e la sua assistenza nella nostra vita.
L’identità dei Redentoristi è riconosciuta non solo attraverso la nostra predicazione attiva nelle parrocchie e il nostro servizio dedicato a coloro che vivono in povertà spirituale e fisica, ma anche attraverso la nostra appassionata promozione della devozione alla Madre del Perpetuo Soccorso. Questi sforzi di sensibilizzazione, che includono ritiri, distribuzione di letteratura devozionale e incontri comunitari, favoriscono una maggiore consapevolezza della sua cura materna tra il popolo di Dio, incoraggiandolo a cercare la sua intercessione e guida. In ogni aspetto del nostro ministero, ci sforziamo di emulare il suo amore e la sua compassione, servendo gli altri come lei ha sempre servito i fedeli.
Durante una delle liturgie eucaristiche della recente riunione della Conferenza nordamericana tenutasi nella serena Casa di ritiro San Alfonso a Long Branch, nel New Jersey, il celebrante ha invitato calorosamente i partecipanti a unirsi nella recita del Padre Nostro nelle loro lingue native. Questo gesto premuroso ha permesso al gruppo eterogeneo, composto da partecipanti provenienti da diversi contesti culturali, di pregare in inglese, francese, spagnolo, vietnamita e altre lingue.
Mentre ascoltavo il ricco intreccio di voci che recitavano questa preghiera centrale della nostra fede, ho sentito un profondo legame spirituale tra i Redentoristi presenti.
È stato un momento che ha superato le barriere linguistiche, unendoci nella nostra devozione e missione condivise. Sulla base di questo spirito di inclusività, immagino che l’Ave Maria venga recitata in più lingue in diversi luoghi di ministero in tutta la Conferenza nordamericana. Questa pratica potrebbe favorire un senso più profondo di comunità e rafforzare il nostro legame mentre abbracciamo collettivamente la missione di speranza nel cammino verso l’unificazione. Tali preghiere condivise non solo celebrerebbero il nostro patrimonio individuale, ma approfondirebbero anche il nostro impegno collettivo gli uni verso gli altri e i valori che sosteniamo.
Siamo sempre grati alla nostra Beata Madre per la sua intercessione quotidiana e ricordiamoci di lodare il suo immenso amore attraverso il Santo Rosario.
(Per gentile concessione: “Denverlink” 31 ottobre 2025)







